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"Storia di una grande scoperta: I raggi X signori dell'invisibile"

SFOGLIA

L'articolo di G. Castelfranchi estratto da Il giornale d'Italia, 28 luglio 1940 ci dà un quadro storico di contorno ove inserire la scoperta di Rontgen e spiega poi come, attraverso varie esperienze egli si accorse che i nuovi raggi erano trattenuti solo dalle ossa, "sicché interponendo la sua stessa mano fra tubo e schermo aveva potuto vedere e contare le ossa". Le prime fotografie pubblicate produssero grande impressione nel pubblico. I fisici di tutto il mondo cominciarono con entusiasmo ad occuparsene, ma non mancò chi si mostrò poco ottimista e addirittura protestò contro la divulgazione di quelle "fotografie fantasma". Di fronte a nuove scoperte le persone possono reagire in due modi: o esserne affascinati e farsi travolgere dalla novità, oppure avere paura ed opporsi al nuovo, cercando di sminuirne l'effettiva importanza. Ma la comunità scientifica apprese in pieno la portata della nuova scoperta tanto che Rontgen ricevette il Premio Nobel per la fisica nel 1901. I raggi X diventarono molto importanti nel campo della medicina, sia come mezzo diagnostico che come cura di molte malattie, ma furono impiegati anche in altri campi, tra cui quello dell'arte. "Questi raggi, nelle mani dei critici d'arte, si sono rivelati un mezzo sicuro per scoprire le falsificazioni e le alterazioni di quadri ed opere d'arte in genere": mentre i colori utilizzai nell'antichità erano a base di piombo o zinco e quindi opachi ai raggi, quelli usati dopo il diciottesimo secolo, a base organica, risultano trasparenti ai raggi. Ciò ha permessi di smascherare trucchi e rivelare falsi. I raggi sono stati ampiamente utilizzati anche in chimica e metallurgia.

COLLOCAZIONE

Archivio storico Museo della Scienza e della Tecnologia / Fondo CNR

TEMA

Applicazioni industriali, mestieri

AUTORE

G. Castelfranchi

LUOGO

s.l.

DATA

28 luglio 1940

La storia nel documento

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