Scafandro per palombaro

Scafandro per palombaro

Inventario n.414
Luigi Tursini, 1953

"Giubbon e calze, e un otricello da orinare, una veste di panziera, e l’otro che tiè l’alito, con mezzi cerchi di ferro che lo tenghin discosto dal petto. Se arai una baga intera con animella da palle, quando la sgonfierai, n’andrai in fundo, tirato da’ sacchi del sabbione; quando la gonfierai, tornerai su, sopra l’acqua. Una maschera co’ li occhi colmi e di vetro; ma che ‘l peso sia di qualità che lo levi col tuo notare. Porta un coltel che tagli ben, acciò ch’una rete non ti pigliassi. Porta con te du’ baghette o 3, sgonfiate e da gonfiare come le balle, pe’ bisogni."

Già ai tempi di Leonardo si sperimentavano sistemi per poter lavorare in acqua a un certa profondità. Leonardo concepisce uno scafandro in cuoio composto da giubbone, calzoni e maschera con occhiali di vetro. Il rigonfiamento della giubba, destinato a contenere in un otre la riserva d'aria, è sostenuto da una struttura di cerchi di ferro. Con la convinzione che questa riserva potesse durare a lungo, Leonardo prevede anche un piccolo otre per orinare, un sacco di pelle ermeticamente chiuso e fornito di una valvola da utilizzare per la salita o la discesa subacquea. Sono inoltre presenti sacchi di sabbia come zavorra, una lunga corda, un coltello e un corno per segnalare la fine delle operazioni.

Il modello è basato sul disegno:

  • Codice Atlantico f. 909 v. (1487)
    Milano, Biblioteca Ambrosiana