Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

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Biciclette al Museo

Le origini della bicicletta sono controverse. La prima notizia di un mezzo definibile come tale risale al 1691, quando fu prodotto un veicolo Ozanam con le fattezze del caso. Però soltanto un secolo più tardi, nel 1796, fu costruito un celerifero, veicolo dotato di due ruote sullo stesso asse verticale, unite da una travicella (non ancora dotata di sedile) a cavalcioni della quale ci si muoveva grazie alla spinta inferta dai piedi. Qualche anno dopo, il tedesco Drais inserì due notevoli varianti: una sella per sedersi ed un manubrio per direzionare il mezzo.

modello tedesco, anno 1820

Draisina

Il "celerifero", e più tardi "velocifero", era costituito da un telaio rigido in legno con due ruote sulle quali il velocipedista stava a cavalcioni, spingendo il mezzo con i piedi. Il bavarese barone Carl von Drais, nel 1818, modificò il proprio velocifero munendolo di un manubrio per dirigere la ruota anteriore, rendendo così più facili l'uso e la manovra.
Questo mezzo fu chiamato "draisino" e si può considerare antesignano delle attuali biciclette.

  • struttura in legno
  • prima applicazione dello sterzo
  • avanzamento a spinta del piede sul terreno
  • sella registrabile per adattarsi alla persona

Note
la draisina rappresentò un enorme progresso sui celeriferi che, infatti, non avevano la possibilità di sterzare e, quindi, di affrontare le curve.

1850

Draisina a leve

  • una draisina con leve, pedali e bielle
  • leva unica per sterzo e freno

1863-65

Biciclo Lallement

  • introduzione pedali su un telaio tipo draisina
  • sella sospesa elasticamente
  • sterzo e pedali alla ruota motrice
  • forma elegante e ricercata della traversa di sostegno

1869

Biciclo Michaux

Con l'applicazione dei pedali alla ruota anteriore nasce la "michaudine". Questi velocipedi devono il loro nome ai meccanici francesi Piero ed Ernesto Michaux (rispettivamente padre e figlio).

  • telaio forgiato in acciaio
  • freno a funicella avvolgente azionato da manopola girevole
  • staffe d'appoggio per posizione di riposo delle gambe in avanti
  • sella elastica
  • pedali fissati alla ruota anteriore
  • freno a pattino sulla ruota posteriore, comandato da funicella avvolgibile sul manubrio

1869

Biciclo modello inglese

  • sella montata elasticamente
  • pedali registrabili
  • freno a pattino sulla ruota posteriore

1874

Biciclo da corsa

Intorno al 1870 fu introdotta la ruota anteriore di diametro più grande di quella posteriore per aumentare la velocità. Il tedesco E. Mayer applicò i cuscinetti a sfere ai mozzi ed impiegò tubi di ferro per la costruzione del telaio, conferendogli maggiore leggerezza. Nel 1874 fu ideata in Inghilterra la ruota con raggi tangenti.

  • ruota anteriore grande diametro
  • cerchioni ricoperti e raggi radiali
  • freno a pattino ruota anteriore
  • sella montata su supporto elastico

1877

Biciclo Renard

  • trazione anteriore
  • introduzione del rinvio renard, costituito da leve a parallelogramma
  • installazione di predellini sul telaio per raggiungere il sellino

1879

Triciclo Murnigotti(modellino)

  • prima applicazione del motore al triciclo
  • motore funzionante a idrogeno
  • due cilindri

1880

Canguro

L'idea di applicare due ingranaggi con trasmissione a catena per aumentare la velocità si deve al marsigliese Ruosseau, che la realizzò nel 1878. In seguito, per distinguerlo dagli altri esemplari, fu chiamato dagli inglesi "Kangoroo". Per evitare il ribaltamento del corridore, tipico dei bicicli con ruote di grande diametro, si comincia ad introdurre l'uso della catena con moltiplica, per contenere il diametro della ruota anteriore e mantenere un'elevata velocità del mezzo.

Costruttore: Kangaroo - Gran Bretagna

  • catena a passo roller fra gli ingranaggi
  • piedi regolabili in altezza per meglio adattarsi alla lunghezza delle gambe del ciclista
  • freno a pattino sulla ruota anteriore, attivato da leve raggio a manubrio
  • sella montata su molla elastica
  • pedivelle regolabili in lunghezza

1882

Monociclo

  • telaio di ferro
  • ruota di ferro con raggi radiali e fitti

1885

Bi-cicletto a cadre

  • staffe anteriori per riposo
  • staffe posteriori per salita in corsa
  • catena humber
  • pedali registrabili

1893

Bici

  • freno a pattino sulla ruota anteriore
  • catena "galle" francese
  • gomme pneumatiche

1901

Bici a leve

  • parafanghi in legno
  • cerchi ruote in legno

1901

Bianchi super R

  • comando freni interno al telaio
  • carter copricatena

1901

Bianchi turismo mod. D

  • freno a pattino anteriore
  • gomme pneumatiche
  • scatto libero

anni '30

Minibici del Futuro

  • freno sola ruota posteriore
  • manubrio registrabile e orientabile
  • sella regolabile in altezza

1950

Bianchi corsa

Bicicletta da corsa realizzata dalla Bianchi di Milano, appartenuta ed utilizzata dal corridore Fausto Coppi negli anni Cinquanta.

Costruttore: Edoardo Bianchi, Milano

  • cambio Campagnolo a due leve
  • cerchi in legno Clement con raggi in metallo
  • pneumatici tubolari Pirelli Gran Premio da 28"
  • freni Universal agenti sui cerchi di entrambe le ruote
  • mozzi e forcellini Campagnolo

Note
per cambiare il rapporto occorreva cambiare contemporaneamente ed in successione quattro manovre: allentare la ruota con una leva, far scorrere la ruota col movimento all'interno della pedaliera, deragliare la catena con l'altra ruota e restringere la ruota con la prima leva. Tutto questo mentre si pedalava; le finiture, gli accessori e il colore di questa bicicletta diverranno tipici per tutte le bici da corsa degli anni Cinquanta, anche quelle non costruite da Bianchi.