1. Home
  2. News
  3. Patrick Mimran

dal 16 settembre 2008 al 15 settembre 2009

Il billboard di Patrick Mimran

Il 16 settembre, in occasione della riapertura, il Museo inaugura l'installazione dell'artista francese Patrick Mimran, dal titolo: “Billboard Project: talking about science and technology”.

Il desiderio di Patrick Mimran è far riflettere sull'arte e sul mondo in cui viviamo. Si esprime grazie a billboard, cartelloni pubblicitari di grande formato, esposti su facciate o in luoghi pubblici. Non è importante essere d'accordo con le sue frasi. Ciò che conta è discuterne.

Patrick Mimran lancia il Billboard Project nel febbraio 2001 nel quartiere di Chelsea, a New York. Da allora, il progetto non si è più fermato: da Venezia, Roma e Bologna a Tokio, Mosca e Miami.
Nel 2007 arriva a Milano, ospitato nel chiostro del nostro Museo.

In un percorso di sperimentazione di nuovi linguaggi per dialogare con i suoi diversi pubblici e raccoglierne la voce, oggi il Museo collabora nuovamente con Patrick Mimran chiedendogli di parlare di scienza e tecnologia.
L'artista risponde con i Billboard e racconta la stretta connessione tra due mondi solo apparentemente lontani.

Il chiostro del Museo diventa così parte del processo creativo e chiunque vi entri ne diventa protagonista.

I billboard di Patrick Mimran nel chiostro del Museo nel 2007

Il Billboard Project

Patrick Mimran ha lanciato il Billboard Project nel febbraio 2001 nel quartiere di Chelsea, a New York. Il progetto, da allora, continua in molti altri luoghi: a Venezia nel 2003, sulla facciata del Museo di Ca' Pesaro, nel 2004, 2005 e 2006 sui due lati del Ponte dell'Accademia e nel 2007 itinerante sulla “batea da fresco” lungo il Canal Grande, nel 2006 a Roma, Piazza del Popolo e Bologna, presso la Galleria d'Arte Moderna. Nel 2007 a Tokio, Mosca, Miami e Milano nel chiostro del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”.

Il billboard a Chelsea, New York

"I only love what I do not understand" afferma Mimran in questo billboard a New York

L'idea è semplice: lanciare una discussione sull'arte attraverso frasi lapidarie scritte su enormi pannelli esposti sulla facciata di edifici pubblici. Gli edifici che espongono i Billboard di Mimran diventano parte del processo creativo e di comunicazione e non restano un mero supporto espressivo, offrendo, in questo modo, un'occasione di confronto per chi li abita o li visita. Essi, insieme all'artista, sono parte di un dialogo teso a coinvolgere e stimolare. Il desiderio di Mimran è, infatti, che chiunque si trovi a guardare i billboard, leggendoli, sia portato a riflettere sull'arte e sul mondo attuale. L'importante non è che la gente sia d'accordo o no con le sue frasi; ciò che conta è che ne discuta. In quest'ottica, dunque, le architetture che ospitano i Billboard diventano uno strumento per discutere e capire la realtà che ci circonda.

Il Ponte dell'Accademia a Venezia

La facciata del Museo di Ca' Pesaro a Venezia nel 2003

Non voglio dare lezioni, ma non voglio neanche che la gente visiti le gallerie d'arte prendendo tutto ciò che vede per oro colato. Talvolta, vi entra come entrasse in un tempio. Tutto il mondo osserva, ma nessuno reagisce. Questo accade soprattutto quando si vanno a vedere i cosiddetti “grandi artisti”. La gente ha sovente timore di esprimere ciò che realmente sente. Non dovrebbe avere paura di scambiare il proprio punto di vista. E' proprio questo ciò che dona la vita ad un'opera d'arte. Ho ricevuto molte e-mail e commenti a proposito del mio progetto. La maggior parte delle reazioni sono state positive. Le idee per le frasi sui pannelli mi venivano perché passavo molto tempo a lavorare ed a riflettere sull'arte. E' superfluo dire che io credo in tutte le idee espresse sui miei pannelli e che il progetto continuerà fino a quando mi sveglierò con delle idee in testa.

Patrick Mimran

Il Museo e Patrick Mimran: la collaborazione e i progetti futuri

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” è sin dalla sua nascita un centro di contaminazione tra arte e scienza: è posto sotto l'egida di Leonardo da Vinci, artista e scienziato per antonomasia.

L'incontro tra il Museo e Patrick Mimran avviene nel 2007, in occasione del Milano Doc Festival, Festival Internazionale di documentari d'Arte, Architettura, Cinema, Teatro, Impresa, Musica e Danza. Patrick Mimran è invitato a realizzare un'esposizione fotografica, un'installazione video e un'installazione di Billboard nel chiostro del convento rinascimentale che oggi ospita il Museo. Il tema prescelto è la relazione tra arte e pubblico.

La facciata del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia nel 2007

Dai tre progetti emerge forte l'importanza della comunicazione, interpretata come
desiderio-necessità di raggiungere, con modi e tecniche differenti, tutti i pubblici che anche casualmente entrano in contatto con le opere.
Nel Billboard Project l'oggetto della comunicazione di Patrick Mimran nasce dalla relazione tra il “dove” e “quando” scelti per l'installazione e il pensiero dell'artista in quel preciso luogo e momento.

Negli anni i musei si sono trasformati in vere e proprie piazze: luoghi di dialogo e confronto, aperti a pubblici diversi, che devono saper parlare a tutti e raccogliere la voce di tutti, dal passato e del presente.
Oggi la società riconosce ai musei scientifici un ruolo fondamentale: concorrere a sviluppare la “cittadinanza scientifica”. Con questa espressione si intende la consapevolezza e il complesso delle competenze, utili per comprendere le implicazioni della scienza e della tecnologia nella vita quotidiana, partecipando alla preparazione di un futuro più condiviso con le nuove generazioni. Soddisfare questo bisogno sociale è ormai una necessità.
Per costruire la partecipazione dei suoi pubblici oggi il Museo usa molteplici modalità e strumenti, opera come un laboratorio di sperimentazione e di contaminazione tra temi e linguaggi.

Il desiderio e la necessità di comunicare dell'artista e del Museo costituiscono una piattaforma di incontro stimolante per entrambi.

Da una parte il Museo dà la possibilità all'artista di rivolgersi a un pubblico molto diversificato e di esprimersi all'interno di un'architettura unica, dall'altra l'artista offre al Museo l'occasione di raggiungere i visitatori con un linguaggio e uno strumento nuovi.

Il chiostro del Museo nel 2007

I Billboard, in questo senso, entrano nell'edificio del Museo e restituiscono la voce ai muri dell'antico chiostro, un tempo luogo di parole sussurrate, che l'artista interpreta e traduce in chiave moderna, accessibile a tutti.

Nel 2008 il Museo e Patrick Mimran vogliono rendere ancora più articolata la collaborazione: un nuovo Billboard Project in uno dei chiostri, il cui pensiero questa volta nasce da una riflessione condivisa sui temi della scienza e della tecnologia e focalizzata sulla missione del Museo nella società contemporanea. I messaggi su scienza e tecnologia trovano una nuova veste per diffondersi, distinguersi, farsi ascoltare e comprendere. Il titolo scelto per l'installazione è “Billboard Project: talking about science and technology”.

Un ulteriore obiettivo del progetto risiede nella volontà di valorizzare il dialogo tra il Museo e la città. A Milano, regno dell'industria e della tecnica ma allo stesso tempo polo vitale per la creatività e per la comunicazione, i Billboard escono dalle mura del Museo e salgono sui tram, portando in giro per la città l'identità di un grande museo, un messaggio attuale e un'espressione artistica.
Uno stimolo a riflettere, discutere, divenire consapevoli e parte attiva del mondo che ci circonda.

L'artista, le esperienze passate

L'ambiguità è sempre stata fonte d'espressione per Patrick Mimran. Nato a Parigi nel 1956, questo artista versato nella fotografia, nella musica, nella tecnologia, nella multimedialità, nelle installazioni, si è naturalmente imposto come artista pluridisciplinare.L'ambiguità è sempre stata fonte d'espressione per Patrick Mimran. Nato a Parigi nel 1956, questo artista versato nella fotografia, nella musica, nella tecnologia, nella multimedialità, nelle installazioni, si è naturalmente imposto come artista pluridisciplinare.

Dagli anni Ottanta, ha realizzato opere attraverso quasi tutti i tipi di supporto possibili. Il suo primo amore per la fotografia gli ha rapidamente permesso di scoprire la pittura all'encausto, ideale per raccontare delle storie.
Questa tecnica particolarmente esigente lo spinge a focalizzare la propria attenzione narrativa verso altre forme di espressione visuale.
L'esplorazione della multimedialità guadagna, infatti, i suoi favori. Gli anni Novanta vedono nascere installazioni in cui sono convogliati musica, video, scultura e pittura. Raggruppando differenti supporti, la sua arte diviene capace di aprirsi e di offrire allo spettatore degli “ambienti” in cui forme d'espressione pluraliste possono rinforzarsi in un'unione estetica.

Nonostante Mimran non riconosca totalmente alcun Maestro o modello o scuola, i temi molteplici delle sue opere indicano una certa affinità paradigmatica con altri artisti. Egli osserva senza batter ciglio e con la più grande positività tinta di humour i grandi temi dell'umanità – la morte, la bellezza, la sessualità – attraverso colori vivi, composizioni provocanti e giochi di parole.
Mimran non si lega ad una sola forma d'espressione. Si sforza senza sosta di combinare diversi supporti espressivi per favorire la sinestesia nel suo spettatore e per arricchire la sua esperienza visuale. Egli crede che la tecnologia, sua grande passione, possa servire all'arte allo stesso livello in termini di creazione e di comunicazione.

Per Mimran, la spontaneità è primordiale durante la fase creativa, cosa che lo porta a pensare che l'art gagne à ce qu'on ne réfléchisse pas.
È giocando, infatti, sull'angolo dell'improvvisazione e della spontaneità che fa uscire l'arte dal più profondo di se stesso. Ciascuna nuova creazione è un'esperienza di cui bisogna approfittare. Noi non possiamo mai veramente prevedere come un'opera sarà percepita prima di apportarvi il tocco finale. Mimran è convinto che si debba lasciare allo spettatore la cura di reagire poiché il suo giudizio viene da pari a pari. Lui auspica di poter stabilire un dialogo tra l'artista e lo spettatore per creare un substrato comune e propizio per la sua arte: Credo che lo spettatore sia altrettanto importante che l'artista, se non di più.

L' accessibilità del suo lavoro è tale che trasporta lo spettatore in un mondo sensoriale e immaginario dove tutto è possibile. È un'esperienza alle volte profondamente intima e totalmente universale.

Billboard Project:
talking about science and technology

16 settembre 2008 - 15 settembre 2009

Informazioni

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Inaugurazione

martedì 16 settembre ore 18.30

Billboard Project in the city

Dal 14 settembre al 23 novembre 2008 il Museo e Patrick Mimran sono a Venezia, tra gli Eventi Collaterali della 11a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, con “Billboard Project in the city”, esposizione di trenta lavori fotografici che raccontano il viaggio del Billboard Project di Patrick Mimran in varie città del mondo, tra cui Milano nel 2007, sempre al Museo.

Facebook

Seguici su Facebook

Youtube

Seguici su Youtube

Gallery fotografiche

Gallery fotografiche

Twitter

Seguici su Twitter

TripAdvisorCommenta su TripAdvisor Audio

Sezione Audio