Idroscivolante T108 (1932)

L'idroscivolante T108 rappresenta uno degli ultimi stadi evolutivi dell'idroscivolante. ╚ costituito due scafi costruiti da doghe sovrapposte ad uno strato di compensato. Negli anni precedenti l'ultimo conflitto mondiale gli idroscivolanti ebbero un notevole sviluppo. La propulsione ad elica aerea e la forma di catamarano sembrava dovessero rappresentare l'optimum per le grandi velocitÓ sull'acqua e fu perci˛ impiegato soprattutto in gare motonautiche. La sua speciale conformazione (due superfici d'appoggio: una costituita dallo scalino o redan e l'altra dall'estrema poppa per ogni scafo) diminuiva notevolmente il beccheggio, i sobbalzi e rendeva possibile virare senza ridurre troppo il regime del motore.
Indubbiamente il mezzo aveva doti notevoli: basso pescaggio atto a navigare anche su fondali di mezzo metro, forti velocitÓ ottenibili con poca potenza, ripresa rapida. Queste doti comunque non permisero all'idroscivolante di sopravvivere poichÚ gli aliscafi e i mezzi a cuscino d'aria risolsero brillantemente il problema e poterono essere utilizzati anche per scopi commerciali. L'idroscivolante T108 appartiene al Civico Museo Navale Didattico del Comune di Milano le cui collezioni sono conservate ed esposte presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Con tale apparecchio il Colonnello Pilota Prospero Freri partecip˛ nel periodo 1933-1938 a varie edizioni del raid motonautico Pavia - Venezia.



Dati tecnici

Peso   1,5 tonnellate
ProfonditÓ   7,95 m
Larghezza   2,80 m
Larghezza pattini   0,80 m
VelocitÓ   130 km/h
Propulsore   Motore a scoppio Alfa Romeo 9 cilindri a stella

Il restauro

Al momento dell'arrivo in cantiere, le condizioni dell'idroscivolante erano piuttosto critiche. Il restauro degli scafi ha previsto il rifacimento totale delle ordinate in legno, pazientemente e abilmente sagomate in lamellare di abete. Si Ŕ proceduto poi con la copertura delle stesse con fogli di compensato marino incollati con colla marina ed epossidica e rifiniti con vernice poliuretanica che ripropone gli originali colori e decori. Nel motore, la fusoliera Ŕ stata ricostruita. Sono stati rinforzati i supporti e puliti e verniciati tutti i pezzi esterni ed interni. Si Ŕ anche provveduto ad una musealizzazione dell'oggetto con la creazione di alcune "finestre" in plexiglas in modo da rendere visibile anche l'interno della zona motori e dello scafo. Il lavoro di restauro durato circa 7 mesi, Ŕ stato realizzato da una delle maestranze del cantiere Dalla PietÓ Yachts.



Chi partecipa al progetto

L'idroscivolante del 1932 Ŕ stato restaurato e totalmente sponsorizzato da Dalla PietÓ Yachts. Nel primi mesi del 2006, infatti, su segnalazione di Carlo Folz, del Centro Nautico Amici del Po, il Museo ha affidato il restauro di questo splendido cimelio all'esperienza di Giorgio Dalla PietÓ e del suo cantiere.

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Il Museo

Museo Nazionale della Scienza
e della Tecnologia
"Leonardo da Vinci"
Via S. Vittore 21
20123 Milano

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