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BACIO AL MUSEO

In occasione di San Valentino,
esposizione dell'opera "I Fidanzati" di Silvestro Lega

I Fidanzati, 1869, Silvestro Lega

Silvestro Lega (Modigliana, Forlì, 1826 - Firenze, 1895) - I Fidanzati, 1869 - cm 36 x 80 - olio su tela - firmato e datato in basso a destra "S. Lega 69" - inv. 1778

In occasione di San Valentino, domenica 13 febbraio sarà esposto eccezionalmente il dipinto "I Fidanzati" (1869, olio su tela, cm 36x80) di Silvestro Lega, una delle opere più rappresentative della Collezione Guido Rossi, vivace testimonianza artistica dell’Italia pre-industriale.
Il Museo espone un capolavoro delle sue Raccolte d’Arte, simbolo del legame tra arte e scienza, industria e collezionismo.

Alle coppie che si scambieranno un bacio davanti al dipinto verrà regalato un coupon valido per un ingresso omaggio al Museo da utilizzare entro il 30 giugno 2011 a fronte di un altro biglietto acquistato.


L’opera

Il dipinto viene esposto per la prima volta a Firenze nel 1869 con il titolo "I promessi sposi".
Due fidanzati a braccetto passeggiano voltandoci le spalle. A breve distanza, una donna li sorveglia in modo discreto mentre osserva due bambine intente a cogliere fiori. La scena è descritta con un’immediatezza quasi fotografica, in un clima sospeso accentuato dalla luce calda e soffusa del tramonto. Silvestro Lega riproduce l’atmosfera intimista e borghese propria del realismo macchiaiolo.
A partire dagli anni ’60 Lega inizia a frequentare Piagentina, una località della campagna fiorentina dove è ospite della famiglia Batelli. Nel 1869 sta attraversando un momento della sua vita segnato da alcuni lutti tra cui quello per la compagna Virginia Batelli che, già malata di tisi, muore l’anno seguente. Questa situazione sembra riflettersi nel tono crepuscolare del dipinto.

Il primo proprietario dell’opera è stato Cristiano Banti, pittore e amico di Silvestro Lega.

L'AUTORE

Silvestro Lega (Modigliana, Forlì, 1826 - Firenze, 1895) è uno dei maggiori esponenti del movimento macchiaiolo. Dopo la formazione ispirata al Purismo di Luigi Mussini, a Firenze inizia a frequentare il caffé Michelangiolo, ritrovo artistico dei Macchiaioli. Contribuisce alla nascita della scuola di Piagentina, dedicandosi alla pittura en plein air (all’aperto) e creando alcuni dei suoi capolavori caratterizzati da colori chiari e delicati, linearismo sottile e limpida spazialità.
Il suo stile si distingue da quello di altri pittori "di macchia", come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, per l’attenzione ai sentimenti sereni e alla quotidianità del mondo borghese di provincia.

Arte e industria: la Collezione Rossi

L’industriale tessile Guido Rossi (1881-1957) appartiene a una borghesia imprenditoriale lombarda capace di coniugare nella propria vita arte, industria e collezionismo. Predilige la pittura di genere e le scene di vita quotidiana con un gusto ancorato alla visione dell’Italia pre-industriale, quasi a voler cercare un bilanciamento tra modernità e tradizione.
Guido Rossi riunisce un gran numero di opere appartenenti alle più importanti scuole del secondo Ottocento italiano. Si distinguono autori della scuola meridionale come Filippo Palizzi, Francesco Paolo Michetti e Antonio Mancini. Gli artisti lombardi e piemontesi spaziano dal Romanticismo alla Scapigliatura fino al Divisionismo. Giuseppe Pellizza da Volpedo è presente con quattro opere del periodo pre-divisionista e il capolavoro divisionista "La Processione". Della pittura toscana fanno parte dipinti come "Campagna Romana" di Giovanni Fattori e "I Fidanzati" di Silvestro Lega.

Raccolte d’arte al Museo

Guido Rossi muore il 13 settembre 1957 dopo aver donato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica la sua collezione. Nel frattempo Guido Ucelli, fondatore del Museo nel 1953 e anch’egli industriale lombardo, plasmava l’Istituzione ispirandola a uno stretto dialogo tra Arte e Scienza.

Già dal 1952 Ucelli accoglie numerosi affreschi dei depositi della Pinacoteca di Brera. A questi si aggiungono le opere della Collezione Rossi, esposte dalla fine del 1958 in una Galleria dedicata che diventa un importante riferimento nel panorama delle collezioni sull’Ottocento italiano. Nel tempo, le Raccolte d’Arte del Museo si arricchiscono di altre pregevoli donazioni: le collezioni Mauro, Capitini e Mazza.

Attualmente la Collezione Rossi non è esposta ma, oggi come negli anni passati, è possibile ammirare alcune delle sue opere più importanti in mostre temporanee dedicate all’Ottocento italiano.

Informazioni

Domenica 13 febbraio 2011
ore 9.30 - 18.30
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