Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

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La Collezione di Guido Rossi

del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Leonardo da Vinci di Milano

L'industriale tessile Guido Rossi lasciava nel 1958 la sua collezione d'arte all'appena nato Museo della Scienza e della Tecnica (divenuto poi Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci").
La Collezione Rossi è composta da un totale di 109 dipinti, 15 sculture (tra cui spiccano due marmi di Adolfo Wildt, "La Concezione" e "I Pargoli Cristiani") e oggetti d'arte (tra cui gli arredi lignei della camera da letto di Guido Rossi, disegnati da Ettore Zaccari).
Questa raccolta è espressione della vivacità di quella importante borghesia imprenditoriale lombarda, che fa del collezionismo di opere d'arte uno degli strumenti principali dell'operazione di ascesa e riconoscimento sociale.

Guido Rossi inizia ad acquistare dipinti a partire dal 1913 circa e riunisce negli anni un cospicuo nucleo ben rappresentativo delle più importanti scuole del secondo ottocento italiano. Predilige la pittura di genere e le scene di vita quotidiana che oscillano tra il paesaggismo romantico e la scuola di Posillipo passando per i Macchiaioli e la pittura in bilico tra socialismo e simbolismo dei Divisionisti, con timide aperture verso l'arte del Novecento.
I nuclei di maggior interesse della Collezione Rossi sono:

le opere della scuola verista Napoletana e gli artisti del Sud. Di assoluto riguardo sono i dipinti di Filippo Palizzi e Francesco Paolo Michetti oltre a un gruppo di opere di Antonio Mancini, con numerosi ritratti tra cui si distinguono quelli dei ragazzini della Napoli più pittoresca come nel "Bacco fanciullo", "Lo Scolaretto" o "Il malatiello".
Dipinti di De Nittis, Dalbono, Lojacono, Toma e Dal Re arricchiscono questa sezione, fra le più importanti di tutta la raccolta.

le opere degli artisti Lombardi e Piemontesi, che spaziano dal verismo degli Induno alla Scapigliatura di Conconi fino al naturalismo paesaggistico di Eugenio Gignous e di Filippo Carcano, con il suo "Prealpi Bergamasche". Giuseppe Pellizza Da Volpedo è presente con quattro opere del periodo predivisionista, il "Ritratto di Giuseppe Giani" e tre nature morte oltre che con un capolavoro divisionista come "La processione". Emerge per corposità la raccolta di tele di Carlo Fornara, pittore divisionista e amico personale di Guido Rossi, rappresentato nella collezione da un nucleo di otto opere, dalla giovanile "Bottega del Calderaio" ai grandi paesaggi divisionisti di inizio '900, come "Laghetto alpino", "Vespero di Marzo" o "Ultimi Pascoli".

le opere di pittori toscani, rappresentate da due dipinti fondamentali della collezione come "Campagna Romana" di Giovanni Fattori e "I Fidanzati" di Silvestro Lega.

le opere di pittori stranieri, presenti nella collezione in numero minore, tra cui si distinguono per lo stile visionario e vibrante tre tele di Adolphe Monticelli, "Nel parco", "Mefisto-Faust" e Corteo nuziale".

La donazione di Guido Rossi al Museo ribadisce lo stretto legame esistente tra Arte e Tecnologia, tra sapere scientifico e umanistico, in linea con l'azione e gli sforzi del fondatore e allora presidente del Museo, Guido Ucelli, a cui si deve l'appassionata opera di mediazione che ha portato molti altri industriali lombardi a contribuire alla nascita del Museo e alla formazione delle sue collezioni. La Galleria Rossi chiude al pubblico all'inizio degli anni '90 per l'inadeguatezza degli spazi e da quel momento è stato possibile ammirare alcune tra le più importanti opere della collezione in occasione di mostre sia in Italia che all'Estero. Il Museo è impegnato nella conservazione e nella valorizzazione di questa preziosa Raccolta d'Arte, nell'attesa di poterla di nuovo esporre in un allestimento permanente.

Collezione Guido Rossi

Collezione Guido Rossi

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