L’area Spazio si trova al primo piano del Padiglione Monumentale, accanto alla Galleria Leonardo e all’area dedicata alle Telecomunicazioni. Due grandi oggetti di forte impatto aprono l’area, i globi celeste e terrestre di Moroncelli risalenti al XVII secolo, che presentano al visitatore i protagonisti dell’esposizione oltre all’Uomo: lo Spazio e la Terra.

Entrambi gli oggetti sono animati da un’installazione video di immagini scenografiche e contemporanee che mostrano lo Spazio (in prossimità del Globo celeste) e la Terra vista dallo Spazio (in prossimità del Globo terrestre). La commistione tra la storicità degli oggetti esposti e l’attualità delle immagini in movimento rende evidente il dialogo, che permea tutta l’esposizione, tra passato, presente e futuro.

Alle spalle dei globi, il Pendolo di Foucault, riproduzione storica affiancata da un’animazione digitale dell’esperimento con cui si dimostrò la rotazione della Terra su sé stessa, racconta che la Terra è parte di un sistema più ampio che necessita di essere osservato e compreso.

La sezione

Osservare lo Spazio dalla Terra

La prima parte dell’esposizione racconta l’osservazione del Cosmo dalla Terra. Guardando da vicino “gli strumenti del mestiere” il visitatore scopre le principali attività dell’astronomo, nel passato e nella contemporaneità: osservare, misurare, rappresentare e interpretare gli oggetti celesti e lo Spazio nel suo insieme.

Sono raccontati i personaggi (da Galileo Galilei a Margherita Hack), i luoghi (dall’Osservatorio di Brera, al Cile, al Gran Sasso), le tecnologie e alcune curiosità. In questa area sono esposti oggetti storici tra cui quelli facenti parte della collezione dell’Osservatorio astronomico di Brera.

Andare nello Spazio

Questo nucleo di contenuti occupa la parte principale dell’esposizione. Il visitatore entra in contatto con le tecnologie (satelliti, sonde e razzi vettori) che permettono di andare nello Spazio e migliorare la conoscenza del Cosmo e della Terra, oltre che attivare servizi indispensabili per la vita di tutti i giorni. Viene introdotta anche la dimensione umana della conquista dello Spazio. Da un lato i personaggi, gli oggetti, l’avventura e il sogno, dall’altro l’esperienza della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e l’affascinante professione dell’astronauta.

Spazio per il Cosmo e il Sistema Solare

Attraverso un prototipo della trivella di ExoMars di Selex, un meteorite marziano e una selezione di immagini di rover, sonde, satelliti, sensori, sono raccontati i principali ambiti di studio del Cosmo dallo Spazio: la ricerca della vita su altri pianeti, la ricerca dei pianeti extra solari, l’esplorazione automatizzata degli oggetti del Sistema Solare, la comprensione della nascita dell’Universo, le survey e i censimenti stellari. Come spartiacque fra l’osservazione dello Spazio dalla Terra e l’osservazione direttamente dallo Spazio è proposto un focus sull’astronomia X.

Spazio per la Terra

Attraverso oggetti e immagini spettacolari il visitatore è introdotto alle finalità per le quali si studia la Terra dallo Spazio.
I temi esplorati sono:

  • sviluppo e futuro delle città;
  • gestione e controllo del territorio;
  • controllo dei flussi umani;
  • qualità dell’ambiente (inquinamento dei mari e del suolo), gestione delle risorse agricole, alimentazione;
  • osservazioni ambientali (anche per la valutazione di danni da eventi estremi);
  • studio dei poli e del sistema atmosferico, climatologia, studi di geofisica;
  • previsioni meteo.

Spazio per le Telecomunicazioni e la navigazione

Attraverso una selezione di video e immagini prodotti da ESA e dall’industria nazionale il visitatore entra in contatto con le applicazioni per le televisioni, i telefoni satellitari, internet via satellite e i nuovi strumenti per l’orientamento e il global positioning come GPS, Galileo, navigatori portatili.
Come esempio di applicazione integrata viene invece descritta quella che sarà realizzata da Selex ES per garantire la sicurezza all’Expo Milano 2015.

Satelliti e Sonde

Satelliti e sonde sono i protagonisti di questa parte dell’esposizione. Per aiutare il visitatore a orientarsi sono raggruppati in tre famiglie: le tecnologie che permettono di osservare e migliorare la conoscenza del cosmo, i satelliti che consentono di guardare e studiare la Terra e quelli che supportano le telecomunicazioni e la navigazione.

Razzi vettori

In questa parte dell’esposizione viene raccontato come si fa oggi ad andare nello Spazio e quali sono le realtà (istituzioni, aziende e paesi) che hanno competenza per farlo. Il visitatore scopre che per portare i satelliti in orbita è necessario costruire un razzo vettore e che ne esistono diverse tipologie. Sono esposti: un modello di Vega di grandi dimensioni, un rocchetto di fibra di carbonio, un campione di combustibile e lo Z9), uno dei tre stadi di Vega.

ISS

A questo punto dell’esposizione il visitatore raggiunge un’area dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il più straordinario laboratorio di ricerca a disposizione dell’umanità. Per trasmettere al visitatore l’eccezionalità di questo progetto è realizzata la ricostruzione di una porzione di ISS con una cupola, come nella realtà, da cui osservare le immagini di un’intera orbita intorno alla Terra.
Il visitatore inoltre ha la possibilità, se fortunato, di vedere passare un astronauta in tempo reale davanti alla webcam collocata all’interno della ISS.

Luna

Il Museo custodisce un oggetto unico, un frammento di Luna proveniente dall’area chiamata “Taurus Littrow Valley” e raccolto dal comandante dell’Apollo 17, Eugene Cernan, nel dicembre 1972, nell’ultima occasione in cui l’umanità ha messo piede sul nostro satellite. Nel 1973 il presidente Richard Nixon lo offrì, come segno di fratellanza e collaborazione da parte degli Stati Uniti, al Governo Italiano, che poi lo donò al Museo. Il frammento si presenta come una piccola pietra di basalto di pochi grammi ma dal valore inestimabile, simbolo dell’evoluzione tecnologica e della pace nel mondo. Per esporre la pietra lunare è stato realizzato un allestimento immersivo e contemplativo. Il visitatore può fermarsi, osservare e lasciarsi coinvolgere, anche per pochi minuti, dalla più grande avventura di esplorazione compiuta dall’umanità. Là dove è esposto il frammento di Luna, i nomi di tutti i donatori e di tutte le persone a cui è stata “regalata la Luna” grazie alla campagna di crowdfunding CONQUISTIAMOCI LA LUNA sono restituiti in una grafica suggestiva, mentre attraverso uno schermo touch è possibile ricercare il nome di un donatore e la relativa dedica.

Conquista dello Spazio

Questa parte dell’esposizione racconta le vicende epiche che hanno permesso di “conquistare” lo Spazio e avviarne l’esplorazione. Guidato da una timeline e da una selezione di oggetti di incredibile valore il visitatore ripercorre le tappe che hanno segnato la storia dell’astronautica. Fra questi la consolle di comando e il seggiolino del Soyuz, tute spaziali, tra cui la rarissima tuta Krechet. Si prosegue con la storia dello sbarco sulla Luna. Anche su questo tema “parlano” gli oggetti storici: un frammento di scudo termico dell’Apollo 15, materiali d’archivio originali, propulsori a razzo e serbatoi della capsula Apollo. Un focus particolare è dedicato alla misura del tempo nello Spazio: Omega espone in questa parte il modello Speedmaster indossato in tutte le missioni sulla Luna e altri modelli significativi.

Esplorazioni Future Umane

Il futuro dell’esplorazione umana dello Spazio è raccontato prendendo spunto dalla Stazione spaziale per mostrare come gli scienziati si immaginano le future case nello Spazio sia in orbita attorno alla Terra, sia per consentire all’Uomo di “colonizzare” il Sistema Solare. Il contributo italiano è di valore assoluto grazie alle capacità progettuali e manageriali sia delle aziende che degli enti di ricerca.

partner