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Martedì 27 marzo 2007

Angelo D’Arrigo, un eroe contemporaneo

In occasione dell’anniversario della scomparsa di Angelo D’Arrigo, grande sportivo e naturalista, profondo cultore della tecnologia e della natura, straordinario comunicatore del suo impegno nella vita, il Museo ricorda la sua straordinaria umanità e le imprese che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Durante la serata verrà presentato il documentario di National Geographic Channel “Nati per volare” che, con immagini inedite, racconta l’ultima impresa di Angelo D’Arrigo: la reintroduzione dei suoi condor, Inca e Maya, sulle Ande dove questo rapace rischia l’estinzione. Solo due anni prima, Angelo D’Arrigo aveva sorvolato l’Everest dopo una lunga e attenta preparazione che aveva portato alla costruzione dello speciale deltaplano esposto al Museo, l’ala Stratos, realizzando il volo libero più alto della storia e diventando il primo uomo ad aver sorvolato l’Everest con un deltaplano. Inoltre, saranno esposte alcune opere della serie "Metamorfosi Angelo", realizzate dall'artista Giusy D'Arrigo, il cui ricavato verrà devoluto alla Fondazione Angelo D'Arrigo. Intervengono Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Candido Cannavò, giornalista e scrittore Laura Mancuso D’Arrigo, moglie di Angelo D’Arrigo e presidente della Fondazione Angelo D’Arrigo Giovanni Caprara, responsabile redazione scientifica del Corriere della Sera Nicoletta Salvatori, direttore responsabile di Tuttoturismo e direttore editoriale del settore turismo di Domus Silvio Lora Lamia, condirettore di Volare Nevio Di Giusto, amministratore delegato ELASIS Marco Visalberghi, regista del documentario e managing director di DocLab Productions Ingresso libero fino a esaurimento posti. Cenni biografici Angelo d'Arrigo, nato a Catania il 3 aprile 1961 e vissuto a Parigi fino al 1984, ha da sempre perseguito il sogno di volare come gli uccelli e insieme a loro. Dopo anni di competizioni e aver vinto ben due titoli mondiali con il deltaplano a motore, lascia il mondo delle gare e si dedica a compiere voli record. È il primo uomo a percorrere in volo libero, senza ausilio di motore, il Sahara, ad attraversare la Siberia, a sorvolare la cordigliera andina e la sua vetta, l’Aconcagua, e l’Everest, la montagna più alta della terra. Ha studiato per anni il volo dei grandi rapaci, ai quali si è affiancato in incredibili migrazioni nei cieli del pianeta. Con il Russian Research Institute for Nature and Protection di Mosca ha condotto un grande esperimento per la comunità scientifica internazionale: la reintroduzione di una specie di uccelli migratori in via di estinzione, le gru siberiane, guidando lo stormo, con il supporto di uno staff di biologi russi e americani, per 5.300 chilometri. Forse la più grande intuizione di Angelo è legata alla realizzazione della "Piuma" di Leonardo da Vinci. Dopo attenti studi sul Codice di Madrid, realizza e fa volare una Piuma leggerissima, identica nella struttura a quella di Leonardo da Vinci. La sua morte è avvenuta prematuramente il 26 marzo 2006 in seguito a un incidente al piccolo aereo su cui viaggiava da passeggero. In volo sopra il mondo Leggi il racconto della storica impresa che, il 24 maggio 2004, ha portato Angelo D'Arrigo a scavalcare l'Everest.



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