mostre

DAL 30 GIUGNO AL 15 LUGLIO 2012

Speciale Vespa

Da sabato 30 giugno a domenica 15 luglio, in occasione del 25° Raduno internazionale Registro storico Vespa che si terrà a Milano il 7 e 8 luglio, il Museo organizza un’esposizione straordinaria dedicata al famoso scooter italiano. Oltre alle più importanti tappe della produzione Piaggio sarà possibile vedere alcune vere rarità quali la Vespa 50 a pedali (appositamente studiata per il mercato francese) o la Vespa sidecar. Saranno in mostra veicoli unici come la Vespa Siluro progettata da Corradino D’Ascanio. Un’occasione per riscoprire le origini, la storia e l’evoluzione della Vespa e come questo scooter sia diventato uno dei simboli del gusto, del costume e dello stile italiano. Il 25° Raduno internazionale Registro storico Vespa, organizzato dal Vespa Club Milano e dal Registro Storico Vespa, in collaborazione con il Museo e con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano, vedrà radunarsi per la prima volta nel centro di Milano più di trecento Vespa, rigorosamente storiche, provenienti da tutta Europa sabato 7 e domenica 8 luglio presso il Museo. Il Registro storico Vespa è un riferimento per tutti gli appassionati e i collezionisti: dopo un attento esame può rilasciare un attestato di omologazione per tutti gli scooter costruiti dalla Piaggio che hanno compiuto almeno trent’anni. Al 25° Raduno parteciperanno alcuni esemplari fra i più curiosi della produzione: la Vespa T.A.P., prodotta per uso militare e pensata per poter essere paracadutata, la Vespa 400, una vera e propria mini-vettura progettata da Corradino D’Ascanio negli anni ’50, la Vespa U, versione economica della Vespa 125, la Vespa 90SS, il modello del reparto corse che fra gli anni Quaranta e Cinquanta vinse numerosi trofei. Durante la manifestazione del 7 e 8 luglio sono previsti nel Museo diversi concorsi tra cui il “Concorso di eleganza” con in palio tre trofei ed il premio “Vespa meglio conservata”. Vespa: Le origini Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedica inizialmente alla costruzione di arredamenti navali per poi estendere la propria attività alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri. Nel frattempo, con la prima guerra mondiale, Piaggio entra nel settore aeronautico, un business in cui opererà per i decenni a venire. Inizia così la produzione di idrovolanti e aeroplani, come pure l’acquisizione di nuovi stabilimenti: nel 1917 una fabbrica di aerei a Pisa, quattro anni dopo un piccolo stabilimento a Pontedera che sarebbe divenuto il centro della produzione aeronautica di Piaggio (eliche, motori e aerei completi, incluso l’avanzatissimo Piaggio P108 nelle versioni passeggeri e bombardiere). Negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, e durante il conflitto, Piaggio è uno dei maggiori produttori italiani di aerei. Proprio per questo rappresentano un obiettivo militare strategico e gli stabilimenti Piaggio di Genova, Finale Ligure e Pontedera escono distrutti dalla II guerra mondiale. L’invenzione del 1946 vespa I figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, immediatamente dopo la guerra curarono il nuovo avvio della produzione industriale. Il lavoro più duro toccò a Enrico, cui spettava la ricostruzione del grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari trasferiti a Biella, in Piemonte. Enrico Piaggio optò per una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D’Ascanio (1891-1981), ingegnere aeronautico e geniale inventore. La nascita di un mito La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della guerra, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti. A cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP 5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto. Il progettista aeronautico non amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L’ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte. Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP 6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”. E Vespa fu. Approfondimenti Vespa Club Milano Vespa World Club 25° Raduno Internazionale Registro Storico Vespa Piaggio



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