PRESTITI

10 settembre 2016 29 gennaio 2017

JANELLO TORRIANI Genio del Rinascimento


Dagli Automi ai robot contemporanei la Tecnologia raccontata con Janello Torriani.


Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia partecipa alla grande mostra cremonese su Janello Torriani con alcuni prestiti d’eccezione. Tra questi la copia perfetta del celeberrimo Astrario di Giovanni Dondi dell’Orologio, uno dei capolavori della meccanica medievale, costruita da Luigi Pippa nel 1963 e ancora oggi capolavoro della sezione Orologeria del Museo.


LA MOSTRA


Essere accolti in mostra da un robot, non è cosa da tutti i giorni. Se poi fa da guida ai visitatori nei fine settimana, previa debita prenotazione, lo stupore è assicurato. Accadrà a Cremona, dal 10 settembre al 29 gennaio, a coloro che vorranno ammirare, al Museo del Violino, Padiglione Amati, la prima mostra su Janello Torriani, l’inventore cremonese diventato celebre a servizio di Carlo V e Filippo II di Spagna. 


Torriani, che realizzò i primi robot della storia “gli automi”, per non uscire dal suo laboratorio, narrano le cronache, si faceva portare il pasto, vino compreso, da una fantesca meccanica, un automa da lui creato. Costei, a ora programmate, usciva di casa per recarsi alla vicina taverna. Nel tempo programmato per la sosta, l’oste caricava sul vassoio che la fantesca teneva tra le mani, i cibi per il Maestro e lei, tornava a metterli in tavola.



Di quel capolavoro non resta traccia, evidentemente troppo complesso per sopravvivere senza le cure del suo inventore.
In mostra però ci sarà un altro pezzo di eccezione, unico al mondo. Si tratta di un automa dell’epoca di Torriani o solo di pochi anni più tardo, patrimonio di una collezione privata lombarda. Il robot impersona “Una Nobil Matrona in atto di suonare un timpano” e, cosa eccezionale, è ancora perfettamente funzionante e in mostra lo si potrà ammirare in movimento. La “Nobil Matrona” è di autore ignoto. I suoi meccanismi, certo meno complessi di quelli che Torriani creò per la sua “Fantesca”, le consentono di camminare compiendo una triangolazione, di muovere i piedi, ruotare il capo, roteare gli occhi ed aprire la bocca. Inoltre ruota il polso della mano destra come per percuotere un tamburello. Faceva parte di un duo di “robot” musicanti, il secondo dei quali non più esistente.
Ma il preziosissimo (e rarissimo) automa non sarà l’unico “individuo che agisce in modo meccanico, senza pensare” presente in mostra.



Al Museo de Violino ci saranno anche alcuni dei più sofisticati “eredi” delle mitiche invenzioni del Torriani, come l’icona fantascientifica per grandi e piccini: un robot battezzato RobotKea e ispirato a R2 D2 di Guerre Stellari realizzato da Teotronica. Questo sarà il robot che accoglierà i visitatori
all’ingresso della mostra e che farà da guida.


Dal Cinema arriverà in prestito l’automa del film di Giuseppe Tornatore “La miglior offerta” con Geoffrey Rush. Il costruttore è Rob Higgs, scultore meccanico, creatore di automi e inventore. Le sue opere, aggeggi e macchine eccentriche, vengono realizzate con vecchi ingranaggi di recupero come ruote, catene ed elementi meccanici trovati in vecchi cantieri. Alcune sono esposte in diversi musei in tutto il mondo e in particolare al Museo delle Scienze di Londra.


E ancora tecnologia in mostra, dove lo stesso Janello Torriani viene riportato in vita grazie ad uno speciale ologramma e, indossando speciali occhiali per la realtà virtuale, i visitatori possono fare un imperdibile viaggio spazio-temporale: dalla Cremona di oggi al quella ‘500 e via sino a Toledo, dove Janello Torriani ha operato alla corte di Filippo II, costruendo l’incredibile Artificio, macchina idraulica di eterna fama che elevava l’acqua fino all’Alcazar.



Nel percorso della mostra trovano spazio installazioni multimediali e video 3d: produzioni originali create e realizzate in esclusiva per l’esposizione. Così il viaggio di Torriani in Europa e l’orologio del Torrazzo di Cremona vengono restituiti ai visitatori grazie a una proiezione 3d mapping. E il funzionamento dell’Astrario del Dondi viene descritto da un filmato in 3 dimensioni.


Una curiosità: una speciale ‘lettura’ della “Violetta” del Maestro Amati è disponibile in mostra attraverso l’animazione 3d e la ricostruzione storica dello stemma di Filippo II. E ad aprire la mostra, alle ore 21 di venerdì 9 settembre in piazza Marconi a Cremona, il Janello Robot Show sempre all’insegna della tecnologia nel progetto di Matteo Suzzi e Dante Cigarini con Morsettitalia: primo spettacolo al mondo con un ventriloquo e due robot entertainers.


Una mostra da sperimentare, come un viaggio nella tecnologia e nel divertimento alla scoperta del genio dell’abile fabbro ferraio, orologiaio di nomea universale, ingegnere idraulico geniale, matematico di corte e inventore acclamato, che nel Cinquecento ha affascinato l’Europa.


 


Janello Torriani e l'Età del Nuovo


Janello Torriani, nato a Cremona intorno all’anno 1500, è una delle figure più emblematiche ed allo stesso tempo disorientanti del panorama tecno-scientifico dell’Europa Rinascimentale. Abile fabbro ferraio, orologiaio di nomea universale, ingegnere idraulico geniale, matematico di corte e inventore acclamato, Janello Torriani conobbe già in vita una fama che andava ben oltre le mura della propria città. Negli stati d’Italia, di Germania, nei Paesi Bassi, in Inghilterra, ma soprattutto nei regni Iberici, dove fu conosciuto come Juanelo Turriano, i contemporanei lo celebrarono per le sue meravigliose creazioni meccaniche, chiamandolo “principe degli orologiai”, “secondo Archimede” e “nuovo Dedalo”. Se per Filippo Brunelleschi si poteva dire che bastavano le sue
opere, specialmente la grande cupola fiorentina, a parlare di lui, per il Torriani ci troviamo difronte ad una situazione diametralmente opposta: col passare del tempo tutte le sue grandi creazioni, i cui complessi meccanismi erano un segreto di stato, scomparvero, lasciando nella memoria collettiva della sua patria avita nel ducato di Milano, ed in quella adottiva di Spagna, un ricordo vivido, talvolta tinteggiato con i colori misteriosi e fuorvianti del mito.



Tra le sue più importanti creazioni possiamo ricordare la prima macchina fresatrice, degli orologi planetari rivoluzionari, e l’Artificio di Toledo, la più grande macchina mai vista fino ad allora, che alzava le acque del fiume Tago per circa cento metri lungo un percorso di 300 metri. Torriani partecipò inoltre alla riforma gregoriana del calendario scrivendo un trattato e creando degli
strumenti per il calcolo. Altre sue imprese matematiche e meccaniche abbracciano progetti di livellamento delle acque, fusione di campane, osservazioni astronomiche, produzione di automi e altre curiose creazioni, come un lucchetto a combinazione, innovative applicazioni della sospensione cardanica e mulini portatili a molla.


Si parte dunque dagli apparati celebrativi del tempo per dipanare il bandolo della matassa di una traiettoria professionale tra le più affascinanti della meccanica rinascimentale, svelandone il profilo sullo sfondo di una rigorosa contestualizzazione storica.


La sfida principale di questa mostra sarà proprio quella di utilizzare la storia di un individuo, ora meglio comprensibile grazie a nuove scoperte documentarie, per svelare al visitatore, attraverso la storia di un ingegnere vitruviano, un intero periodo.


Così, faremo di Janello Torriani la nostra guida che ci condurrà attraverso un momento considerato cruciale per le narrative interessate alle origini della Modernità: si tratta di quella stagione che taluni, ispirati dalla retorica del tempo, chiamano “Età del Nuovo”, posta tra Rinascimento e Rivoluzione Scientifica. Lo spazio geografico dell’azione del cremonese, ci permetterà di varcare gli attuali confini di Italia, Austria, Germania, Belgio, Olanda e Spagna, e, guardare allo sviluppo delle matematiche applicate tra ambiente urbano e corte, svelando il rapporto decisivo che intercorse tra innovazione tecnologica e potere. Grazie all’esperienza del Torriani, l’innovativa meccanica del Cinquecento sarà svelata agli occhi del visitatore, dallo sviluppo della micro-orologeria alla diffusione degli automi, dalle novità nell’industria dei mulini alla rivoluzione dei sistemi d’approvvigionamento idrico tra i quali, l’opera toledana dell’artigiano cremonese fu il picco più elevato. La storia di Janello Torriani ci porterà inoltre ad analizzare la figura dell’ingegnere rinascimentale, la sua elevazione sociale, e l’importantissimo sviluppo di questa professione nel ducato di Milano.


BIOGRAFIA



Janello Torriani nacque a Cremona intorno all’anno 1500. La città si trovava sotto il dominio veneziano: erano infatti i drammatici anni delle guerre d’Italia (1494-1559) che videro le potenze europee del tempo, soprattutto Spagna e Francia, contendersi il primato sulla Cristianità e sull’Italia. Cremona passò sotto il dominio di molti signori, finché nel 1535 non fu definitivamente acquisita dagli Asburgo di Spagna, insieme al ducato di Milano.


Figlio di un piccolo uomo d’affari, Gerardo Torresani, Janello fu probabilmente educato ad una scuola di grammatica e d’abaco, prima di essere mandato a bottega a imparare la professione del fabbro. Mostrando già da bambino una propensione alle scienze matematiche, che al tempo consistevano in aritmetica, geometria, astrologia (la nostra astronomia più lo studio degli influssi astrali nella visione geocentrica tolemaica) e musica, il gentiluomo cremonese Giorgio Fondulo, medico ed astrologo, gli fece da mentore.


Così Janello, eccellendo sia nell’astrologia che nell’arte della forgia, acquisì un sapere “misto” di altissimo profilo, sia teorico che pratico. Va rilevato che sia suo padre Gerardo sia il suo mentore Giorgio Fondulo erano proprietari di mulini.


Nel 1529 ottenne l’importante incarico di restaurare l’orologio del Torrazzo. Nel 1530 si sposò con Antonia di Sigella ed ebbe una figlia di nome Barbara Medea; ebbe anche un figlio, che però morì giovane. Agli inizi degli anni trenta lavorò ancora all’orologio del Torrazzo e costruì gli sportelli del baptismum del Battistero: i costruttori di orologi erano al tempo anche spesso costruttori di lucchetti, congegni da archibugio e da balestra, strumenti musicali a meccanismo, quali gli organi.


Nel 1536 Janello possedeva sicuramente una bottega a San Prospero, dove prese come apprendista il giovane Giovan Francesco Botti. Forse già nel 1537 iniziò a frequentare la corte del Governatore dello Stato a Milano. Dopo la morte dell’ultimo duca di casa Sforza nel 1535, il Ducato di Milano, e Cremona con esso, vennero devoluti all’impero e quindi a Carlo V d’Asburgo, che era anche re di Spagna.


Janello sarà ricordato per aver studiato e lavorato, all’inizio degli anni ’40, ad un trattato di orologeria planetaria. Gli orologi planetari erano le macchine più complesse di quel tempo rappresentavano simultaneamente i movimenti dei sette astri mobili (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno) all’interno della fascia zodiacale, così come si osserva dalla Terra. Negli anni ’40, Janello doveva essersi trasferito stabilmente nella capitale del ducato, a Milano, dove si occupò di idraulica ricostruendo una pompa ctesibica e seguendo poi l’esercito imperiale in Piemonte.


Nel 1545 intraprese il suo primo viaggio oltralpe: si recò a Worms per essere presentato dal governatore, Alfonso d’Avalos, all’imperatore Carlo V, grande appassionato di astrologia ed orologeria.


Nel 1547 Carlo V invitò Janello a Ulma dove gli ordinò di costruire un nuovo orologio planetario, probabilmente sul modello dell’ormai definitivamente rovinato Astrario del Dondi, il più antico orologio planetario del mondo, che, essendo prima appartenuto ai duchi di Milano, era divenuto proprietà dell’imperatore. Janello, che aveva studiato uno strumento planetario per venti anni, ne costruì in tre e mezzo uno nuovo, considerato da tutti una meraviglia.


Il vescovo ed umanista Marco Girolamo Vida, suggerì di chiamare questo strumento “Microcosmo”. Questo nuovo orologio, molto più compatto rispetto ai suoi predecessori, era mosso da molle e non da pesi, era quindi anche trasportabile, e disponeva di un gran numero di funzioni, attivate da 1500 o forse 1800 ruote dentate.


Questo incredibile strumento fu realizzato grazie ad un’invenzione di Torriani: la prima macchina utensile per tagliare i denti degli ingranaggi. Janello Torriani viaggiò con questo orologio più volte portandolo a corte ad Augusta ed a Innsbruck, prima che l’imperatore gli ordinasse di stabilirsi a Bruxelles, presso il suo palazzo.


L’orologiaio rimase in Brabante per due anni dal 1554 al 1556. Quando l’imperatore abdicò e si ritirò a vivere in un piccolo palazzo, presso il monastero di Yuste, anche Torriani fu costretto a seguirlo e vi rimase dal 1557 al 1559, anno della morte di Carlo V.


Negli anni seguenti Janello si spostò a Madrid dove, occupandosi di orologi, fu integrato nella corte del nuovo re di Spagna: Filippo II. Qui Janello si occupò di molte opere matematiche, dal calcolo per la fusione di un concerto di campane per San Lorenzo El Escorial, all’osservazione delle stelle, dal controllo dei lavori di idraulica della Corona alla costruzione delle prime macchine ciclopiche della storia: gli Ingegni di Toledo. Tra le sue creazioni troviamo mulini portatili caricabili a molla, lucchetti a combinazione e curiose applicazioni della sospensione cardanica.


In questa città Torriani realizzò dal 1565 al 1559 e dal 1576 al 1580, due macchine che elevavano acqua per un’altezza di circa 100 metri, lungo un percorso di 300 metri. Le due macchine potevano elevare circa 40.000 litri d’acqua al giorno. Queste creazioni diedero a Torriani eterna fama, ma i mancati o ritardati pagamenti gli crearono grandi problemi economici. Tuttavia rimase al servizio del re fino alla fine dei suoi giorni, nella speranza che un giorno le sue fatiche sarebbero state giustamente retribuite.


All’inizio degli anni ’80, un ottuagenario Janello si mise ancora una volta all’opera scrivendo un trattato ed inventando strumenti di calcolo da utilizzare per la riforma del calendario che papa Gregorio XIII stava in quegli anni promuovendo. Torriani morì a Toledo nel 1585. Per le sue macchine idrauliche e per gli strumenti per la riforma del calendario, Janello ricevette numerosi “privilegi per invenzione” (gli antenati dei nostri brevetti). Per l’invenzione del “Microcosmo”, l’imperatore gli assegnò una pensione ereditaria.


I PRESTITI IN MOSTRA



Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia partecipa alla grande mostra cremonese su Janello Torriani con alcuni prestiti d’eccezione. Tra questi la copia perfetta del celeberrimo Astrario di Giovanni Dondi dell’Orologio, uno dei capolavori della meccanica medievale, costruita da Luigi Pippa nel 1963 e ancora oggi capolavoro della sezione Orologeria del Museo. L'orologio originale risale alla seconda metà del 1300.


Le ultime notizie relative all’Astrario risalgono al 1529 quando viene citato in occasione dell'arrivo in Italia di Carlo V, re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero. Descritto ormai come in cattivo stato di conservazione e necessitante di manutenzione, andò presumibilmente distrutto negli anni successivi. Il Tractatus Astrarii scritto da Giovanni Dondi riporta fedelmente il lavoro di progettazione e costruzione dell'orologio astronomico.



La copia manoscritta di questo testo, conservata presso la Biblioteca Capitolare di Padova, ne ha permesso la ricostruzione in epoca moderna. E l’esemplare milanese ne è perfetta testimonianza. Questo affascinante e complesso orologio astronomico mostra l'ora, il calendario annuale, il movimento dei pianeti, del Sole e della Luna. Inoltre, per ogni giorno sono indicati l'ora dell'alba e del tramonto (alla latitudine di Padova, città dove lo realizzò il Dondi), la "lettera domenicale" che determina la successione dei giorni della settimana, il nome dei santi e la data delle feste fisse della Chiesa. Anche Torriani, al seguito di Carlo V, venne affascinato da questi sofisticatissimi strumenti e ne realizzò diversi, come la mostra cremonese racconta.



Sempre dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia arriverà a Cremona anche un trattato che potrebbe essere definito come la “summa” delle conoscenze tecniche e meccaniche in particolare, del Cinquecento. Si tratta de Le diverse et artificiose machine di Agostino Ramelli. L'opera, dedicata al re di Francia e pubblicata a Parigi nel 1588, consiste di 195 capitoli, ciascuno dei quali contiene l'illustrazione e la descrizione, in francese e in italiano, di una diversa macchina. Si tratta nella maggioranza dei casi di macchine per il sollevamento dell'acqua (norie, viti di Archimede e soprattutto una grande varietà di pompe), ma sono presenti anche vari tipi di mulini, seghe idrauliche e altre macchine azionate dalla forza dell'acqua, nonché gru, fontane e strumenti di interesse bellico.



Astrario di Giovanni Dondi dall'Orologio


©2016 Mario Liguigli | HORA Associazione cultori orologeria antica


 


Tra questi ultimi un rivoluzionario carro armato anfibio la cui struttura, costituita da assi di legno, era a tenuta stagna. Quando si muoveva su terreno utilizzava quattro ruote normali, mentre se doveva attraversare dei corsi d'acqua usava due ruote a pale, manovrate a braccia. Recentemente è divenuta popolare la ruota di libri, ossia una sorta di leggìo rotante per consentire la contemporanea consultazione di più testi, che pur essendo forse la meno utile delle 195 macchine, è stata considerata da qualcuno una prefigurazione dei moderni sistemi ipertestuali.



Le macchine di Ramelli usano tutti i tipi di ingranaggi che sarebbero stati usati nei secoli successivi oltre a vari tipi di valvole. Gran parte dei settori documentati da Ramelli videro Torriani coinvolto o interessato. Il cremonese si misurò in particolare con tutto ciò che riguardava il sollevamento e la distribuzione dell’acqua, un campo di attività che lo rese celebre e che però gli fu fatale. Il suo stupefacente progetto di innalzare l’acqua del fiume Tago sino all’Alcazar di Toledo stupì il mondo ma risultò per Torriani una colossale perdita economica.


IL COMITATO SCIENTIFICO


Antonella Romano Centre Alexandre Koyré (EHESS) di Parigi - (Francia)
Lorraine Daston Max Planck for the History of Science - (Germania)
Mario Biagioli University of California, Davis – (U.S.A.)
Alessio Assonitis The Medici Archive Projet (U.S.A. - ITALIA)
Bernardo Revuelta Pol Fundación Juanelo Turriano - (Spagna)
Luca Molà European University Institute – Dipartment of History and
Civilization (Italia)
Marco Tanzi Università del Salento (Italia) – Facoltà di Beni Culturali (Italia)
Rodobaldo Tibaldi Università di Pavia – Facoltà di Musicologia (Italia)


CURATORI


Cristiano Zanetti
Il dott. Zanetti è autore di una tesi di dottorato su Janello Torriani (European University Institute 2012) premiata con il 7mo premio internazionale Garcia-Diego in Storia della Tecnologia (Madrid 2014) e di ulteriori studi post-dottorali condotti sul personaggio presso prestigiosi centri di ricerca, tra i quali l’ultimo è stato il Max Planck Istitute für Wissenschaftsgeschichte di Berlino.



Cinzia Galli, curatrice del Museo di Storia Naturale di Cremona
La dott. Galli si occupa di conservazione, ricerca e didattica, principalmente rivolte a collezioni museali relative alla sezione scientifica del Sistema Museale della città di Cremona; progettazione e realizzazione di allestimenti museali, laboratori didattici sperimentali e mostre temporanee legate non solo a collezioni o storia delle discipline scientifiche, ma anche a tutela e conservazione del patrimonio. L'attività scientifica viene svolta in collaborazione e con il supporto di strutture universitarie e di altri musei scientifici.


INFORMAZIONI



Info Mostra: www.mostratorriani.it



ORARI:
da 10 settembre 2016 al 29 gennaio 2017
da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00



CONTATTI:
info@mostratorriani.it


tel. 0372407768/269/784


SEDE PRINCIPALE:
Padiglione Amati
Museo del Violino
Palazzo dell’Arte
Piazza Marconi, 5 - Cremona


DIDATTICA E LABORATORI:
Museo di Storia Naturale - Museo Civico "Ala Ponzone",
via U. Dati, 4 - Cremona
tel. 0372 407768
museo.storianaturale@comune.cremona.it



BIGLIETTERIA:
presso il Museo del Violino
Palazzo dell’Arte
Piazza Marconi, 5 - Cremona



BIGLIETTERIA ON LINE:
www.vivaticket.it


Intero: € 7,00;


Ridotto: € 5,00 (gruppi di almeno 15 persone, titolari di
coupon e apposite convenzioni, titolari di Card Musei)



Ridotto speciale: € 3,50 (gruppi di scuole di ogni ordine e grado, under
25)


gratuito: minori di 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due
accompagnatori per ogni gruppo scolastico, guide turistiche, disabile e
accompagnatore



Ridotto famiglia: € 5,00 (uno o due genitori con figlio under 14 gratuito)


Visite guidate per scuole o gruppi (max 25 persone): € 30,00 giorni
feriali € 40,00 giorni festivi


Dal 18 al 22 e dal 25 al 29 ottobre 2016


ore 10:00 - 13:00


23 e 30 ottobre 2016 


ore 10:00 - 13:00


ore 15:00 - 17:00


dal 15 al 19 e dal 22 al 26 novembre 2016


ore 10:00 - 13:00


20 e 27 novembre 2016 


ore 10:00 - 13:00 e 


ore 15:00 - 17:00


dal 17 al 21 e dal 24 al 28 gennaio 2017 


ore 10:00 - 13:00


22 e 29 gennaio 2017 


ore 10:00 - 13:00 e 


ore 15:00 - 17:00


Visite guidate straordinarie verranno segnalate sul sito www.mostratorriani.it


Ai visitatori della Mostra è prevista la possibilità di ingresso ridotto ai Musei
Civici (Pinacoteca e Archeologico) al prezzo di € 5,00
Ai visitatori della Mostra è prevista la possibilità di ingresso ridotto al Museo del
Violino al prezzo di € 12



Catalogo: editore Fantigrafica, Cremona. Prezzo di vendita 40€
Guida alla mostra: Fantigrafica, Cremona. Prezzo di vendita 5€


In vendita presso il bookshop della mostra e on line sul sito:
http://www.cremonabooks.com - info@cremonabooks.com



INFO TURISTICHE:
www.turismocremona.it


info.turismo@provincia.cremona.it


tel. 0372 406391
UFFICIO STAMPA
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049.663499; www.studioesseci.net


(referente: Roberta Barbaro email gestione3@studioesseci.net)


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