eventi

8 - 14 aprile 2019

Fuorisalone al Museo

Dall' 8 al 14 aprile il Museo ospita due eventi del Fuorisalone 2019, scopri "Ro Plastic-Master’s Pieces", la mostra di Rossana Orlandi parte del progetto "Guiltlessplastic", e “No_Code Shelter: Stories of Contemporary Life” di Tod’s No_Code, una ricerca di equilibrio tra tecnologia e artigianalità attraverso la testimonianza di otto creativi.

 

GUILTLESSPLASTIC

Un’indagine a 360 gradi sulle complessità del materiale più usato e più contestato del nostro tempo.

 

Al Fuorisalone 2019 Guiltlessplastic si articola in 3 eventi:
Ro PLASTIC PRIZE 8-14 aprile Finalists Exhibition | 10 aprile Prize Ceremony
Ro PLASTIC-MASTER’S PIECES 8-14 aprile in esposizione al Museo
Ro RING 11 aprile

Ro Plastic Prize è un concorso internazionale di progetti, prototipi e opere, concepiti e realizzati in plastica riciclata e possibilmente riciclabile.
Quattro sono le categorie: DESIGN, sponsorizzato da Rossana Orlandi – TESSUTI PER L’ARREDAMENTO, sponsorizzato da ECONYL by Aquafil – SOLUZIONI PER L’IMBALLAGGIO, sponsorizzato da The Bicester Village Shopping Collection by Value Retail – PROGETTI PER L’INNOVAZIONE CONSAPEVOLE, sponsorizzato da illy.

Lanciato il 6 dicembre 2018 e chiuso il 10 marzo 2019, il premio ha raccolto più di 300 candidature da oltre 50 paesi, toccando tutti i 5 continenti: dalla Nuova Zelanda al Canada, dall’Africa all’Estremo Oriente, dal Nord al Sud America. Italia e Olanda i paesi più rappresentati. Tra i concorrenti, equamente distribuiti tra uomini e donne, hanno partecipato anche scuole e bambini dell’asilo.
Gli 82 finalisti verranno esposti negli spazi Rossana Orlandi dall’8 al 14 aprile. Una giuria internazionale decreterà i 4 vincitori – uno per categoria - secondo i criteri funzionalità, forma, innovazione e impatto ambientale, che riceveranno un premio di 10.000€ durante la Prize Ceremony il 10 aprile alle ore 18.00 nell’Auditorium del Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. A uno dei quattro vincitori verrà assegnata una consulenza in termini di Eco design attraverso un approccio di Life Cycle Assessment (LCA) da parte di Demetra.net.

 

Ro Plastic-Master’s Pieces, curata da Rossana Orlandi, è una mostra di 27 pezzi inediti in plastica riciclata realizzati da artisti, designers e architetti di fama mondiale. Progetto di allestimento: Studio Vudafieri•Saverino Partners. Dall'8 al 14 aprile la mostra sarà aperta al pubblico nel Padiglione Ferroviario del Museo.

In mostra: Massimiliano Adami - William Amor - Nacho Carbonell - Matteo Cibic - Jacopo Foggini - Formafantasma - Barnaba Fornasetti - Maurizio Galimberti - Jaime Hayon - Piet Hein Eek - Thierry Jeannot - Studio Job - Max Lamb - Piero Lissoni - Massimiliano Locatelli - Fernando Mastrangelo – Alessandro Mendini - Lucio Micheletti - Brodie Neill - Fabio Novembre - Italo Rota - Guillermo Santomá - James Shaw - Patricia Urquiola - Dirk Vander Kooij - Tiziano Vudafieri - Marcel Wanders - Nika Zupanc.
Dopo la tappa milanese, è prevista un roadshow che toccherà Parigi, Londra e New York.

 
Ro Ring, è un incontro ispirato al pugilato, dove in due round da tre minuti, 4 coppie di esperti, con visioni antagoniste, si confronteranno sul tema articolato e complesso della plastica. Da imprenditori ad attivisti, da designer a comunicatori.
Il pubblico avrà un ruolo attivo nel decretare i più convincenti e a fare domande a fine round. Ferrari Trento e Acqua San Pellegrino, partner experience testimonial del Ro Ring, sosterranno con la loro visione, un contendente per ciascuno match.
Appuntamento l’11 aprile negli spazi Rossana Orlandi.

 

NO_CODE SHELTER: STORIES OF CONTEMPORARY LIFE

Installazione promossa da Tod’s No_Code

Cambia il modo di lavorare, cambiano le relazioni tra le persone, cambiano di conseguenza le esigenze dello stile.

“Tod’s No_Code” prosegue il suo percorso di ricerca continuando a indagare sulle risposte che il mondo contemporaneo dà ai cambiamenti sociali che si susseguono sempre più veloci.

In occasione del FuoriSalone, Tod’s ha affidato il progetto “No_Code Shelter: Stories of Contemporary Life” allo studio di architettura e design di fama internazionale Andrea Caputo.

La filosofia di “Tod’s No_Code” incontra quindi un allestimento che ha come obiettivo quello di far saltare i codici tradizionali della progettazione in relazione allo spazio espositivo, annullando l’idea di percorso predefinito.

Per realizzare un allestimento coincidente con la filosofia “No_Code”, lo studio di Andrea Caputo è tornato all’anno zero dell’architettura, concentrandosi sulle origini della progettazione e sviluppando il tema dello shelter (il rifugio), attualizzandolo.

Dalle parole di autorevoli protagonisti sulle sfide del domani, si tratteggia quindi una mappatura del contemporaneo che prende energia grazie a otto video/interviste. Otto documentari che esplorano la vita contemporanea di persone di estrazione e di età anagrafica differente in relazione a una società che sta velocemente mutando i propri codici.

Uno spunto per comprendere come cambia il nostro mondo e come creativi di mondi diversi reagiscono a questi spostamenti.

Come detto, il progetto firmato dallo Studio Andrea Caputo indaga l’archetipo, le forme essenziali dell’abitare, quelle nate da necessità istintive e prive di codici, e le attualizza grazie all’impiego di materiali high-tech.

“Ibrido”, la parola-chiave del contemporaneo (soprattutto tra le nuove generazioni) diventa il tema centrale dell’installazione, con una relazione continua tra due opposti: la fascinazione per la tecnologia e quella per l’artigianalità, il craft. 

Se l’architettura ha origine nel momento in cui l’uomo – abbandonati i rifugi naturali – ha sentito l’esigenza di proteggersi e di appropriarsi dello spazio con il suo gesto primitivo, spontaneo, senza riferimenti a guidare la sua azione, lo shelter (il rifugio) è l’espressione primordiale di questo gesto, da cui si sono poi sviluppate tutte le altre abitudini legate al vivere quotidiano.

L’installazione all’interno de Le Cavallerizze rappresenta quindi una ricerca sullo spazio decodificato, sulle tipologie arcaiche ed essenziali di riparo.

Il percorso narrativo torna all’origine, attraversando diverse aree geografiche e investigando sui primi esempi di luoghi abitati dall’uomo. La grande yurta delle steppe mongole, così come la capanna dei villaggi dell’Africa occidentale, divengono la reinterpretazione di questo gesto di riparo primario.

Come ha risposto, e risponde, l’uomo alle mutazioni?

L’ibridazione - uno dei temi centrali dell’installazione - come la sperimentazione, reclama la sua presenza nei materiali high-tech utilizzati nella costruzione degli shelter, materiali che differiscono da quelli naturali o di recupero utilizzati negli shelter di un tempo, per indagare su polimeri e su risultati di sintesi, strettamente legati alla ricerca e alla sperimentazione.

Dalla California alla Mongolia, passando per il continente africano, il progetto accompagna il visitatore in un viaggio che forse pone più domande che risposte, grazie alla possibilità di un percorso No_Code: muoversi liberamente, senza nessun obbligo direzionale, quindi senza codici.

All’interno di ogni shelter è proiettata ciascuna singola testimonianza che indaga sul contemporaneo e sui cambiamenti della propria vita: l’art director e car racer giapponese Mai Ikuzawa, il duo di designer italiani basato ad Amsterdam Formafantasma, il car designer americano Chris Bangle, l’illustratrice italiana Olimpia Zagnoli, l’imprenditore norvegese Petter Neby, l’astronauta italiano Maurizio Cheli, il maestro del design Marcello Gandini e il designer coreano Yong Bae Seok (Tod’s No_Code Shoeker Creator), sono le voci che il visitatore può ascoltare e vedere in ciascuno dei rifugi, vivendo una straordinaria doppia esperienza immersiva - sia in termini visivi sia in termini di concetto - che s’interroga sull’origine dei codici, sull’evoluzione e sul cambiamento degli stessi, con l’obiettivo di cercare risposte ai cambiamenti di un futuro chiamato domani e di capire quali saranno le prossime esigenze dello stile globale.

 

 




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