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Autovettura Bianchi 8HP (1901)
Questa vetturetta venne costruita da Edoardo Bianchi nel 1901. Egli era un appassionato di veicoli a motore e proprio all’inizio del ventesimo secolo inizia a produrre le prime biciclette a motore. Nella sua fabbrica (Opificio Bianchi), che si trova in via Borghetto a Milano, Edoardo Bianchi iniziò a costruire vetture, assemblando un motore costruito da altri ad una carrozzeria costruita invece nella propria fabbrica. La nostra vetturetta dispone di un telaio tubolare, sul quale è stato montato un motore francese De Dion-Bouton. Molto elegante è la carrozzeria costruita in metallo e legni pregiati. Questa vettura è stata presentata nel 1903 e veniva venduta al prezzo di 10.000 Lire: la passione per l’automobile si diffonde perciò soprattutto nel ceto medio-alto diventando uno status symbol. Inclusi nel prezzo c’erano anche uno o due giorni di scuola guida per automobilisti inesperti e un servizio di riparazioni a domicilio che prevedeva l’invio di meccanici, via ferrovia, in ogni parte del territorio italiano.
Dati tecnici
| Motore | monocilindrico De Dion-Bouton Puteax a ciclo Otto |
|---|---|
| Cilindrata | 942 cc. |
| Potenza | 2.2 Kw |
| Raffreddamento | ad acqua |
| Velocità | 35 km/h |
| Cambio | Due marce più retromarcia |
Il restauro
L’intervento di restauro fatto sulla vettura ha curato soprattutto il sedile che si presentava in non buone condizioni in quanto il materiale di costruzione di tipo organico (pelle di copertura e crine di cavallo come imbottitura) si è degradato con il tempo e le condizioni di conservazione. Si è provveduto allo smontaggio dello schienale e si è staccata completamente la copertura in pelle. Le imbottiture sono state integrate con lo stesso crine di cavallo e la pelle di copertura è stata sostituita solo dove si è reso necessario perché il materiale originale risultava irrecuperabile. Si è anche provveduto ad unificare cromaticamente tutto il materiale, soprattutto per quanto riguardo la seduta la cui pelle non è originale, con tinte apposite per pelli e sono stati poi stesi oli ammorbidenti. Smontando il sedile sono state rinvenute tracce del colore originale della carrozza della vettura. Infatti originariamente questo pezzo risultava colorato di nero con filettature rosse. Non esistendo alcuna documentazione cromatica del veicolo nella sua prima versione, si ritengono queste le uniche testimonianze. La vettura è stata sicuramente ridipinta con i colori attuali in epoca successiva ma prima di essere donata al Museo. Si è deciso di lasciarla così perché questa colorazione fa ormai parte della storia della vettura al nostro Museo.
Chi ha partecipato al progetto
Considerando che le prime automobili venivano chiamate “carrozze senza cavalli” e che buona parte della carrozzeria sulla quale si è intervenuti aveva le stesse caratteristiche di una carrozza a cavalli si è convenuto di affidare l’incarico di restauro ad Ettore Aspetti, esperto restauratore di carrozze di Piacenza, che ha collaborato con il museo intervenendo su altri beni delle nostre collezioni. Di grande aiuto è stata anche la collaborazione di Sergio Puttini, storico dell’automobile e del costume, giornalista e collaboratore con diverse riviste motoristiche e consulente del museo per quanto riguarda le auto storiche. Ha inoltre collaborato nelle indagini storiche sulla vettura, ai fini di scegliere il tipo di intervento di restauro più corretto da applicare alla Bianchi 8HP.


