I.LAB MATEMATICA

L’i.lab Matematica è il laboratorio interattivo realizzato dal Museo in partnership con Leonardo e progettato per fare matematica in modo sperimentale ed esplorare il mondo ragionando come matematici. Nasce dal comune intento di Leonardo e del Museo di creare uno strumento unico per avvicinare il pubblico alla materia in modo informale e divertente.

Il nuovo i.lab Matematica costituirà un’importante risorsa educativa, realizzando programmi specifici per diversi target, e all’inaugurazione dell’area seguirà un intenso programma di attività in cui le esperienze coinvolgeranno diversi pubblici: studenti, insegnanti, bambini, ragazzi, famiglie e visitatori adulti. Si stima che il nuovo laboratorio possa attirare circa 16.000 visitatori all’anno.

ATTIVITA' E STRUMENTI

Per il nuovo laboratorio sono state ideati attività e strumenti ad hoc a cura dello staff del Museo, con una speciale collaborazione con il Politecnico di Milano. L’offerta continuerà ad essere ampliata nel tempo.
Di seguito alcuni esempi:

Esplorare modelli: il modello di un fluido

Un partecipante all’attività si dispone davanti a una parete su cui è proiettata l’immagine di un fluido, visualizzato sotto forma di linee. Attraverso l’uso di un software di simulazione fluidodinamica real-time in due dimensioni con parametri modificabili realizzato dal Politecnico di Milano, la sua immagine virtuale viene inserita nel fluido grazie all’utilizzo di kinect. Se la persona si muove, il fluido viene perturbato dal movimento e anche l’immagine viene alterata.

Esplorare modelli: analizzare immagini

Attraverso un software realizzato dal Politecnico di Milano, si possono analizzare real-time le immagini dei partecipanti catturate da una videocamera, con particolare attenzione alla problematica dell’identificazione delle similarità tra immagini e della loro compressione.

Sincronizzare: onda di pendoli

Si costruisce, su larga scala, una fila di pendoli di lunghezze diverse. L’esperienza è fruibile da parte di tutto il gruppo riunito. Le luci sono spente e soltanto una lampada di Wood illumina i pendoli. Questi vengono fatti partire nello stesso momento. L’effetto visivo e sonoro è spettacolare: i pendoli iniziano a oscillare insieme, ma ben presto formano un’onda di frequenza crescente, alternata, per poi ritornare dopo un certo periodo di tempo in sincronia e riacquisire infine lo stato di partenza.

Sincronizzare: led lampeggianti

Si costruiscono, in più unità in modo da consentire il lavoro in sottogruppi (massimo 5 persone), dei dispositivi costituiti da 5 led lampeggianti dei quali è possibile variare la frequenza d’illuminazione. La frequenza di accensione di ciascun led è regolabile attraverso un’interfaccia fisica e un display indica il valore di questa variazione. I partecipanti, dopo una prima fase di esplorazione libera, decidono una sequenza di sincronizzazioni e definiscono la frequenza (o il periodo) da assegnare a ciascun led per ottenere un ritmo prestabilito.

Sincronizzare: barra di led in rotazione

Si costruiscono, in più unità in modo da consentire il lavoro in sottogruppi (massimo 5 persone), dei dispositivi formati da un disco che ruota con una velocità costante, con una fila di led lungo un raggio. I partecipanti possono impostare la durata dell’accensione di ciascun led e l’istante di accensione e variare in real-time i due valori al fine di ottenere una figura desiderata sfruttando l’alternanza delle luci.

Matematica: la forma e l’azione

Si può dare forma a un’azione? Come si descrive in modo astratto quello che è accaduto? I visitatori rappresentano un evento o una situazione attraverso una formula, un disegno o uno schema. Ci si concentra sulla rappresentazione, il primo passo che conduce da un evento reale a elaborazioni matematiche raffinate.

Matematica all’uncinetto

I visitatori scoprono che cosa ha a che fare la matematica con l’uncinetto, realizzando con i ferri un piano iperbolico, una forma tridimensionale presente in natura ad esempio nei coralli, sviluppato grazie a poche istruzioni che si ripetono.

Disegnare nell’aria

Utilizzando le penne 3D, strumenti tecnologici innovativi ed efficaci, i partecipanti all’attività costruiscono modelli geometrici tridimensionali.

Incontrare il caos: un pendolo doppio

Si costruiscono due pendoli doppi di grandi dimensioni da sperimentare con tutto il gruppo riunito. Il doppio pendolo è un sistema fisico costituito da due pendoli attaccati uno all’estremità dell’altro. Il suo comportamento dinamico è molto sensibile a piccole variazioni delle condizioni iniziali e il suo moto è caotico e imprevedibile. Esercitando una piccola forza sul pendolo più in alto, il secondo pendolo a questo collegato segue l’andamento del primo ma il ritmo delle oscillazioni non segue una regolarità. I partecipanti all’attività mettono in movimento i pendoli e si confrontano con il concetto di caos.

Scommettiamo?

Gratta e vinci, slot machine, testa o croce: analizzando insieme agli animatori scientifici del Museo questi giochi, si scopre la loro natura matematica e che cosa ci spinge a provarli.

PER TUTTI

Il nuovo i.lab Matematica costituisce un’importante risorsa educativa, realizzando programmi specifici per diversi target.
Di seguito alcuni esempi:

Attività per famiglie e visitatori adulti durante i weekend e le vacanze scolastiche

  • attività di sperimentazione e esplorazione per famiglie incentrate sull’apprendimento cooperativo di adulti e bambini;
  • weekend speciali a tema.
Per scoprire il programma consulta la sezione Attività >

Attività per adulti

  • incontri di approfondimento con ricercatori, artisti, designer, artigiani;
  • attività di team building per aziende.

Attività per le scuole durante l’anno scolastico

  • percorsi sperimentali per gli studenti dai 7 ai 18 anni per arricchire e ampliare il curriculum scolastico;
  • corsi di formazione e sviluppo professionale degli insegnanti;
  • programmi educativi strutturati che coinvolgono gli insegnanti e le loro classi per tutto l’anno scolastico.
Per consultare i programmi visita la sezione Scuole >

SPAZIO E CONCEPT

L’idea progettuale parte dal desiderio di prendere le distanze dall’immaginario abitualmente collegato alla matematica: scuola, banchi, lavagne, formule incomprensibili, superfici bianche e asettiche.
L' i.lab Matematica del Museo ha più l’aspetto di un bar di ultima generazione, con parquet a terra e tavoli di design. È uno spazio informale, che permette ai partecipanti di avere un approccio rilassato, contrastando i preconcetti che ogni individuo porta con sé rispetto alla matematica.
Il progetto allestitivo si sviluppa intorno alla figura dell’esagono. Una figura geometrica bidimensionale che con l’aggiunta di tre linee all’interno si trasforma in un cubo tridimensionale.
Tutto l’allestimento ruota attorno a questa figura sfruttando la componente estetica e giocosa della geometria. Così come le attività e gli strumenti, anche gli arredi sono progettati appositamente per il nuovo laboratorio: inaspettati ma ciascuno funzionale alla fruizione dello spazio e alla realizzazione delle attività. Alcuni elementi sono produzioni originali nate dalla collaborazione con marchi di design e artisti su progetto del Museo. I tavoli sono sei strutture esagonali, ciascuna dotata di un mini PC, con piani di appoggio ribaltabili e scrivibili, e provvisti di ruote per poterli spostare e comporre a seconda delle esigenze.

Di lato un originale pattern soffice e colorato, che gioca sui vuoti e sui pieni, è in realtà una parete self-service contenente quaranta pouf che costituiscono le sedute per le attività, “ricomponibili” al di fuori degli orari di utilizzo. Proprio di fronte all’ingresso, invece, si trova un’altra parete attrezzata, utilizzabile sia per lo stoccaggio dei materiali sia come parete di proiezione. Dal bancone, pensato come quello di un bar o come la consolle di un DJ, l’animatore vede tutti i partecipanti al lavoro e può coordinare alcune attività attraverso un PC su cui sono caricati i software delle installazioni. In un angolo è presente un divano e in un altro una bicicletta.
Alle pareti sono stampati numeri famosi e sono esposte bottiglie dalle forme inaspettate e locandine di film con richiami alla matematica. Anche il progetto illuminotecnico si genera da forme geometriche dialogando, così, con il resto dell’allestimento: le linee e i corpi illuminanti contribuiscono a creare un’atmosfera coinvolgente sopra alle teste dei partecipanti e sono modulabili in base alle esigenze delle attività in corso.
Il laboratorio ha tre ampie vetrate che creano una connessione, e soprattutto un’attrazione, tra le attività che si svolgono all’interno e i visitatori del Museo. Ciascuna vetrata è resa unica da una grande scultura in tondino di ferro a motivo astratto-geometrico realizzata ad hoc dall’artista Antonino Sciortino.

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