Nave a sperone mobile

Nave a sperone mobile

Nave a sperone mobile

Inventario n.9405
Luigi Tursini, 1953

“Questo istrumento vole la sua falce nello iscoccare andar di basso’n alto. In questo modo debbono stare i navili falcati, cioè sanza albore o vela e con gran quantità di remi, a ciò sia veloce sanza vela, chè la vela, albore e corde impedirebbono il maneggiare della gran falce. E dimandasi questo strumento scorpio, perché per similitudine e per opera colla coda fa danno.”

Si tratta di uno dei due modelli di navi a sperone mobile che rievocano le antiche imbarcazioni rostrate romane, munite cioè di speroni per poter agganciare le navi nemiche e combattere a distanza ravvicinata. Lo sperone a falce è montato su una piattaforma girevole e comandato da corde e ruote dentate. La velocità con cui la grande falce può cadere sulla nave nemica viene paragonata da Leonardo alla coda di uno scorpione, tanto da denominare l’imbarcazione "scorpio". I vogatori erano protetti da robuste palizzate, chiamate mantelletti, e coperture di pelli per attenuare l'effetto del lancio di fuoco dall'alto.

Il modello è basato sul disegno:

  • Codice Ashburnham 2037 f. 8 r. (1487-1492)
    Paris, Institut de France