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Centrale termoelettrica
"Regina Margherita", 1895
La centrale, installata nel setificio Egidio e Pio Gavazzi di Desio (MI), forniva corrente elettrica per l’illuminazione degli ambienti e per il funzionamento di milleottocento telai.
Progettata al Politecnico di Milano, è stata realizzata abbinando una motrice a vapore della ditta Franco Tosi di Legnano a una coppia di alternatori dell’azienda Brown Boveri.
Una inaugurazione "regale"
L’inaugurazione della centrale risale al 9 novembre 1895. Alla cerimonia erano presenti re Umberto I e Margherita di Savoia, a cui
la macchina è intitolata. Per l’evento, gli oltre duemila dipendenti -in prevalenza donne- indossavano un grembiule uniforme con il nome della ditta.
La vita lavorativa della centrale è terminata nel 1954.
Nel 1958, Guido Ucelli, fondatore del Museo, l’ha ricevuta in
dono da Franco Gavazzi.
La Centrale oggi
Originariamente la macchina era dotata di due elementi, oggi non visibili: una caldaia per produrre vapore e un dispositivo di distribuzione del vapore nei cilindri.
Oggi la macchina è azionata da un motore elettrico: al momento della musealizzazione, è stata collegata ad esso tramite la catena che cinge la puleggia. Non produce più corrente.
Benché frutto della migliore tecnologia ottocentesca, la Regina Margherita non era una macchina all’avanguardia: all’epoca della sua creazione esisteva già la turbina a vapore, inventata dieci anni prima dall’inglese Sir Chrales Parsons.
In questo dispositivo la forza del vapore agisce direttamente sulle pale di una ruota (producendo così la rotazione necessaria al funzionamento degli alternatori). La turbina a vapore è più efficiente di un sistema con cilindri e pistoni perché permette di eliminare gli sprechi energetici dovuti alla trasformazione del movimento da alternato a rotatorio e alla trasmissione del movimento con biella, manovella e cinghia.

La "Regina Margherita" al Museo

La motrice a vapore "Regina Margherita" quando era installata nella Tessitura Gavazzi di Desio


