Carro falcato

Carro falcato

Inventario n.9903
Siriati Alessandro, 1952 - 1956

“Questi carri falcati furono di diverse maniere, e spesso furono non meno dannosi a li amici che a’ nemici. E quest’è che li capitani de li eserciti, credendo con questi perturbare le squadre delli inimici, con questi creò la paura e danno in fra li soi. Contra questi bisogna usare arceri, fondatori e lanciatori, e trarre ogni maniera di dardi, lance, sassi, fochi, romori di tamburi, grida. E tali operatori stiano sparti, a ciò li dardi non li trovino, e per questo si spaventerà li cavalli, i quali isfrenati si volteranno in fraì sua a dispetto de’ governatori di loro, e fieno di grande impedimento e danno a’ sua medesimi. I Romani usavano contra di questi li triboli seiminati di ferro, i quali impedivano li cavalli, e caduti in terra per la pena lasciavano i carri sanza moto”.

Questo carro dotato di falci rotanti era un tradizionale e potente strumento bellico dell’ingegneria militare già utilizzato da egizi, greci e persiani. Lo descrive Vegezio nella sua Epitoma rei militaris (III, 24) evidenziandone i limiti. Il carro poteva essere facilmente annientato dal lancio di triboli, chiodi metallici a quattro punte. Il modello è costituito da un lungo carro a due ruote a cui sono collegate falci rotanti attraverso un albero di trasmissione e ingranaggi. Trainato da cavalli, il carro metteva in movimento un sistema di ingranaggi che facevano ruotare le falci con effetti devastanti.

Il modello è basato sul disegno:

  • Popham 1030 f. 1030 (1487-1490)
    London, British Museum