I percorsi del museo

STRADE politecniche

1

pROgETTO dI RICOSTRUZIOnE dEl MOnaSTERO In MUSEO

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1947-1952

L’edificio che oggi ospita il Museo è stato il monastero olivetano di San Vittore, in seguito caserma Villata. Dopo le distruzioni belliche, nel 1947 viene destinato a sede del Museo. L’iniziativa è di un gruppo di ingegneri e architetti del Politecnico di Milano: Guido Ucelli, Francesco Mauro, Enrico Agostino Griffini, Piero Portaluppi e Ferdinando Reggiori. il Museo inaugura nel 1953 con un’importante mostra su Leonardo da Vinci. Guido Ucelli, che da tempo aveva sollecitato il mondo scientifico e politico a costituire un museo industriale, segue con attenzione i restauri della sede e presiederà il Museo con impegno avviandone l’attività.


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2

gIRanTE dI TURBIna pElTOn

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1940

Sotto la direzione di Guido Ucelli, la Riva cresce dal punto di vista industriale, tecnico e commerciale. il significativo sviluppo tecnologico e l’importante allargamento dei mercati rendono l’azienda un esempio di eccellenza a livello mondiale. Nel 1922 vengono costruite le turbine Pelton destinate all’impianto di Moncenisio-Venaus. Dopo le Pelton della Centrale di Grosotto da 12.000 CV, queste turbine costituiscono un’importante conquista tecnica perché sfruttano un’eccezionale caduta d’acqua di oltre 1.000 metri e raggiungono una potenza di 26.000 CV.


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3

RICOSTRUZIOnE dElla naVE dI CalIgOla SUl lagO dI nEMI

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1891

L’impresa del recupero delle Navi di Nemi, vagheggiata fin dal Rinascimento e tornata in auge alla fine dell’ottocento, ha visto Guido Ucelli impegnato in prima persona. ha fornito i macchinari idraulici utilizzati per svuotare il lago di Nemi, è stato tecnico attento e uomo sensibile al valore archeologico. Lo svuotamento del lago e il coordinamento delle squadre impiegate sarebbero due imprese complesse persino oggi. Si può solo immaginare quanto lo siano state negli anni Venti. Le navi portate alla luce sono reperti archeologici riconosciuti a livello internazionale per la loro importanza. incendiate durante la guerra, restano oggi solo le ricostruzioni visibili presso il Museo di Nemi e parte delle decorazioni bronzee conservate presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.


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