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| Categoria principale | Industria Manifattura e Artigianato |
|---|---|
| Costruttore | Aermacchi |
| Periodo | sec. XX |
| Anno | 1950 |
| Numero inventario | D671 |
| Collocazione | livello +1, sezione aeronautica, area aeroplani |
| Altezza | 269 cm |
| Larghezza | 1150 cm |
| Lunghezza | 940 cm |
| Peso | 5530 kg |
| Materiali | legno, metallo |
| Acquisizione | Aeronautica Militare |
Monoplano da caccia e attacco al suolo ad ala media, montata a sbalzo con struttura mista in legno e metallo. L'ala presenta un'ossatura monolongherone con rivestimento in duralluminio; alettoni, ipersostentatori e freni di picchiata hanno struttura e rivestimento interamente metallici. Nella parte posteriore di entrambe le semiali sono situati gli attacchi per le travi di coda, a sezione ovale, con ossatura e rivestimento metallici. La fusoliera, a sezione quasi circolare, presenta struttura e rivestimento metallici nella parte anteriore, mentre nella sezione centrale è costituita da un'ossatura in legno con rivestimenti esterni ed interni in compensato; nella parte terminale della fusoliera si l'ugello di scarico del propulsore. L'impennaggio è costituito da una doppia deriva e un piano orizzontale con telaio e rivestimento in metallo. L'abitacolo di pilotaggio, predisposto per un unico posto, presenta un tettuccio a goccia scorrevole e seggiolino eiettabile Martin-Baker. L'aeroplano dispone di un carrello a triciclo anteriore, con ruotino anteriore orientabile e retrattile all'indietro e con gambe principali a scomparsa nell'ala, con movimento di rotazione verso l'interno. Il velivolo monta un motore turbogetto de Havilland Goblin 2 da 1.500 kg di spinta, alimentato da otto serbatoi alari e un serbatoio principale nella fusoliera; le prese d'aria sono poste alla radice delle semiali. L'aeroplano infine è armato con quattro cannoni da 20 millimetri ed è provvisti di attacchi subalari per bombe.
Il DH Vampire, elaborato dalla de Havilland, è stato il secondo aeroplano a reazione inglese ad essere prodotto, ma giunse troppo tardi per venir attivamente utilizzato durante la Seconda Guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra ebbe una grande diffusione, venendo impiegato dalle aeronautiche di numerosi Stati. Per quanto riguarda l'Aeronautica italiana, il Vampire segnò l'ingresso dell'Italia nel campo della propulsione a reazione. Questo modello venne adottato nel 1950, inzialmente con l'acquisto di esemplari dall'Inghilterra. Successivamente una seconda serie di Vampire, la Mk52, venne prodotta su licenza direttamente in Italia dalla Macchi e dalla Fiat, contribuendo a risollevare le sorti dell'industria aeronautica italiana. L'esemplare conservato presso il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" fa parte della prima serie di 163 velivoli costruiti dalla Macchi nel 1950.