Fresatrice di ruote -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturaleambito italiano
Periodoultimo quarto sec. XVIII
Anni1775 - 1799
Numero inventario3746
Collocazioneprimo piano, sezione orologeria, Bottega del Bertolla
Altezza31 cm
Larghezza18 cm
Lunghezza12 cm
Peso1,59 kg
Materialilegno, ottone
Acquisizione Bertolla Eredi

Descrizione

Telaio portante composto da barra orizzontale sormonata da supporto a ponte. Piattaforma rotante posizionata sulla barra orizzontale, azionabile con meccanismo a manovella, dotata di braccio ricurvo con attaco e pomolo terminale modanati, posizionati sotto la barra stessa. Dipositivo centrale alla piattaforma modanato e bombato alla base. Alidada di ferro a profilo curvo, con incavo iniziale. Carro scorrevole sulla barra portante superiore (allontanabile o avvicinabile al centro su cui è fermata la ruota da intagliare) mediante meccanismo a cursore. È articolabile a cerniera anche in posizione obliqua. Fresa azionata tramite archetto, la cui corda è avvolta su puleggia. Fermo della ruota con montante ricurvo. Viti (fa eccezione quella ellittica a corredo dell'alidada) con testa circolare leggermente bombata e profilo zigrinato con linee incise oblique. Struttura posta su sostegno tubolare verticale, realizzato in ottone, innestato entro supporto ligneo non pertinente composto da base cilindrica lignea, a sua volta fissata su basamento quadrangolare in legno.

Funzione

La fresatrice serve per intagliare direttamente le ruote dentate di cui l'orologio è essenzialmente costituito; sistema (rotismo), destinato a imprimere il moto con il minore impegno di energia e il minimo attrito. Il carro, pezzo componente la macchina, posizionabile nell'assetto desiderato, serve a ospitare frese di differente tipo, che appunto consentono il ritaglio di denti di diversa sagomatura e dimensione sulle ruote da lavorare. La piattaforma, altro elemento costitutivo fondamentale della macchina, mediante un dispositivo centrale regolabile, ha la funzione di definire la collocazione e il numero di denti distribuiti sul profilo del disco da dividere: la piattaforma reca infatti incisi punti continui che formano cerchi concentrici, laddove il numero di tali punti è conforme al numero di denti delle ruote da dividere. Il diametro dell'ingranaggio ottenibile sulla macchina era consono alla grandezza della stessa; pertanto la dimensione della macchina era proporzionale a quella delle di ruote da realizzare: di piccolo, medio, grande formato.

Modalità d'uso

La macchina utensile per il trattamento del metallo imprime il movimento, rotatorio intorno al proprio asse, alla fresa, e lo spostamento al disco in lavorazione. Ottenuto mediante ritaglio un disco di diametro consono al numero dei denti, questo era forato al centro, e se necessario lavorato sul tornio per ottenere precise misure. Tale operazione - in tale caso la macchina rispondeva a duplice funzione - poteva essere direttamente effettuata sulla fresatrice: fermata la ruota al perno centrale e, liberato il blocco della alidada (asticciola), si faceva ruotare la piattaforma su sé stessa mentre, avvicinata la ruota alla fresa, la si metteva in rapido moto, così da erodere il pezzo sino alla dimensione desiderata. L'ingranaggio con manovella, di cui era dotata la macchina, consentiva di far ruotare a discreta velocità la piattaforma stessa. Si procedeva poi al taglio dei denti immobilizzando con l'alidada sia la piattaforma sia il disco da dentare. Quindi si accostava il carro su cui era montata la fresa a sua volta posta su asse rotante e basculante. Posta in rapido moto la fresa tramite un archetto, la cui corda era avvolta su puleggia, la si faceva scendere sul bordo della ruota ottenendo di intagliare l'incavo che forma il dente.

Notizie storico-critiche

Parte della storiografia assegna a Robert Hooke, fisico inglese (1635-1703), l'ideazione di questa tipologia di macchina utensile, tuttavia è ragionevole supporre che il macchinario sia stato approntato, per stadi successivi, dagli stessi costruttori di piattaforme. L'inventore è dunque sconosciuto. Dall'inizio del Settecento si rilevano comunque notizie certe in merito alla macchina per tagliare i denti. Lo si evince da un disegno pubblicato nel 1709 da Nicolas Bion nel suo "Traite des instrumens de mathématique'', dal quale se ne ricava appunto la composizione. Nelle tavole della Encyclopédie si trova illustrata la macchina per tagliare le ruote di Sully (cfr. IV, tavv. XX-XXI-XXII-XXIII), e quella ideata da Hulot (cfr. IV, tavv. XXIV-XXV-XXVI).

Riferimenti Bibliografici:

  • Misura Tempo ''La misura del tempo / L'antico splendore dell'orologeria italiana dal XV al XVIII secolo'' 2005 Trento
  • De' Toma, N. ''La misura del tempo. L'antico splendore dell'orologeria italiana dal XV al XVIII secolo'' 2005 Trento
  • Mestiere Sapere ''Il mestiere e il sapere duecento anni fa/tutte le tavole dell'Encyclopedie francaise'' 1983 Milano
argomento categoria:Orologeria lunghezza:1

Immagini

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