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1 Ottobre 2011 - 12 Febbraio 2012

Il Simbolismo in Italia

Il Museo partecipa alla mostra "Il Simbolismo in Italia" a Palazzo Zabarella a Padova con il dipinto "Processione" di Giuseppe Pellizza da Volpedo della Collezione Rossi.

Il dipinto in prestito: ''Processione''



Esposto per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1895, questo dipinto, capolavoro del Divisionismo italiano, è segnalato dal 1920 circa nella collezione di Guido Rossi, che lo acquista dagli eredi del pittore. Per lascito testamentario (1955) la Collezione Rossi viene donata al Museo ed esposta a partire dal 1957.

Il dipinto raffigura un corteo di persone precedute da ragazze vestite di bianco: avanzano lungo un viale alberato, passando dall’ombra alla luce. Sul lato destro scorre placido un corso d’acqua. La scena è probabilmente osservata dal vero in un momento di quotidianità a Volpedo, paese natale di Giuseppe Pellizza: il clima emotivo di pace, di silenzio e di armonia è evocato dagli effetti di luce, che indagano persone e natura attraverso la tecnica "divisa" che Pellizza applica in maniera rigorosa: sottili pennellate di colori complementari vengono accostate le une alle altre, e poi fuse dall’occhio dell’osservatore durante la visione del quadro. In questo modo la superficie pittorica è allo stesso tempo delicata e vibrante.

La tecnica usata è quasi cinematografica: l’aver posto la testa della processione all’ombra, provoca nell’osservatore il desiderio inconscio di vederla avanzare. L’alternanza di luci e ombre diventa anche un’allegoria della vita umana, sottolineata dalla presenza della croce.

LA MOSTRA



Solo gli artisti, se veramente sono tali, sanno svelare i pensieri segreti, le meravigliose ambiguità, le zone misteriose e inesplorate che la realtà apparente nasconde. Vedono la spiritualità e l’interiorità anche quando esse sembrano invisibili all’occhio umano.
Ecco perché questa mostra è doppiamente interessante.
Interessante perché riunisce una serie incredibile e mai vista di capolavori. Intrigante ed affascinante perché sono opere, oltre che bellissime, intimamente impregnate di significati, di "simboli", appunto.

Quella che si ammira a Palazzo Zabarella è una mostra leggera e densa allo stesso momento, perché è un percorso dentro l’arte ma ancora di più dentro le emozioni.
Più di ottanta dipinti, alcune sculture e trenta straordinari disegni sono le opere che Fernando Mazzocca, Carlo Sisi e Maria Vittoria Marini Clarelli hanno qui riunito. A documentare il meglio di un movimento artistico che traghettò l’arte, ma anche la letteratura, la poesia, la musica, dall’Ottocento alla modernità, nei quattro decenni che vanno dagli anni Ottanta del XIX secolo alla prima guerra mondiale.

Sono quadri - veri capolavori - ormai entrati nell’immaginario collettivo, patrimonio di grandi musei di mezzo mondo.
Se Segantini e Previati rappresentano le due anime del movimento, una più legata alla dimensione della realtà naturale, l’altra a quella dell’immaginazione, Pellizza da Volpedo e Morbelli confermano come il Divisionismo italiano, assolutamente all’altezza delle altre avanguardie europee, abbia raggiunto i suoi risultati più alti proprio nella sua fase simbolista.

La mostra è anche il racconto delle diverse ‘capitali’ di quella stagione simbolista e decadente che giungerà sino alla rivolta futurista: Roma, dove il cenacolo di artisti raccolti intorno a Gabriele D’Annunzio e Angelo Conti (Costa, De Carolis, Sartorio) traggono ispirazione dall’arte dei preraffaelliti. Quindi la Milano dei divisionisti, con Grubicy, Previati e Segantini; infine Torino, dove i temi sociali trattati da Bistolfi e Pellizza da Volpedo promuovono l’utopia di un auspicato progresso sociale e spirituale. Quindi Venezia e Trieste, quali sperimentali avamposti della cultura italiana verso i grandi movimenti contemporaneamente in atto nella Mitteleuropa.

Ma la mostra documenta anche i contatti dei nostri pittori con i grandi simbolisti stranieri presenti in Italia, dai ricordati preraffaelliti a Böcklin, von Stuck, Klimt, conosciuti attraverso le Biennali di Venezia. Valgono ad emblema della mostra la ricostruzione della famosa Sala del Sogno che proprio alla Biennale del 1907 rappresentò la consacrazione ufficiale del Simbolismo o il confronto di due capolavori come la Maternità di Previati e Le due madri di Segantini, che tornano vis a vis per la prima volta dopo esserlo stati per pochi mesi alla famosa Esposizione Triennale nel 1891 a Milano, considerata l’inizio del movimento.

La rappresentazione di alcuni capolavori di Boccioni, Balla e Casorati intende dimostrare la persistenza di suggestioni simboliste nelle opere di esordio di alcuni dei massimi protagonisti del nostro Novecento. Il tutto in una mostra cui Federico Bano, con la sua Fondazione, stava lavorando da ben cinque anni, volendo proporre non opere simboliste qualsivoglia ma proprio quelle "giuste" a dar correttamente conto di una stagione particolarmente felice dell’arte italiana tra Otto e Novecento.


Giuseppe Pellizza | (Volpedo, 1868 - 1907)



Nato a Volpedo in provincia di Alessandria nel 1868 da una famiglia di piccoli proprietari contadini, Giuseppe Pellizza si forma all'Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini, perfezionandosi poi tra Roma, Firenze, Genova e soprattutto a Bergamo, come allievo particolare di Cesare Tallone. Dal 1890 rientra a Volpedo per approfondire lo studio dell'uomo e della natura. La sua arte è fedele fin da subito alla poetica del vero e utilizza una pittura morbida e a impasto in opere dal robusto realismo, influenzate dallo stile macchiaoiolo e dalla maniera di Tallone. Dagli anni '90 aderisce alla corrente del Divisionismo, affrontando la rappresentazione del mondo contadino di Volpedo in bilico tra l’analisi sociale e un delicato simbolismo. Muore suicida nel suo studio di Volpedo nel 1907.

Informazioni


Il Simbolismo in Italia
Padova, Palazzo Zabarella, 1 ottobre 2011 - 12 febbraio 2012
Orario: 9:30 - 19:00
Chiuso i lunedì non festivi
Tel. (+39) 049 8753100

info@palazzozabarella.it
www.zabarella.it/mostre/il-simbolismo-in-italia/

La processione, dettaglio
1893-95
Olio su tela, cm 95 x 130
Firmato ''G. Pellizza''
Collezione Rossi

Informazioni

Il Simbolismo in Italia Padova, Palazzo Zabarella, 1 ottobre 2011 - 12 febbraio 2012 Orario: 9:30 - 19:00 Chiuso i lunedì non festivi Tel. (+39) 049 8753100 info@palazzozabarella.it www.zabarella.it/mostre/il-simbolismo-in-italia/


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