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23 giugno – 15 ottobre 2011

Mostra "Il giuramento per l’Italia. Da Manzoni a Mazzini"

Il Museo partecipa alla mostra con il dipinto il "Giuramento di Pontida" di Giuseppe Mazza, del 1851. L’opera non esposta al pubblico da lungo tempo, viene presentata dopo il restauro finanziato dall'Unità di Missione per i 150 anni.

L'opera in prestito



L'opera "Il giuramento di Pontida" rappresenta l'alleanza avvenuta nella primavera del 1167 tra alcuni Comuni lombardi costretti a subire pesanti sacrifici durante un angoscioso periodo di servaggio, spoliazioni e offese in cui la libera indipendenza dei territori italiani era fortemente minacciata.

Messe da parte le reciproche rivalità i Comuni si uniscono giurandosi fedeltà e aiuto reciproci nella lotta che li oppone alla milizia imperiale di Federico Barbarossa. La coalizione è conosciuta come Lega Lombarda ed è presieduta da Papa Alessandro III.

Il tema storico del riscatto italiano esalta l'idea di indipendenza e il sentimento di giustizia con una colta analogia storica. Attraverso l'atteggiamento retorico dei personaggi, l'artista lascia trasparire la sua formazione romantica e la sua vicinanza a Francesco Hayez.

Mazza ambienta la scena in un austero edificio, identificato come la sala capitolare del convento benedettino di S. Giacomo. All'interno del monastero i delegati di un nucleo compatto di città giurano nel comune di Pontida situato a poco più di una dozzina di chilometri dal capoluogo orobico, dando avvio alla Lega Lombarda.

Si avverte lo studio meticoloso dell'artista per ricreare l'ambiente della sala del capitolo collocata all'interno dell'abbazia che nel 1373 viene gravemente danneggiata da Bernabò Visconti.

Il tema del giuramento è l'elemento centrale della scena con i protagonisti rappresentati a figura intera che giurano sui Vangeli, mentre i monaci si dispongono attorno al gruppo centrale assistendo alla dichiarazione dei Comuni lombardi. L'artista opera secondo una ricerca unitaria delle tinte, la scena è impostata in modo intimo ed è pervasa da un effetto di luce naturale ottenuta con l'utilizzo di toni bruni; le pose e la gestualità dei protagonisti sono solenni, l'enfasi dei personaggi è teatrale e lascia intendere la serietà del momento.

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LA MOSTRA



La mostra è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e dal Comune di Genova – Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento ed è a cura di Giuseppe Monsagrati, Paolo Peluffo, Raffaella Ponte, Anna Villari in collaborazione con Pietro Finelli e la Domus Mazziniana di Pisa.

Arte, letteratura e musica, da sempre, hanno celebrato l’atto del giuramento.
Nella varia dotazione simbolica di cui è ricca la cultura dell’Italia risorgimentale, il giuramento rappresenta un momento di grande solennità e sancisce in genere la promessa, stretta tra uguali, di restare uniti fino al conseguimento della libertà per tutti.

Come patto di fedeltà ha una vasta gamma di precedenti, da quelli mitici (giuramento del Grütli, che nel 1291 lega in alleanza i tre cantoni che danno origine alla Confederazione elvetica) a quelli storici (giuramento di Pontida, 1167, con cui i Comuni lombardi si alleano contro l’imperatore).

Poiché è la conclusione di un atto spontaneo e ha come obiettivo la conquista o la conservazione della libertà, il giuramento dei congiurati è ben diverso dal giuramento che si presta alla monarchia, il quale lega i sudditi a un sovrano assoluto (e come tale negatore della libertà) sulla base della semplice appartenenza al suo regno; il giuramento evocato nel Risorgimento, da Manzoni come da Berchet, affonda le sue radici nel Medio Evo e fa appello alla “antica virtù” che è quella dei liberi Comuni.

Il giuramento che in Mazzini sancisce il vincolo dell’affiliato con la Giovine Italia, è invece una promessa che ha i suoi antecedenti ideali nella Roma repubblicana (J.-L. David, Giuramento degli Orazi) o nella Francia della grande Rivoluzione (1789, Giuramento della Pallacorda col quale i deputati dell’Assemblea si impegnano a restare uniti fino all’ottenimento di una nuova Costituzione).

In Mazzini, in particolare, rappresenta il momento conclusivo della procedura di iniziazione al patriottismo e stabilisce tra quanti lo prestano un rapporto di fratellanza destinato a durare anche a costo della vita e finché non si sia creata la nazione: affiliarsi è una libera scelta, giurare comporta un vincolo inestinguibile di fedeltà. Di per sé il giuramento non crea la nazione ma, in quanto espressione di libertà collettiva, è il presupposto immancabile per la sua fondazione; è, in un certo senso, il momento di massima tensione morale verso l’assunzione di un obbligo che fa da collante per ciò che si vuole edificare.

La mostra allestita all’Istituto Mazziniano sottolinea l’importanza di questo atto nella sua evidente natura di accordo fra individui liberi aventi come obiettivo quello di fondare la nazione su basi di una concordia civica non forzata.


Giuseppe Mazza (Milano 1817 - 1884)



Giuseppe Mazza nasce a Milano il 13 settembre 1817. Dopo la formazione ricevuta all'Accademia di Brera durante gli anni Trenta del XIX secolo, si afferma come pittore di scuola romantica seguendo l'insegnamento di Francesco Hayez.

Nel 1848 prende parte alla campagna patriottica della città di Milano durante l'invasione dei soldati austriaci del maresciallo Joseph Radetzky. Il Mazza partecipa in compagnia del padre Carlo, del fratello Salvatore e degli amici Luciano Manara e Augusto Anfossi, aiutando ad erigere barricate per bloccare il nemico contribuendo alacremente alla loro difesa.

Il 18 marzo la lotta si accende diffondendosi con rapidità, dando origine alle gloriose "Cinque giornate" che si concludono vittoriosamente il 22 marzo con la conquista di Porta Tosa e l'apertura di un collegamento con il resto della Lombardia. Radetzky, in difficoltà a causa dagli sbarramenti innalzati, si sente costretto ad evacuare la capitale lombarda.

Nel 1859 i due fratelli Mazza prendono parte anche alle battaglie della Seconda Guerra d'Indipendenza. Durante la sua carriera di artista, Giuseppe Mazza partecipa a numerose esposizioni ricorrendo spesso al tema storico.

In molti suoi dipinti, caratterizzati dal misurato realismo della scuola lombarda, si avverte una vicinanza alla maniera dei fratelli Induno. Muore a Milano il 14 febbraio 1884.

Informazioni


Il giuramento per l’Italia. Da Manzoni a Mazzini

Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento di Genova
23 giugno - 15 ottobre 2011

T 010 2465843
Orari apertura : dal mar al ven 9-19 e sab 10-19

biglietteriarisorgimento@comune.genova.it
www.mazziniano.museidigenova.it

Il giuramento di Pontida
1851
Olio su tela, cm. 170 x 230
Firma in basso a sinistra "G. Mazza 1851"
Coll. Mazza, inv. 8469

Informazioni

Il giuramento per l’Italia. Da Manzoni a Mazzini Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento di Genova 23 giugno - 15 ottobre 2011 T 010 2465843 Orari apertura : dal mar al ven 9-19 e sab 10-19 biglietteriarisorgimento@comune.genova.it www.mazziniano.museidigenova.it


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