Telegrafo, Telefono, Televisione
Il telegrafo
Il telegrafo affonda le sue radici nei laboratori di inizio Ottocento. Rappresenta la prima applicazione pratica degli studi dei maestri dell'elettromagnetismo e, grazie a Samuel Morse, raggiunge una diffusione rilevante, coprendo con una fitta rete il mondo intero.
La Pila di Volta è stato il primo strumento della storia in grado di produrre corrente elettrica.
Da questo momento gli scienziati non si dovevano più accontentare di scariche elettriche incontrollabili prodotte durante i temporali o di quelle brevissime ottenute attraverso macchine ingombranti.
Si sono così potuti scoprire gli effetti magnetici della corrente aprendo una nuova era scientifica, dominata dagli studi sull'elettromagnetismo e dalle sue innumerevoli applicazioni.
È a partire da questi studi che gli scienziati di tutto il mondo hanno potuto costruire durante l'Ottocento i primi strumenti elettrici di applicazione pratica.
Pila di Volta, 1800, Como
Replica del 1956
Il Galvanometro Astatico di Leopoldo Nobili, inventato nel 1825 dal fisico toscano, è uno strumento in grado di rilevare e misurare la quantità di corrente elettrica presente in un circuito.
Galvanometro Astatico di Nobili, 1825, Firenze
Replica del 1932
Donazione C.N.R
Il telegrafo ad aghi di William Thomas Henley rappresenta uno dei primi sistemi telegrafici italiani utilizzati nell'allora Regno delle Due Sicilie.
Telegrafo a due aghi di Henley, 1840 circa, utilizzato nel Regno di Napoli
Entrambi gli strumenti si basano sul fenomeno scoperto dal danese Hans Cristian Oersted nel 1820 e successivamente studiato e formalizzato dal francese André Marie Ampère: in presenza di corrente elettrica un ago magnetico devia la sua posizione. I primi sistemi di comunicazione a distanza funzionavano sfruttando questa proprietà: la deviazione dell'ago magnetico, influenzato dalla corrente prodotta nella stazione trasmittente, indicava nel ricevitore le lettere del messaggio trasmesso.
Il Museo ha ricostruito il prototipo di telegrafo elettrico inventato e costruito nel 1835 da Samuel Morse, professore di disegno all'Università di New York. Con questo prototipo, assemblato utilizzando uno dei suoi telai per dipinti e altri materiali di fortuna, Morse effettua i primi esperimenti di comunicazione elettrica davanti ad amici e conoscenti.
Primo Telegrafo di Samuel Morse, 1835 circa, Stati Uniti d'America
Replica del 2008
Progettazione MNST Ricostruzione Giuseppe Pellegrini
Nel 1843 viene finanziata dal governo americano la costruzione della prima linea di comunicazione telegrafica, inaugurata un anno dopo tra Washington e Baltimora.
Il primo messaggio della storia è trasmesso il 24 maggio 1844 alle 8,45. Morse a Washington telegrafa a Vail a Baltimora:
"What Hath God Wrought" ("Quali cose ha creato Dio")
In Italia, a partire dal 1861, il sistema Morse diventa il sistema nazionale ufficiale. La gestione delle linee e degli uffici telegrafici viene assegnata allo Stato, sotto la direzione del Ministero dei Lavori Pubblici. Nel 1889 nasce il Ministero delle Poste e dei Telegrafi.
Stazione telegrafica, tipo Morse-Hipp, in uso presso gli uffici postali italiani, fine Ottocento.
donazione Ferrovie Nord, Milano
A partire dal 1845, dopo l'invenzione di Morse e le trasformazioni apportate da Vail, il telegrafo si diffonde in tutta Europa. Molti Paesi si impegnano a migliorare e riadattare i dispositivi proponendo diversi modelli di telegrafo per la ricezione Morse.
Ricevitore telegrafico Morse, tipo Leopolder, VtuTf, 1850 circa, Austria
Il telegrafo qui esposto, inventato nel 1855 da David Hughes, sostituisce al tasto con cui battere le sequenze di punti e linee una tastiera molto simile a quella di un pianoforte con 28 tasti, uno per ogni lettera dell'alfabeto. L'operatore poteva anche non conoscere il codice Morse e il messaggio veniva ricevuto direttamente stampato in chiaro, cioè in lettere dell'alfabeto.
Telegrafo a tastiera, tipo Hughes, Diena C&C, fine Ottocento, Torino
Il Pantelegrafo può essere considerato l'antenato del fax: è il primo strumento della storia che permette la trasmissione delle immagini.
Sviluppato a partire dal 1855 dall'abate senese Giovanni Caselli, questo sistema era in grado di riprodurre a distanza qualunque segno (caratteri, linee o immagini al tratto).
Pantelegrafo Caselli, 1856
Replica in computer grafica, 2008
Per rendere la trasmissione più veloce lo scienziato inglese Wheatstone propone di registrare il messaggio da inviare con il telegrafo utilizzando delle bande di carta forate manualmente dagli operatori. I fori venivano poi letti da appositi dispositivi automatici e i messaggi erano trasmessi ad alta velocità.
Prima generazione di perforatore manuale di banda, Wheatstone, con punzone di perforazione, 1870
La telescrivente assomiglia a una macchina da scrivere, ma in realtà è un sistema di telecomunicazioni molto sofisticato.
Inventata all'inizio del Novecento da Sterling Morton e Charles Krum, questa macchina si diffonde negli uffici commerciali e poi si sostituisce ai classici sistemi telegrafici presso gli uffici postali, soprattutto nelle tratte più trafficate. Fino all'arrivo del fax negli anni Ottanta, ha rappresentato il sistema di telescrittura più usato. Il telegramma, ancora oggi, è l'unico tipo di messaggio internazionalmente riconosciuto come originale.
COME FUNZIONAVA L'ANTENATO DEL FAX
In sezione è presente un filmato in grafica 3d che mostra due pantelegrafi in funzione.
Una stazione emittente e una stazione ricevente riproducono una immagine sotto i nostri occhi mostrandoci l'affascinante e complesso meccanismo ideato nel 1855 dal senese Giovanni Caselli.



