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16 settembre 2011 – 8 gennaio 2012

Mostra "Carlo Mollino. Maniera moderna"

Il Museo partecipa alla mostra dedicata al multiforme lavoro dell'architetto, designer e fotografo italiano Carlo Mollino (1905 - 1973) con la Bisiluro da corsa, vettura costruita per la 24 Ore di Le Mans del 1955.

Bisiluro da corsa Damonte-Nardi-Mollino | 1955



Appositamente costruita per la 24 Ore di Le Mans del 1955, è frutto della sperimentazione di soluzioni nuove ed eterodosse da parte di Mario Damonte, Carlo Mollino, Enrico Nardi, da cui il nome DaMolNar.

La Bisiluro nasce soprattutto per massimizzare l’efficienza aerodinamica, prerogativa vantaggiosa per ogni mezzo di trasporto, che diventa imprescindibile per piccole vetture destinate a gare di durata.

Mollino imposta il lavoro in senso inverso rispetto alla normale progettazione di una autovettura ovvero adatta lo chassis alla forma della carrozzeria, non soggiogando le linee più efficienti alle esigenze meccaniche.

Per quanto il disegno di Mollino sembra prendere spunto dall’esperienza di Pietro Taruffi (1949) con il suo Bisiluro, si intuisce da alcuni schizzi del 1954 che Mollino si farà invece ispirare dalle forme della OSCA MT4 (1953), vettura dotata di grandi rientranze nella parte laterale del cofano motore, nel tentativo di renderla più penetrante.
Mollino produrrà una serie di disegni in cui ci percepisce distintamente che sta scavando e modellando il volume centrale della vettura tentando di ottenere un sottile profilo alare.

Il disegno finale e la successiva realizzazione della vettura, mostra uno schema totalmente asimmetrico costituito da due carlinghe distinte, la sinistra contenente il motore e la trasmissione, l’altra destinata al capiente serbatoio del carburante all’interno del quale viene ricavato l’angusto spazio dedicato al pilota. Le due fusoliere sono tra loro collegate da un telai a tubolari.

L’abitacolo, dalle dimensioni minime, era corredato di un volante dal caratteristico design firmato da Enrico Nardi, ovalizzato nella parte inferiore, per facilitare l’inserimento delle gambe del pilota, ma soprattutto in grado di abbassare il piantone dello sterzo in modo significativo. Interessante anche l’astuzia aerodinamica adottata per lo specchio retrovisore retrattile tramite un comando interno.
Viene progettato e realizzato anche un ingegnoso freno aerodinamico composto da due alettoni piani e controrotanti, posizionati nella parte centrale della carrozzeria tra i due siluri. Il sistema viene facilmente comandato da un pedale aggiuntivo posto nella parte destra dell’abitacolo ed ha lo scopo di decelerare il veicolo senza scomporne l’assetto, alleggerendo lo stress del freno a tamburo.

Il compito di Enrico Nardi fu quello trovare tutte le soluzioni meccaniche e di farle stare entro alle forme dettate dall’architetto torinese.
Per il telaio riprenderà alcuni disegni della FIAT 1100 e della Lancia Appia, chiudendo il differenziale dentro il siluro di sinistra a ridosso della ruota posteriore.
Per il motore verrà scelto il 4 cilindri Giannini G2 da 734cc. Il propulsore bialbero ad ingranaggi, progettato dal famoso ingegnere romano Carlo Gianini (con una sola N mentre l'azienda è con doppia N), è direttamente tratto dall’innovativo quattro cilindri impiegato nel 1953 e nel 1954 sulla Moto Guzzi da Gran Premio.
Il 750 G2 – nella speciale configurazione per Le Mans – è in grado di spingere i 450 kg della vettura oltre i 215 km/h.

L’avventura francese di Le Mans dura circa due ore. Infatti verso le 18.00, dopo aver fatto segnare tempi strepitosi per la sua categoria con velocità media sul giro di 148 km/h, la profilatissima vettura italiana viene scaraventata fuori pista dallo spostamento d’aria prodotto da una grossa Jaguar in sorpasso senza alcuna conseguenza per Mario Damonte, che la stava conducendo.

Il progetto di ricostruzione del cupolino, nasce nel 2006 dalla segnalazione di Fulvio e Napoleone Ferrari, curatori del Museo Casa Mollino e curatori nella mostra "Arabeschi | Carlo Mollino" tenuto al GAM di Torino nel 2006.
Confrontando la vettura con diversi disegni ed immagini storiche degli anni tra il 1954 e 1955 si intuisce che il frontalino in plexiglass posta a protezione del pilota non è più l’originale e che non rispetta in alcun modo le forme indicate dall’architetto torinese.
Da qui la decisione da parte del Museo, con il prezioso aiuto dei due titolari di Casa Mollino, di far ricostruire la calotta riprendendo le linee originali. Per la lavorazione del Plexiglass ci siamo affidati alla Alpeat di Torino, azienda specializzata nella lavorazione di vari materiali
plastici di design.

Carlo Mollino. Maniera moderna


La mostra, organizzata dalla Haus der Kunst di Monaco di Baviera in collaborazione con il Museo Casa Mollino di Torino, è la prima presentazione in Germania e in lingua tedesca dell’architetto, designer, fotografo Carlo Mollino.

Curata dal giovane architetto berlinese Wilfried Kuehn, dal fotografo Armin Linke e dal direttore della Tate Modern di Londra Chris Dercon, la mostra presenta un’ampia selezione del lavoro e delle passioni di Mollino: dai mobili ai disegni tecnici delle sue costruzioni, dai fotomontaggi alle polaroid fino alla macchina da corsa Bisiluro, da lui progettata per partecipare alla corsa 24 ore di Le Mans.

Accanto agli originali di Mollino si potranno vedere anche interventi di giovani artisti, quali Nairy Baghramian e lo stesso Armin Linke, che si sono ispirati al caleidoscopico mondo di Carlo Mollino.

Informazioni


Carlo Mollino. Maniera moderna

Haus der Kunst, Prinzregentenstrasse 1
D 80538 Monaco di Baviera
16 settembre 2011 - 8 gennaio 2012

T +49 89 21127-113
F +49 89 21127-157
Orari apertura: lunedì-domenica 10–20
giovedì 10–22

mail@hausderkunst.de
www.hausderkunst.de

Un particolare della Bisiluro esposta alla Haus der Kunst di Monaco di Baviera

Informazioni

Carlo Mollino. Maniera moderna Haus der Kunst, Prinzregentenstrasse 1 D 80538 Monaco di Baviera 16 settembre 2011 - 8 gennaio 2012 T +49 89 21127-113 F +49 89 21127-157 Orari apertura: lunedì-domenica 10–20 giovedì 10–22 mail@hausderkunst.de www.hausderkunst.de


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