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Tracce luminose del genio italiano alla Mostra delle Invenzioni

SFOGLIA

In una pagina completamente dedicata alla mostra leonardesca " il giornalista Saladini di Rovetino descrive la Sala delle Celebrazioni allestita dal Francesco del Pozzo, che apre la mostra delle Invenzioni: una sorta di Pantheon della scienza che celebra i nomi di Galileo, Volta e Marconi. La celebrazione di quest'ultimo eroe contemporaneo, da poco deceduto, è particolarmente scenografica: "All'altro estremo Marconi, sulla cui maschera, appoggiata a una stele marmorea, una luce tenue cade dall'alto di una cupola; mentre in una drammatica visione di saette e flutti in tempesta appare sulla curva parete una S.O.S. luminosa, unica speranza di salvezza per i passeggeri di una nave ormai condannata". Non manca una riproduzione gigantesca della pila di Volta, trasformata in una sorta di colonna della scienza. Nella folle rincorsa del primato a tutti i costi, la storia della scienza viene distorta attribuendo a Volta la prima ideazione del telegrafo. Nell'aberrante celebrazione autarchica e fascista del genio italiano, viene ricordata la volontà di Benito Mussolini di "risalire per i secoli le tracce luminose del genio italiano e raccoglierne le espressioni", documentando che " non v'è campo dove il genio, la scienza, la tecnica italiana non siano stati precursori, dove non abbiano lasciato un solco, una traccia, segnando la strada ai contemporanei e alle generazioni future". Vengono poi passati in rassegna i principali cimeli esposti nelle sale, tra i quali le riproduzioni degli strumenti dell'Accademia del Cimento come il barometro di Evangelista Torricelli. Molti di questi cimeli sono riproduzioni create per l'Esposizione Universale del 1933 a Chicago, e presentate per questa occasione in Italia. Oltre al telefono di Meucci, viene ascritto all'Italia il primato nella registrazione della voce con il tonografo di Luca Cagnazzi. E' esposta anche la riproduzione del Pantelegrafo di Giovanni Caselli, il primo dispositivo in grado di trasmettere immagini a distanza. Nelle sezioni dedicate alle invenzioni dell'industria contemporanea, oltre al grande spazio occupato dalle Forze Armato, si distingue il padiglione dell'impianto sperimentale di televisione. Esteso per una superficie di 500 metri quadrati, contiene uno studio di registrazione: il pubblico può assistere alle trasmissioni grazie a un'ampia vetrata. Le trasmissioni televisive sperimentali vengono propagandate come un esempio dell'autarchia e del genio italiano: "con lo scopo di dimostrare come l'industria nazionale, da sola, senza alcun aiuto intellettuale, ha potuto completamente realizzare pure in questo campo difficile e specialissimo della televisione, con risultati certamente non inferiori a quanto solo pochissimi Paesi del mondo possono vantare".

COLLOCAZIONE

Archivio storico Museo della Scienza e della Tecnologia / Fondo CNR

TEMA

Esposizioni

AUTORE

B. Saladini di Rovetino

LUOGO

Milano

DATA

25 Giugno 1939

Le storie nel documento

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