I percorsi del museo

Strade politecniche

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Monumentale
M-1 M0 M1
Ferroviario
F
Spazi esterni
E
Aeronavale
A-1 A0 A1
Olona
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Monumentale M0

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Monumentale M1

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Monumentale M-1

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Padiglione Aeronavale A0

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Padiglione Aeronavale A1

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CENTRALE TERMOELETTRICA REGINA MARGHERITA

1895

Installata nel setificio Egidio e Pio Gavazzi, è utilizzata per l’illuminazione degli ambienti e per il funzionamento dei telai. inaugurata nel 1895 alla presenza di Umberto i e di Margherita di Savoia, funziona fino al 1954. È costituita da una motrice a vapore a due cilindri orizzontali costruita dalle officine Franco Tosi di Legnano e da una coppia di alternatori della Brown Boveri, azienda di primo piano nel settore elettromeccanico.


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MOTORE DIESEl SAVOIA

1920

È un motore diesel monocilindrico, con potenza di 60 CV a 30 giri al minuto, databile attorno agli anni Venti e donato nel 1970 al Museo dal Politecnico di Milano. È stato a lungo impiegato a scopi didattici presso il laboratorio di Meccanica industriale e utilizzato anche da Giuseppe Colombo per le sue esercitazioni pratiche. il numero di allievi, a quel tempo esiguo, permetteva al docente di seguire ogni studente individualmente.


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DINAMO EDISON

Anni ‘80 del XiX sec

Proviene dalla prima centrale termoelettrica d’Europa inaugurata nel 1883 in via Santa Radegonda a Milano, su un’area vicinissima al Duomo dove prima sorgeva un teatro. La centrale è destinata alla produzione di energia elettrica in corrente continua per illuminare la città e resta attiva fino al 1922. Gli impianti vengono demoliti nel 1926 e al loro posto si trova oggi il Cinema odeon.


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REGOLATORE TACHIMETRICO RIVA

1901

Giuseppe Colombo forma generazioni di ingegneri, molti dei quali hanno fondato industrie nei più diversi settori produttivi e hanno dato un impulso economico all’italia. Tra questi Alberto Riva, fondatore della Riva, società nota soprattutto per la progettazione e realizzazione di turbine idrauliche, e Guido Ucelli, suo dirigente. Questo regolatore, basato su di un sensore di velocità centrifugo, è stato brevettato nel 1901.


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ElICOTTERO SpERIMEnTalE dI EnRICO FORlanInI

1877

Enrico Forlanini realizza un elicottero sperimentale mosso da un motore a vapore che aziona due eliche controrotanti. È la prima macchina “più pesante dell’aria” che fu in grado, pur senza pilota, di alzarsi in volo. Nel 1877 viene presentato ai Giardini Pubblici di Milano dove si solleva da terra e raggiunge l’altezza di 13 metri, con un volo di 20 secondi, alla presenza di autorevoli personalità in campo imprenditoriale e scientifico.


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MaCCHI MC 205 V

1943

Molti progettisti di aerei nei primi decenni del Novecento possono idealmente considerarsi allievi di Forlanini. Fra questi un posto di rilievo spetta a Mario Castoldi, laureato al Politecnico nel 1913 e direttore tecnico dell’Aeronautica Macchi, per la quale progetta diversi aerei. L’MC 205 V, aereo da caccia veloce e maneggevole, entrò in servizio nel 1943 e fu protagonista di molte vicende della Seconda Guerra Mondiale.


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MOTORE aEROnaUTICO ISOTTa FRaSCHInI aSSO 500

1925

Cesare Dal Fabbro, fondatore dell’isotta Fraschini, è il primo docente di Scienze Aeronautiche (1910) al Politecnico di Milano. Nel 1900 incontra Forlanini ed instaura con lui un rapporto di amicizia oltre che di collaborazione: insieme realizzano l’idroplano, antenato del moderno aliscafo, e tutta la serie dei dirigibili F di Forlanini. Questo motore 12 cilindri a V di 60° raffreddato ad acqua fa parte di una famiglia di motori modulari con componenti comuni ed intercambiabili che garantivano costi di produzione più contenuti.


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BanCOnE da laBORaTORIO E MOdEllO dI pOlIpROpIlEnE

Anni '50

Questo oggetto, databile intorno al 1950, proviene dal laboratorio utilizzato da Giulio Natta al Politecnico di Milano. idealmente, si può pensare che su di esso sia nato il polipropilene isotattico per cui nel 1963 Natta ha vinto il premio Nobel per la Chimica. Sul bancone sono appoggiate anche copie anastatiche di alcune pagine autografe di Natta e accanto si trova il modello molecolare spaziale del polipropilene isotattico. Nelle vetrine di fronte al bancone sono esposte le copie della medaglia e del diploma del premio Nobel.


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2

pRESSa pER STaMpaggIO dI pOlIMERI TERMOplaSTICI

Anni '40

La pressa è costituita da uno stampo diviso in due parti uguali e da uno stantuffo. Lo stampo costituisce il negativo dell’oggetto da realizzare e lo stantuffo, azionato da una leva a mano, comprime nello stampo il polimero, preventivamente riscaldato per via elettrica. A operazione ultimata, lo stantuffo viene allontanato, lo stampo aperto e l’oggetto realizzato può essere estratto.


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COllEZIOnE MOnTEdISOn

1975-1982

La collezione Montedison è composta da numerosi oggetti realizzati in tecnopolimero. il nucleo originario è costituito dalla Collezione Rabolini, raccolta e ampliata da Anna Rabolini tra il 1975 e il 1982. Si tratta di 517 pezzi databili dalla seconda metà dell’ottocento alla prima metà del Novecento e costituiscono un’interessante testimonianza dei frutti della collaborazione tra Natta e la Montecatini.


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SgaBEllO ‘la BOHèME’ / aBaT-JOUR ‘TaKE/9050’

2001/2003

Giulio Castelli, allievo di Natta, si laurea in ingegneria chimica nel 1949 al Politecnico di Milano. Nello stesso anno fonda la Kartell, azienda affermata a livello internazionale e fin da subito nota per la produzione innovativa di arredi in materiale plastico. Nel 1956 Castelli è tra i fondatori dell’Associazione per il Disegno industriale che promuove il premio Compasso d’oro. Gli oggetti sono due esempi caratteristici della produzione Kartell.


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1

CaVI SOTTOMaRInI pER USO TElEgRaFICO

Fine del XiX sec

Negli anni ‘80 del XiX secolo la Pirelli avvia la produzione di cavi in rame per uso sottomarino, fondamentali per la nascita delle telecomunicazioni intercontinentali. Data la rilevanza di questo nuovo settore industriale, la Pirelli commissiona e fa appositamente costruire in inghilterra la “Città di Milano”, una nave posa cavi con cui si rende del tutto autonoma in ogni fase del cablaggio di una rete, dalla produzione alla posa in opera. Grazie alla “Città di Milano” e ad altre navi analoghe varate successivamente, la Pirelli posa migliaia di chilometri di cavo sia in acque italiane sia straniere. Questi cavi, antecedenti alla produzione industriale di Pirelli, rappresentano un esempio di quelli che saranno poi tra i più importanti prodotti dell’Azienda.


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MESCOlaTORE pER gOMMa

1948

il mescolatore è una macchina fondamentale per la lavorazione della gomma. Questo esemplare, che risale al 1948, si fonda sugli stessi criteri delle macchine che verranno successivamente ideate e prodotte: due cilindri ad asse orizzontale ruotano in senso opposto e a velocità leggermente diversa, provvedendo a realizzare la fase di mescolazione. i cilindri sono mossi da un sistema di cinghie e pulegge azionate da un motore che si trova nella parte inferiore della macchina.


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pnEUMaTICO pIREllI TIpO “n”

1915

La nascita e lo sviluppo di pneumatici è una condizione determinante per la diffusione dei trasporti su strada. Questo pneumatico del 1915 rappresenta l’esempio della produzione che più di altre ha reso famosa la Pirelli presso il grande pubblico. La creazione di un pneumatico avviene attraverso la confezione della mescola che unisce la gomma – naturale, sintetica o entrambe – con altri ingredienti come il nerofumo, impiegato come “carica” per dare maggiore resistenza meccanica, e una miscela di olii per aumentare il grado di lavorabilità. Così nasce il tessuto gommato, che costituisce l’elemento resistente del pneumatico.


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SETTORE EQUaTORIalE dI JEREMIaH SISSOn

1774

Questo telescopio è uno dei più antichi usati presso l’osservatorio Astronomico di Brera. ha un lungo asse posizionato verso il Polo Nord Celeste e l’obiettivo è composto da una coppia di lenti di 10 centimetri di diametro (oggi non più presenti). Utilizzando questo strumento, il 26 aprile 1861 Giovanni Schiaparelli compie la prima scoperta scientifica dell’italia appena unita: un nuovo asteroide che battezza Esperia dal nome greco della nostra penisola. Con il Sisson, Schiaparelli studia la cometa 1862 ii grazie alla quale riesce a dare la corretta spiegazione scientifica al fenomeno delle stelle cadenti. Queste due scoperte gli portano una notorietà di cui si avvale per chiedere al neo governo italiano un finanziamento per l’acquisto di uno strumento più moderno. Con il nuovo telescopio Schiaparelli inizia la campagna di studio del pianeta Marte che porterà alla scoperta dei celebri canali e gli darà fama e riconoscimenti a livello mondiale.


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TElESCOpIO RIFRaTTORE EQUaTORIalE la FIlOTECnICa SalMOIRagHI

Anni ‘30 del XX sec

Questo strumento entra in funzione all’osservatorio Astronomico di Brera negli anni Trenta del XX secolo. Commissionato dall’allora direttore Emilio Bianchi, va a sostituire quello utilizzato da Schiaparelli per i suoi primi studi su Marte ma, per diverse ragioni, non ha la stessa fortuna scientifica. Già sottodimensionato rispetto agli standard dell’epoca, viene usato soprattutto per studi astrometrici.


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STRUMEnTO dEI paSSaggI SalMOIRagHI, RIZZI E C.

inizio del XX sec

Presentato alle Esposizioni Riunite di Milano del 1894, questo tipo di strumento consente di misurare con grande precisione la posizione degli astri in cielo e rappresenta l’evoluzione dei più antichi quadranti murali e circoli meridiani. Nel corso della sua storia, la Salmoiraghi produce una vasta tipologia di strumenti e accessori per l’osservazione astronomica realizzando un catalogo di prodotti che rappresenta uno dei più rilevanti esempi di ingegno e duttilità dell’epoca.


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pROgETTO dI RICOSTRUZIOnE dEl MOnaSTERO In MUSEO

1947-1952

L’edificio che oggi ospita il Museo è stato il monastero olivetano di San Vittore, in seguito caserma Villata. Dopo le distruzioni belliche, nel 1947 viene destinato a sede del Museo. L’iniziativa è di un gruppo di ingegneri e architetti del Politecnico di Milano: Guido Ucelli, Francesco Mauro, Enrico Agostino Griffini, Piero Portaluppi e Ferdinando Reggiori. il Museo inaugura nel 1953 con un’importante mostra su Leonardo da Vinci. Guido Ucelli, che da tempo aveva sollecitato il mondo scientifico e politico a costituire un museo industriale, segue con attenzione i restauri della sede e presiederà il Museo con impegno avviandone l’attività.


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gIRanTE dI TURBIna pElTOn

1940

Sotto la direzione di Guido Ucelli, la Riva cresce dal punto di vista industriale, tecnico e commerciale. il significativo sviluppo tecnologico e l’importante allargamento dei mercati rendono l’azienda un esempio di eccellenza a livello mondiale. Nel 1922 vengono costruite le turbine Pelton destinate all’impianto di Moncenisio-Venaus. Dopo le Pelton della Centrale di Grosotto da 12.000 CV, queste turbine costituiscono un’importante conquista tecnica perché sfruttano un’eccezionale caduta d’acqua di oltre 1.000 metri e raggiungono una potenza di 26.000 CV.


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RICOSTRUZIOnE dElla naVE dI CalIgOla SUl lagO dI nEMI

1891

L’impresa del recupero delle Navi di Nemi, vagheggiata fin dal Rinascimento e tornata in auge alla fine dell’ottocento, ha visto Guido Ucelli impegnato in prima persona. ha fornito i macchinari idraulici utilizzati per svuotare il lago di Nemi, è stato tecnico attento e uomo sensibile al valore archeologico. Lo svuotamento del lago e il coordinamento delle squadre impiegate sarebbero due imprese complesse persino oggi. Si può solo immaginare quanto lo siano state negli anni Venti. Le navi portate alla luce sono reperti archeologici riconosciuti a livello internazionale per la loro importanza. incendiate durante la guerra, restano oggi solo le ricostruzioni visibili presso il Museo di Nemi e parte delle decorazioni bronzee conservate presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.


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TElECaMERa MagnETI MaREllI

1938

Tra il 1938 e il 1939, sotto la direzione di Vecchiacchi, i laboratori della Magneti Marelli di Sesto San Giovanni costruiscono questa telecamera per le prime sperimentazioni televisive italiane avvalendosi dei brevetti e della collaborazione della RCA e di Vladimir Zworykin. La scena ripresa viene proiettata sul tubo elettronico che converte il segnale luminoso in segnale elettrico. Questo, opportunamente elaborato, viene trasmesso via radio. La scena può essere ripresa solo in diretta.


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TUBO da RIpRESa TElEVISIVa dETTO ICOnOSCOpIO

Anni '30

Questa apparecchiatura, realizzata da Vladimir Zworykin e brevettata nel 1934, è utilizzata da Vecchiacchi nei laboratori della Magneti Marelli per la realizzazione della prima telecamera dell’azienda milanese nel 1939. il tubo da ripresa è costituito da un’ampolla di vetro sotto vuoto. in essa sono contenuti il “cannone” elettronico a filamento caldo e uno schermo realizzato da un “mosaico” di celle fotosensibili.


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TElEVISORE MagnETI MaREllI

1938

In italia la tecnologia per la televisione elettronica viene sviluppata a partire da metà degli anni Trenta da tre grandi aziende: la Magneti Marelli (sistema RCA), la Allocchio Bacchini (sistema Telefunken) e la Safar (sistema derivato dalla Telefunken). Questo modello, l’RV 300, è stato costruito dalla Magneti Marelli nel 1938 su progetto di Francesco Vecchiacchi, in collaborazione con la RCA. il tubo catodico è orientato verticalmente e le immagini vengono riflesse da uno specchio.


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