Telefono automatico a batteria centrale (BCA), a tastiera - Starlite

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Categoria principale Industria Manifattura e Artigianato
CostruttoreGTeE Telecomunicazioni AUTELCO
Periodo sec. XX
Anni1975 - 1985
Numero inventario10830
Collocazioneprimo piano, sezione telecomunicazioni, vetrina
Altezza11 cm
Larghezza21,5 cm
Lunghezza11 cm
Peso-
Materialicarbone, carta, inchiostro, metallo, plastica/ stampaggio
Acquisizione Soresini, Franco

Descrizione

Questo telefono da tavolo, posta mobile, è costituito da una monoscocca in plastica stampata bianco avorio che racchiude una suoneria e i meccanismi della tastiera. Nella parte superiore della scocca è inserita la tastiera numerica , a dodici tasti con dieci cifre da 1 a 0 e i tasti "#" e "*". Il microtelefono, in plastica bianca, poggia direttamente in due vani ricavati nella parte superiore della scocca (telefono a riposo) e si sovrappone parzialmente al disco commutatore. In questi due vani sono presenti due tasti di interruzione linea con funzioni di forcella. Il microtelefono racchiude il trasmettitore (microfono a carbone) e il ricevitore (a bobina e calamita), uniti da una parte centrale che funge anche da impugnatura. Nella base sono contenuti la suoneria e il circuito antilocale. Dietro al telefono è presente una levetta per regolare il volume della suoneria. Dal microtelefono fuoriesce un filo a spirale in plastica morbida di colore nero che lo collega al corpo del telefono. Dalla base fuoriesce il cavo con spina tripolare.

Funzione

Questo telefono veniva collegato alla rete telefonica e permetteva all'utente di raggiungere qualunque abbonato sulla rete in modo automatico.

Modalità d'uso

L'alimentazione di questa tipologia di telefoni automatici a batteria centrale si trovava nella centrale e l'alimentazione del microfono avveniva attraverso la linea telefonica. Sollevando il microtelefono i tasti di interruzione linea si sollevavano e chiudevano il circuito di alimentazione del microfono (telefono in servizio). Contemporaneamente un segnale proveniente dalla centrale generava nel ricevitore il segnale di libero. Una volta sollevato il microtelefono e verificata la disponibilità della linea, l'utente utilizzava i tasti della tastiera numerica per inviare alla centrale gli impulsi di selezione. Questi segnali, giunti in centrale, azionavano i meccanismi automatici predisponendo il contatto con la linea dell'utente desiderato. Nel telefono dell'utente chiamato (analogo a quello chiamante) veniva così attivata la suoneria, attirando così l'attenzione. Sganciato il microtelefono si chiudeva la connessione tra i due telefoni e la conversazione poteva iniziare.

Notizie storico-critiche

A partire dagli anni '50, il telefono cominciò a modificarsi dal punto di vista dei materiali e della forma. L'introduzione delle materie plastiche e il peso crescente del design nella società iniziarono a modificarne l'aspetto. L'aspetto ergonomico rimaneva invece immutato, essendo legato alla distanza bocca/orecchio anche dal punto di vista tecnico. Alla fine degli anni '50 si assistette a un boom delle richieste di allacciamenti telefonici e questo spinse i fornitori di servizi a unificare gli apparecchi per far fronte ai problemi legati alla produzione e alla manutenzione. Nel 1959 nasce il primo modello unificato SIP ad opera di un designer, l'S59 di Lino Saltini. Queste profonde revisioni dell'apparato produttivo si intrecciavano con la necessità di reinterpretare le tipologie tradizionali dei prodotti domestici, alla luce delle possibilità offerte dai nuovi materiali; reinterpretazione che venne svolta dal design che per la prima volta in Italia fu un interlocutore strategico delle piccole e medie industrie tecnologiche. Tra la fine degli anni Sessanta, e soprattutto negli anni Settanta, si diffuse poi l'abitudine di avere più spine telefoniche all'interno dello stesso appartamento. Scompariva il telefono fissato a muro sulle pareti del corridoio o dell'ingresso. Era un'opportunità di caratterizzare in modo diverso gli ambienti a partire dai servizi richiesti: in salotto la filodiffusione, in camera da letto, sul comodino, il telefono per il servizio sveglia, e così via. Anche se non si era ancora affermata l'idea del telefono come strumento "individuale" e "personale" di comunicazione, cosa che sarebbe avvenuta solamente con la diffusione dei cellulari negli anni Novanta, ci si stava avviando verso un uso del telefono che prevedeva una maggiore privacy per tutti i componenti della famiglia. L'offerta dei telefoni addizionali comprendeva il più compassato Unificato, "adatto a ogni ambiente, dall'ingresso, al tinello, alla cucina, alla biblioteca"; lo snello e aggraziato Lillo, "particolarmente indicato per salotto e sala da pranzo"; il più originale Grillo, "consigliato per design e ingombro minimo", adatto alla camera da letto o ovunque si dovesse "lasciare un minimo spazio". La campagna sulla diffusione dei telefoni addizionali prevedeva inserzioni sulla stampa periodica, sui più diffusi rotocalchi d'informazione e femminili e su riviste d'arredamento, la proiezione di un cortometraggio pubblicitario nelle sale cinematografiche e l'affissione di manifesti stradali nelle grandi città. Il "telefono in vetrina" era allora una novità assoluta e i modelli erano realizzati come veri progetti di design oltre che tecnologici come nel caso del telefono "Starlite", modello del 1975 con il corpo centrale che assume una forma a parallelepipedo stretto e lungo , il disco combinatore prima e la tastiera poi, posizionato superiormente ed il microtelefono sistemato sopra ad esso, coprendolo parzialmente e rendendo il telefono più compatto.

Riferimenti Bibliografici:

  • Telecomunicazioni voce ''Telecomunicazioni/la voce / Mostra storica'' 1988 Milano
  • Soresini F. ''Telefoni / Telephone Sets'' 1995 Milano
  • Branzi A. ''Capire il design'' 2007
argomento categoria:Telecomunicazioni via cavo lunghezza:1

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