Radioricevitore a transistor, portatile - Brionvega TS502 2° serie/ Cubo Brionvega

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
InventoreSapper Richard, Zanuso Marco
CostruttoreBrionvega S.a.S.
Periodo sec. XX
Anni1966 - 1978
Numero inventario10074
Collocazioneprimo piano, sezione telecomunicazioni, sala radio
Altezza14 cm
Larghezza22 cm
Lunghezza13 cm
Peso2 kg
Materialimetallo/ cromatura, plastica

Descrizione

Oggetto composto da due scocche cubiche in plastica colore rosso-arancione a spigoli arrotondati, incernierate in modo da aprire e chiudere l'apparecchio; le sezioni interne sono in plastica nera. Da chiusa la radio appare come un parallelepipedo arrotondato. Quando la radio e' aperta, le due sezioni si uniscono posteriormente grazie a una piccola calamita. E' munito di quattro piedini posti sul fondo per l'appoggio. Le due schede con gli stadi di alta frequenza sono comprese nella sezione interna di destra, mentre la bassa frequenza e l'altoparlante magnetodinamico sono in quella di sinistra. Nelle cerniere, dotate di apposita scanalatura, scorrono i cavi di collegamento tra le due sezioni. Il baricentro dell'apparecchio si trova spostato rispetto alla linea di giunzione e all'altezza della maniglia. All'interno è presente un circuito supereterodina a diodi a cristallo e nove transistor. Commutatore di gamma a tastiera. Sintonia separata Am ed FM. Scala di sintonia numerica semicircolare per la AM. Sintonia automatica in FM. Sono presenti un'antenna AM incorporata fissa ed una FM incorporata a stilo. Caratteristiche tecniche: Potenza di uscita 1 W col 10% distorsione. L'alimentazione è fornita da sei batterie da 1,5 Volt.

Funzione

Ricezione di frequenze radio ad onde medie a modulazione di ampiezza (AM) e in modulazione di frequenza (FM) per l'ascolto di programmi radiofonici. Gamma di frequenze in AM da 520 a 1600 KHz, in FM da 88 a 108 MHz.

Modalità d'uso

Si inseriscono le batterie nell'apposito vano, si accende l'apparecchio e si direziona l'antenna per captare al meglio le radioonde; ci si sintonizza sulla frequenza desiderata agendo sull'apposito commutatore. Le stazioni radiofoniche trasmettono voci e suoni modulando le onde radio che diffondono dalle loro antenne. Si ha così il segnale trasmesso (a bassa frequenza trattandosi di suono). L'onda radio ha la frequenza della stazione trasmittente ed ampiezza dipendente dalla potenza della trasmittente. Il segnale viene applicato alla corrente oscillante che determina l'onda radio ovvero che alimenta l'antenna trasmittente. La radio funziona da ricevitore ovvero preleva dalla corrente oscillante in arrivo il segnale a frequenza acustica da amplificare e ritradurre in suoni. La supereterodina è un circuito a conversione di frequenza, capace di ricevere e demodulare una vasta gamma di frequenze assicurando una ricezione priva di interferenze, crepitii e oscillazioni. Attraverso questo circuito era possibile convertire le frequenze ricevute ad una frequenza fissa chiamata frequenza intermedia alla quale operavano tutti i circuiti di filtraggio e demodulazione. Voci e suoni vengono poi riprodotti da vibrazioni meccaniche del riproduttore sonoro (ovvero il cono dell'altoparlante).

Notizie storico-critiche

Il brevetto di Guglielmo Marconi del 1896 del sistema di Telegrafia senza fili (Wireless Telegraph) per la trasmissione di impulsi adatti per il codice Morse, aprì la strada alle comunicazioni via etere a grande distanza. La trasmissione di suoni fu poi resa possibile con l'invenzione della valvola termoionica (diodo a vuoto) a cura dell'inglese Sir John Ambrose Fleming nel 1904. Nel 1906 fu la volta dell'Audion (triodo a vuoto) a cura dell'americano Lee De Forest. L'invenzione della supereterodina, brevettata nel 1918 da Edwin H. Armstrong, ma successivamente attribuita a Lucien Levy, rese possibile la modulazione di frequenza. Negli anni '20 e '30 gli apparecchi cominciarono a diffondersi nelle case. Erano realizzati senza economia e con particolare attenzione all'eleganza degli apparecchi: mobili in legno, con manopole di comando esterne, valvole esterne, antenna a telaio e altoparlante a tromba. Lo sviluppo tecnologico portò poi a circuiti e valvole migliori e quindi ricezioni migliori, altoparlanti interni magnetodinamici o elettrodinamici, ricezioni non solo in modulazione di ampiezza ma anche di frequenza (1939). Nel 1947, un gruppo di ricerca dei Bell Laboratories (Stati Uniti) costituito da W. Shockley, J. Bardeen e W. Brattain, inventò il transistor: un componente attivo allo stato solido che poteva sostituire i tubi elettronici ingombranti e dispendiosi. A metà anni '50 nascono le nuove radio a transistor: più piccole e leggere, ben presto con prestazioni più elevate. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale alla fine degli anni '50 la maggior parte degli arredi domestici era realizzato, almeno in Italia, in legno, in tubolare metallico, in imbottiti tradizionali, secondo processi già collaudati dalla produzione artigianale, destinati quindi a piccoli mercati locali o alle piccole serie. Diventava quindi necessaria una riorganizzazione della produzione, sia internamente alle aziende, sia attraverso le rete dei terzisti, per garantire una vera serialità e omogeneità dei prodotti, e per rispondere alla crescente esigenza di una produzione veloce. L'avvento del transistor amplificò ulteriormente queste esigenze dando la possibilità di ottenere apparecchi tascabili con componenti miniaturizzati. I transistor e gli altri componenti elettronici erano montati e saldati sulla piastrina di un circuito stampato in maniera automatizzata e custodia in plastica stampata a caldo. In questi anni il design si pose come interlocutore strategico delle piccole e medie industrie tecnologiche e, grazie ai nuovi materiale plastici, potè reinterpretare il rapporto tra l'utente e gli oggetti quotidiani. Vennero ideati oggetti facilmente lavabili, impilabili, studiati per risolvere problemi di componibilità e di flessibilità. Questo modello Brionvega racchiude in sé tutte queste caratteristiche: tecnologia a transitor, compattezza dei comandi, grafica di regolazioni e scale, plastica colorata e forma nuova, design innovativo. Nel corso di tutta la sua storia la Brionvega ha rivolto l'attenzione all'aspetto estetico ed innovativo dei suoi prodotti cercando di unire innovazione tecnologica e design. Il primo modello della radio spesso nota come "cubo Brionvega" è del 1964 ad opera di Marco Zanuso e Richard Sapper, con scala di sintonia FM che arrivava solo fino a 104 MHz. L'idea era quella di integrare l'oggetto nell'ambiente domestico non nascondendolo ma esibendolo utilizzando forme inedite e innovative. Una seconda serie è stata progettata nel 1966 (con scala di sintonia FM fino a 108 MHz) e successivamente aggiornata nel 1978. Ne esisteva anche un modello "Export" con ricezione anche ad onde lunghe. Questa radio, oggetto di vero design, è esposta al MoMa di New York. Nel 2007 ne è stata realizzata una rivisitazione denominata TS 522. Prezzo di listino ANIE del 1967: Lire 45.000.

Riferimenti Bibliografici:

  • Soresini F. ''Breve Storia della Radio'' 1976 Milano
  • Ravalico D. E. ''L'apparecchio radio ricevente e trasmittente'' 1980 Milano
  • Ravalico D. E. ''La Moderna Supereterodina'' 1943 Milano
  • Grassi A./ Pansera A. ''Atlante del design italiano 1940-1980'' 1980 Milano
  • Antonelli P. ''Objects of design from the Museum of modern art / Paola Antonelli'' 2003 New York
  • Catalogo radio ''Catalogo radio, televisione, elettroacustica 1965-1966 / Associazione nazionale industrie elettrotecniche (ANIE)'' 1965 Milano
  • Spazio '900 Modernariato&Design ''Il design di Brionvega/ The design of Brionvega'' 2001 Milano
  • Mureddu L. ''Radio a Transistor! / Classificazione, tecnica, restauro dei ricevitori d'epoca a transistor, con esperimenti'' 2007
  • Branzi A. ''Capire il design'' 2007
  • Carugati D.G.R. ''BRIONVEGA progetto l'emozione'' 2003 Milano
argomento categoria:Telecomunicazioni via radio lunghezza:1

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