- 1Giovanni Virginio Schiaparelli (1835 - 1910) fu direttore dell'Osservatorio Astronomico di Brera dal 1862 al 1900; Accademico dei Lincei fu Senatore del Regno d'Italia.
- 2Lo studio delle comete è stato uno dei principali campi di ricerca degli astronomi della fine del XIX secolo. In questi disegni la cometa di Coggia osservata da Tempel, collaboratore di Schiaparelli a Brera, nel 1874.
- 3Schiaparelli compì nel corso della sua carriera più di diecimila osservazioni di stelle doppie; questi oggetti sono costituiti da due stelle legate gravitazionalmente fra loro e orbitanti attorno al comune centro di massa.
- 4Una delle più famose stelle doppie è il sistema Mizar-Alcor nella costellazione dell'Orsa Maggiore. Questa stella è facilmente osservabile anche senza l'ausilio di un telescopio essendo ben visibile ad occhio nudo.
- 5La stella doppia Mizar-Alcor in una bella ripresa fotografica.
- 6La stella doppia Mizar-Alcor come appare osservandola con un semplice binocolo.
- 7Le condizioni migliori per studiare Marte si verificano quando è in opposizione ovvero quando la Terra, nel corso del suo moto attorno al centro del Sistema Solare, si viene a trovare fra il Sole e il pianeta stesso.
- 8La prima osservazione di Marte effettuata da Schiaparelli con il telescopio Merz di 22 centimetri di diametro è testimoniata da questo appunto riportato nel suo taccuino di osservazione: era il 23 agosto del 1877.
- 9La prima osservazione di Marte effettuata da Schiaparelli la notte del 23 agosto 1877 è riportata con estrema precisione in questo resoconto autografo.
- 10Un appunto autografo dal taccuino di osservazione di Schiaparelli. Si tratta dell'osservazione compiuta la notte del 2 giugno 1888.
- 11Un altro appunto autografo tratto dal taccuino di osservazione di Schiaparelli. Si tratta dell'osservazione compiuta la notte del 6 giugno 1890.
- 12Schiaparelli chiamò areografia (dal greco Ares) la mappa della superficie di Marte. Quella che egli compilò nel 1881-82 fu ottenuta al termine della sua terza campagna osservativa.
- 13Areografia realizzata da Schiaparelli nel 1890 utilizzando le osservazioni effettuate con il telescopio Merz-Repsold di 49 centimetri di diametro. La quantità di dettagli riportati è sbalorditiva anche se oggi sappiamo che molti di essi non sono del tutto reali.
- 14La struttura denominata Canyon Melas su Marte ripresa dalla sonda Mars Odissey della NASA; forse si tratta di una di quelle effettivamente osservate da Schiaparelli.
- 15La superficie di marte fotografata dalla sonda Viking Lander 1 della NASA.
- 16Il modello originale in legno dell'Osservatorio Astronomico di Brera fatto realizzare dal fondatore Ruggero Boscovich nel 1764. Il modello è attualmente esposto al Museo.
- 17Un particolare del modello originale in legno del 1764 dell'Osservatorio Astronomico di Brera attualmente esposto al Museo.
- 18Il settore equatoriale costruito dall'inglese Sisson nel 1774 fu per circa un secolo tra i più importanti strumenti dell'Osservatorio Astronomico di Brera. Il settore equatoriale di Sisson è attualmente esposto al Museo.
- 19Un particolare del settore equatoriale di Sisson del 1774; con questo strumento Schiaparelli scoprì il pianetino Esperia e studiò stelle doppie e comete. Lo strumento è attualmente esposto al Museo.
- 20Il telescopio Merz di 22 centimetri di diametro venne utilizzato da Schiaparelli per le sue prime osservazioni di Marte ed è stato esposto al Museo fino alla metà degli anni novanta.
- 21Il telescopio Merz di 22 centimetri di diametro collocato nella sua cupola originaria in una immagine d'epoca.
- 22Barometro Grindel di tipo Fortin del 1830. Fin dalla nascita dell'Osservatorio nel 1764, la raccolta dei dati meteorologici fu tra i compiti degli astronomi di Brera. Il barometro Grindel è attualmente esposto al Museo.
- 23La cupola fatta costruire da Schiaparelli per ospitare il telescopio Merz-Repsold di 49 centimetri di diametro cambiò l'aspetto architettonico dell'Osservatorio.
- 24Il telescopio Merz-Repsold di 49 centimetri di diametro in una foto d'epoca.
- 25Schiaparelli ritratto affianco al Merz-Respold di 49 centimetri di diametro. Con questo telescopio egli proseguì e approfondì lo studio del pianeta Marte.
- 26L'aspetto originario dell'Osservatorio di Brera in una stampa d'epoca. Sulla destra si può vedere la parte della Specola che fu poi modificata da Schiaparelli. A testimonianza del suo aspetto originario resta il modello in legno fatto costruire nel 1764 da Boscovich che è oggi conservato al Museo.
- 27Il globo celeste di Coronelli del 1693. Fu tra i primi oggetti che andarono ad arricchire il patrimonio dell'Osservatorio Astronomico di Brera. Il globo è attualmente esposto al Museo.
- 28Un particolare del globo celeste di Coronelli del 1693, attualmente esposto al Museo.
- 29Il globo terrestre di Coronelli del 1688. Come quello celeste anch'esso fu tra i primi oggetti che arricchirono il patrimonio dell'Osservatorio Astronomico di Brera. Il globo è attualmente esposto al Museo.
- 30Un particolare del globo terrestre di Coronelli del 1688, attualmente esposto al Museo.
- 31Il quadrante murale di Ramsden del 1789. Fu tra i primissimi strumenti in dotazione agli astronomi dell'Osservatorio Astronomico di Brera. Lo strumento è attualmente esposto al Museo.
- 32Particolare del quadrante murale di Ramsden del 1789, attualmente esposto al Museo.
- 33La sfera armillare di Akerman, costruita nel 1766, veniva utilizzata dagli astronomi di Brera per illustrare il modello tolemaico di universo. La sfera armillare è attualmente esposta al Museo.
- 34Particolare della sfera armillare di Akerman del 1766, esposta al Museo.
- 35Un dettaglio del telescopio rifrattore Salmoiraghi; costruito all'inizio del XX secolo sostituì il Merz di 22 centimetri di diametro e fu collocato nella stessa cupola dopo che quest'ultimo fu accantonato. Il telescopio rifrattore Salmoiraghi è esposto al Museo.
- 36La sezione astronomia del Museo. In primo piano il pendolo di Foucault, sullo sfondo il settore equatoriale di Sisson del 1774 e i due globi, terrestre (1679) e celeste (1680), di Moroncelli.
- 37Un'altra immagine della sezione astronomia del Museo. In primo piano il globo terrestre di Coronelli del 1688.






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