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PRESTITI

1 aprile – 25 giugno 2017

ARCHEOLOGIA DEL CENACOLO. RICOSTRUZIONE E DIFFUSIONE DELL’ICONA LEONARDESCA

LA MOSTRA


In previsione della ricorrenza del quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519 - 2019), il Castello Sforzesco dedica all’Ultima Cena una mostra dal titolo “Archeologia del Cenacolo”, curata da Pietro C. Marani e Giovanna Mori con la collaborazione di Omar Cucciniello. La mostra si propone di indagare la fortuna iconografica del Cenacolo di Leonardo attraverso le copie create dall’indomani della sua realizzazione e incrementate con l’utilizzo di tecniche di riproduzione seriale, con l’incisione e con la fotografia. Si ricostruisce, quindi, la genesi del “mito” del Cenacolo di Leonardo, opera circondata da subito da un’enorme fortuna iconografica già dai primi del Cinquecento.


Dalla fine del Settecento l’incisione diviene uno dei mezzi più usati per ricostruire il dipinto di Leonardo, ormai illeggibile a causa dei guasti del tempo e degli interventi di ridipintura, come dimostra la celebratissima acquaforte di Raffaello Morghen. Nell’Ottocento l’invenzione della fotografia provoca la messa in discussione del primato dell’incisione come unico mezzo di riproduzione e le due tecniche conviveranno per diversi decenni fino a quando, nel Novecento, la fotografia sarà lo strumento esclusivo chiamato a testimoniare lo stato di salute del dipinto e i restauri moderni.


L'OPERA IN PRESTITO


 


Busto di Cristo, dal Cenacolo di Leonardo da Vinci


1896


Oleografia su tela, colorata a mano e con tracce di disegno a matita


98h x 79,5 cm


Inv. 2250


Luigi Ferrari (Soresina, 1828 – Milano, 1908)


Quest’opera viene realizzata dall’artista con l’intento di riprodurre con esattezza fotografica il dettaglio principale del Cenacolo di Leonardo, raffigurando il busto di Cristo con tutte le cadute di colore, le crettature e i difetti che l’originale presentava. Luigi Ferrari la realizza nel 1896 utilizzando una tecnica di stampa di difficile identificazione, forse un’ oleografia su tela successivamente ripassata a matita e colorata a mano.


Il dipinto viene esposto nel 1939 alla mostra leonardesca al Palazzo dell’Arte (come testimoniato dall’etichetta), prestata dalla vedova dell’artista, Cornelia Ferrari. È forse in quest’occasione che viene notata da Guido Ucelli, presidente della Riva, che in seguito la acquista in un anno imprecisato, donandola successivamente al Museo nel 1957.


INFORMAZIONI


ARCHEOLOGIA DEL CENACOLO. RICOSTRUZIONE E DIFFUSIONE DELL’ICONA LEONARDESCA: DISEGNI, INCISIONI, FOTOGRAFIE


Milano, Castello Sforzesco, Antico Ospedale Spagnolo


1 aprile – 25 giugno 2017


Orari: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 17.30 – chiuso il lunedì


Ingresso libero


www.milanocastello.it

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