La città ideale

La città ideale

Inventario n.47
Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi, 1955 - 1956

"Per le strade alte non de’ andare carri né altri simile cose, anzi sia solamente per li gentili uomini; per le basse deono andare i carri e altre some a l’uso e comodità del popolo. L’una casa de’ volgere le schiene all’altra, lasciando la strada bassa in mezzo, e da li usci N si mettino le vettovaglie, come legne, vino e simile cose. Per le vie sotterranee si de’ votare destri [i bagni], stalle e simili cose fetide."

Il plastico è stato ricavato da una serie di disegni del Manoscritto B dell’Institut de France (ff. 15 v., 16 r., 36r., 37 v., 39 r., 47 r. 68 v.), realizzati da Leonardo alla fine degli anni ’80 pensando alla possibilità di studiare una nuova città per Ludovico il Moro, o forse per dare un nuovo ruolo a Vigevano, città ducale. Uno degli obiettivi era quello di risolvere i problemi di sovraffollamento della città di Milano e le pessime condizioni igienico sanitarie. La città è costituita da una serie di modelli di edifici accostati liberamente, con lo scopo di riassumere il pensiero di Leonardo in campo urbanistico: palazzi porticati, tracciati viari su due livelli, gallerie, canali. Nel plastico sono presenti anche due sistemi di scale che non riguardano gli studi per la città ideale. In entrambi i casi sono disegnate rampe multiple che potevano essere utilizzate contemporaneamente senza che le persone si incontrassero. Pensate soprattutto a scopo militare per la difesa dei castelli e delle fortificazioni. La città di Leonardo è rigorosamente organizzata su due livelli: Il livello più alto è riservato al passeggio dei nobili, mentre il più basso per il popolo e il trasporto delle merci, in diretto collegamento con i canali.

Il modello è basato sul disegno:

  • Manoscritto B ff. 15 v., 16 r., 37 v., 36r., 39, 47 r. (1487-1490)
    Paris, Institut de France