Calcolatrice elettronica, scrivente, portatile - Olivetti Divisumma 18

Oggetti simili a Calcolatrice

Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
InventoreBellini Mario
CostruttoreOlivetti
Periodo sec. XX
Anno1973
Numero inventario12919
CollocazioneDeposito
Altezza5 cm
Larghezza31 cm
Lunghezza12 cm
Peso875 g
Materialigomma sintetica, metallo, resina termoplastica di Acrilonitrile-Butadiene-Stirene (ABS)
Acquisizione Famiglia Frassi

Descrizione

Calcolatrice elettronica con stampante costituita da un corpo in plastica ABS color giallo dai contorni bombati e smussati. La tastiera ridotta è posta a destra ed è inserita in un pannello protettivo di gomma morbida color giallo e i tasti sono integrati nella membrana flessibile che riveste la macchina. Oltre ai tasti delle cifre da 0 a 9 sono presenti i tasti delle quattro operazioni, del totale e del totale parziale. A sinistra della tastiera si trova l'apparato di stampa delle operazioni svolte, funzionante con uno speciale rotolo di carta metallizzata. Al di sotto della stampante si trovano l'interruttore per l'accensione, la rotella per la selezione del numero di cifre decimali da adoperare, e una spia luminosa per la segnalazione della disattivazione. Sul lato inferiore dell'apparecchio si trova lo sportello asportabile per l'inserimento del rotolo della carta metallizzata. Sul fianco sinistro dell'apparecchio è posto un caricabatterie in plastica color giallo della stessa forma dell'apparecchio. Sul fianco sinistro del caricabatterie si trova la presa bipolare per il collegamento del cavo di alimentazione. Sia la calcolatrice che la batteria sono contenute in una scatola di cartone blu chiaro (confezione originale di vendita).

Funzione

Macchina per l'esecuzione automatica di calcoli aritmetici. Capacita' di dodici cifre e possibilita' di calcolare fino a quattro decimali (0, 2, 3, 4). Calcola il saldo negativo ed utilizza divisore e moltiplicatore costanti. Riutilizza tutti i totali generali. Il caricabatterie permette di lavorare anche collegati alla rete. La calcolatrice ha un'autonomia di carica di cinque ore e richiede un periodo di ricarica di dodici ore. Utilizza una stampa"non-impact" e scrive su un rotolo di carta elettrosensibile lungo venticinque metri.

Modalità d'uso

Utilizzare il caricabatteria per il caricamento della batteria ricaricabile. Disinserire il caricabatteria ed utilizzare la tastiera della calcolatrice per effettuare le operazioni.

Notizie storico-critiche

L'avvento dell'elettronica agli inizi degli anni '70 del Novecento ha rivoluzionato le potenzialità del calcolo automatico, decretando la repentina scomparsa di regoli calcolatori e calcolatrici elettromeccaniche. Grazie all'elettronica è stato possibile ridurre in apparecchi di ridottissime dimensioni macchine che fino a quel momento necessitavano di enormi meccanismi per svolgere laboriose operazioni. L'elettronica ha reso più agevoli e rapidi calcoli fino ad allora lunghi e macchinosi; a questo va aggiunto il forte abbattimento dei costi di produzione di macchine da calcolo in materiale plastico. Anche la più semplice ed economica delle calcolatrici elettroniche poteva offrire prestazioni di gran lunga superiori di quelle della più complessa macchina da calcolo elettromeccanica. L'Olivetti, durante gli anni Settanta, ristabilisce una maggiore integrazione tra design e industria. Bellini rivendica, durante la sua collaborazione con l'Olivetti, la dignità dello styling inteso come opera di alta estetizzazione della macchina. In questo senso il suo progetto del 1973 con la membrana elastica della calcolatrice "Divisumma 18" è uno dei migliori esempi di un design che si stende sui meccanismi. Con la Divisumma 18, la Olivetti ha segnato il proprio ingresso nel mondo dell'elettronica, distinguendosi per la particolare attenzione dedicata al design. Bellini progetta il design della Divisumma 18 con la collaborazione di Dario De Diana, Alessandro De Gregori, Derk Jan De Vries, Antonio Macchi Cassia, Gianni Pasini e Sandro Pasqui. L'oggetto viene realizzato non solo in relazione alla sua funzione di calcolatrice, ma anche alla sua presenza nel mondo umano. Per questa ragione Bellini e i suoi collaboratori creano un oggetto non pesante, facile da utilizzare, morbido e gradevole al tatto. Quando non viene utilizzata per eseguire calcoli, essa rimane in vista in quanto un oggetto da ammirare e da toccare. L'oggetto fa parte anche della collezione permanente del MOMA-Museum of Modern Art di New York dal 1973.

Riferimenti Bibliografici:

  • Design process ''Design process Olivetti 1908-1983'' 1983 Milano
  • Branzi A. ''Il design italiano / 1964-1990'' 2008 Milano
  • Bellini M. ''Domus'' 1973 Milano
argomento categoria:Calcolo lunghezza:1

Immagini

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