Fresatrice per conoidi -

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
Ambito culturaleambito italiano
Periodofine sec. XVIII
Anni1790 - 1799
Numero inventario3751
Collocazioneprimo piano, sezione orologeria, Bottega del Bertolla
Altezza26 cm
Larghezza60 cm
Lunghezza40 cm
Peso10 kg
Materialiferro, legno, ottone
Acquisizione Pinardi, Wolfango

Descrizione

Macchina di notevoli dimensioni. Struttura portante di ferro e ottone. Azionamento a manovella, associata a ingranaggio dentato, dotata di braccio curvo a sezione quadrangolare terminante con pomolo ligneo con supeficie liscia. Guide-supporto fisse e scorrevoli montate sugli alberi principali della macchina. Fissaggio in posizione per mezzo di viti di differente tipo: con testa perpendicolare, a testa piatta ellittica, a testa circolare con profilo zigrinato. Supporto per l'uso in morsa.

Funzione

La macchina serve per fresare i conoidi, dispositivo che rende costante la forza motrice della molla trasmessa al rotismo. L'orologio, per poter misurare, e dunque segnare il tempo con soddisfacente approssimazione, necessita di funzionare tramite una forza che si mantenga il pi¨ possibile uniforme e costante. Il motore a peso delle pendole genera questo tipo di energia, tuttavia non producibile con tali caratteristiche negli orologi portatili. Per questa ragione si rese necessario progettare un diverso dispositivo, e dunque la macchina per realizzarlo.

ModalitÓ d'uso

Il dispositivo chiamato conoide (appunto per la sua forma a cono), montato sulla prima ruota del rotismo dell'orologio, Ŕ percorso interamente dal basso all'alto da scanalatura elicoidale, entro il solco della quale, durante la carica si avvolge il budello (oppure una catenina metallica) che lo collega al bariletto, contenente la molla che appunto lo richiama, facendolo ruotare. La macchina serviva a incidere sul conoide il solco elicoidale, variando inoltre, nel caso, il numero di spire da ricavare su una eguale altezza del cono (il passo). Tale possibilitÓ era ottenuta mediante leve regolabili che aumentavano o diminuivano, in ragione della reciproca posizione, l'entitÓ di spostamento del bulino sul cono, e di questo rispetto al bulino: si poteva perci˛ ottenere un differente numero di spire sulla medesima altezza di conoide. L'azione del bulino, invece, si produceva in virt¨ della pressione della molla, o nel caso, della mano. La macchina era in grado di filettare anche le viti, tuttavia, giÓ nel Settecento, per tale scopo si utilizzavano mezzi pi¨ semplici come le "filiere".

Notizie storico-critiche

Fino a tutto Seicento il conoide era interamente lavorato a mano; solo nel Settecento sarÓ infatti realizzata una macchina capace di ricavare il solco elicoidale direttamente sul conoide. Tale dispositivo, ora non pi¨ utilizzato, era invece diffusamente presente in tutti gli orologi da tasca sino all'inizio dell'Ottocento, come pure nei cronometri da marina meccanici.

Riferimenti Bibliografici:

  • Misura Tempo ''La misura del tempo / L'antico splendore dell'orologeria italiana dal XV al XVIII secolo'' 2005 Trento
  • De' Toma, N. ''La misura del tempo. L'antico splendore dell'orologeria italiana dal XV al XVIII secolo'' 2005 Trento
  • Mestiere Sapere ''Il mestiere e il sapere duecento anni fa/tutte le tavole dell'Encyclopedie francaise'' 1983 Milano
argomento categoria:Orologeria lunghezza:1

Immagini

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