IL LANCIATORE VEGA

IL LANCIATORE VEGA

INAUGURAZIONE APERTA AL PUBBLICO

Venerdì 8 novembre 2019 ore 18.30
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
ingresso da via Olona 6/bis

INTERVENGONO
Fiorenzo Galli - Direttore Generale Museo Nazionale Scienza e Tecnologia
Stefano Bianchi - Head Space Transportation Development ESA - Agenzia Spaziale Europea
Enrico Russo - Direttore Tecnico ASI - Agenzia Spaziale Italiana
Giulio Ranzo - Amministratore Delegato e Direttore Generale Avio S.p.A.
Roberta Cocco - Assessora a Trasformazione digitale e Servizi civici Comune di Milano
Fabrizio Sala - Vicepresidente e Assessore per la Ricerca, Innovazione Università Regione Lombardia

Al termine dell’inaugurazione, il pubblico potrà visitare l’area espositiva, immerso in una scenografia dinamica luminosa progettata dall'architetto Alberto Pasetti per far rivivere i diversi momenti di funzionamento del lanciatore.

#vegagoestomilan

Date le dimensioni che lo caratterizzeranno, 30 metri di altezza per 3 metri di diametro, il modello di VEGA è stato collocato negli spazi esterni del Museo accanto a un altro enorme oggetto di grande richiamo come il sottomarino Toti.

L’esposizione è accompagnata da immagini suggestive e infografiche che raccontano le caratteristiche tecniche della tipologia dei lanciatori VEGA, le varie fasi di cui si compone il lancio, il confronto tra i VEGA e i più importanti lanciatori passati, presenti e futuri.

Da sabato 9 novembre il “nuovo arrivato” entra a far parte degli highlights del Museo e contribuisce ad arricchire lo skyline della città di Milano.

IL LANCIATORE VEGA

IL LANCIATORE VEGA

Il Museo ospita il modello in scala 1:1 di Vega, vettore dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) promosso dall’Agenzia Spaziale italiana (ASI) e sviluppato dalla società italiana Avio Spa.

Acronimo di Vettore Europeo di Generazione Avanzata, è un lanciatore capace di collocare piccoli satelliti di massimo 2.000 kg in un’orbita terrestre fino a circa 2.000 km di altezza.

Le sue dimensioni ridotte insieme all'innovativa tecnologia con cui è realizzato permettono un accesso indipendente allo Spazio a condizioni estremamente competitive.

CARATTERISTICHE

IL LANCIATORE VEGA Credit line image: ESA - S. Corvaja | 07/03/2017 | Programme Sentinel-2

Vega è alto circa 30 metri e ha una massa al lancio di 137 tonnellate. È un vettore a corpo unico, senza booster laterali, ed è composto da quattro stadi, tre con motori a propellente solido e uno equipaggiato con motori a propellente liquido posizionato tra il terzo stadio e il satellite da lanciare.
Ai primi tre stadi (chiamati rispettivamente P80, Zefiro 23 e Zefiro 9) è affidato il compito di vincere la forza di gravità e di raggiungere la quota desiderata. Il quarto stadio controlla il rilascio del satellite e la sua messa in orbita. L'ultimo elemento di Vega è il cosiddetto Payload Fairing, il "bagagliaio" entro cui sono custoditi i satelliti da portare in orbita.

Gli involucri dei primi tre stadi del lanciatore Vega sono realizzati grazie alla tecnologia italiana Filament Winding. Durante la produzione, fili in fibra di carbonio (due volte più resistente e quattro volte più leggero dell’acciaio), impregnati con un’apposita resina, sono avvolti attorno a un supporto (mandrino) su cui è stata applicata una gomma particolare con funzione di protezione e isolamento termico dell’involucro dai gas della camera di combustione. Terminato l’avvolgimento, l’involucro composito è vulcanizzato, controllato e pronto per essere caricato con il propellente. Per realizzare il primo stadio, il più grande motore monolitico mai realizzato con questa tecnologia, servono più di 2500 km di filo di carbonio (come due volte la lunghezza dell’Italia), per un totale di 4000 km di filamento per i primi tre stadi del vettore.

Vega è in grado di mettere in orbita più carichi utili contemporaneamente (payload) posizionandoli su orbite diverse, capacità non comune nei lanciatori della stessa classe. Il propellente liquido, infatti, permette di accendere e spegnere il motore del quarto stadio fino a un massimo di 5 volte, per collocare più satelliti in orbita con un’approssimazione di pochi metri.

Vega può rilasciare piccoli satelliti fino a 1.500 kg in orbita eliosincrona (Sun-synchronous orbit – SSO) e fino a 2.000 kg in orbita bassa (Low Earth orbit - LEO).

IL LANCIATORE VEGA Credit line image: ESA - J. Huart

IL PROGETTO VEGA

Il progetto Vega si inserisce all’interno della tradizione aerospaziale italiana: con il programma San Marco l’ingegnere Luigi Broglio, considerato il padre dall’astronautica italiana, intuì già all’inizio degli anni '60 l'importanza della corsa allo Spazio per l’Italia e sostenne la prima iniziativa spaziale del nostro Paese.

Lo sviluppo di Vega è iniziato nel 1998 e il suo primo lancio dallo spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, è stato con pieno successo il 13 febbraio 2012. Il VV01 ha portato in orbita nove satelliti: gli italiani LARES e ALMA Sat-1 e sette piccoli satelliti della classe CubeSat. Nel 2013, con il supporto del programma ESA VERTA, è cominciata la sua vita commerciale che ha portato in orbita numerosi carichi utili: satelliti di osservazione della Terra e missioni scientifiche o di dimostrazione tecnologica, come il veicolo sperimentale di rientro atmosferico IXV (Intermediate eXperimental Vehicle).

Vega è nato grazie alla collaborazione di Italia (maggior contribuente: > 60%), Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia nell'ambito del programma dell'ESA Vega Small Launcher. Il programma di sviluppo è stato gestito da un Team ESA di Progetto Integrato, oggetto di un accordo tra ESA, Italia e Francia, al sito italiano di Esrin (Frascati) con la partecipazione di rappresentati delle Agenzie nazionali di Italia e Francia e anche dell’operatore commerciale Arianespace.

L’ESA dispone oggi della più vasta gamma al mondo di servizi per il lancio di satelliti commerciali. Vega riveste un ruolo essenziale all'interno della famiglia dei lanciatori europei, unendosi ad Ariane V (per grandi satelliti e orbite terrestri con carichi molto pesanti) e Soyuz (per carichi utili di peso medio destinati a orbite basse).

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