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LE STORIE

Carlo Erba società per azioni

Carlo Erba, figlio di uno speziale, riuscì a trasformare la realtà farmaceutica italiana in una industria moderna e all’avanguardia.

In campo farmacologico, l’Ottocento fu un periodo di luci ed ombre: in quell’epoca a Milano e in tutta Italia, non esistevano laboratori chimico-farmaceutici e la vendita dei medicinali veniva esercitata dai droghieri che li importavano dall’estero.

In Italia esistevano innumerevoli piccoli laboratori a conduzione prevalentemente familiare che dipendeva in gran parte dall’estero per metodologie, materie prime e strumentazioni. In Europa la medicina empirica continuava a perdere terreno a favore della medicina razionale: Francia, Germania e Inghilterra guidavano tale progresso mentre l’Italia cominciava appena ad applicare le nuove teorie suggerite dalla scienza.

La chimica nascente si sviluppava su basi scientifiche e consentiva la nascita dei farmaci per sintesi: composti costruiti in laboratorio capaci di svolgere un’azione selettiva ed efficace sull’organismo malato ed in grado di sostituire gli estratti vegetali e i minerali appartenenti alla tradizione dei semplici. Quindi le spezie cedevano il posto ai farmaci e lo speziale al farmacista, tuttavia, in ambito medico e farmaceutico la nuova disciplina chimica incontrava notevoli resistenze e non solo per spirito di corporativismo.
La collaborazione fra chimica, fisiologia umana e biologia e le ricerche di personaggi quali Liebig e Pasteur permisero alla medicina di compiere enormi passi avanti. Malgrado tali successi, la bottega dello speziale ottocentesco offriva uno spettacolo ancora tradizionale, con il suo corredo di droghe e vasellame ed un retrobottega che fungeva da laboratorio artigianale. Leggiamo ora come viene descritta nell' articolo del 1942#1 che riprende l’opera Ricettario Fiorentino, una antica farmacia: ”….La bottega dello speziale dovrebbe essere posta i luogo dove non possano venti e sole, che non abbia vicini fummi o mali odori: dee avere più stanze e sotto e sopra terra acciocchè egli possa preparare e conservare ogni sorte di medicamenti: ed oltracciò avere orto o terrazzo dove dia il sole a cagione che possa seccare ed imbiancare alcuni medicamenti…” dall’articolo del 1942.

È in un contesto simile a questo che Carlo Erba inizia la sua attività.

Carlo Erba nasce a Vigevano il 17 novembre 1811; qui compie studi umanistici e nel 1828 si trasferisce a Milano presso un amico del padre, uno speziale dove compie il primo apprendistato.
Si iscrive poi alla Facoltà Medico-Chirurgico-Farmaceutica dell’Università di Pavia, che vanta una grande tradizione in campo chimico e la presenza di ben due laboratori dedicati alla chimica-farmaceutica. Durante gli studi compie il praticantato presso la farmacia Grammatico di Vigevano.
Si laurea nel 1834.
La sua parabola industriale si compie interamente a Milano dove inizia prendendo in affitto e assumendo la direzione della Farmacia Castoldi a Brera, in decadenza perché abbandonata a mani inesperte. Dopo aver potenziato il piccolo laboratorio annesso alla farmacia, avvia la preparazione degli articoli più richiesti. In particolare mette a punto la preparazione di una magnesia che commercializza col nome di “Magnesia uso Henry” sulla falsariga del lassativo di produzione estera “Magnesia Henry”, di ampio uso all’epoca.
E’ il suo primo successo commerciale.

A partire dal 1847 mette a punto l’estratto di tamarindo, ancora oggi in commercio e si dedica alla preparazione e alla sperimentazione di formule sempre nuove e di nuovi metodi di somministrazione del farmaco.
Grazie al suo operato la farmacia di Brera torna all’antico splendore e si moltiplicano per numero e importanza le richieste degli stessi farmacisti.
Carlo Erba costruisce accanto alla farmacia un laboratorio più ampio e lo dota di un generatore di vapore, una motrice, alcuni apparecchi per la movimentazione e pochi e inesperti operai.
Nasce così la Carlo Erba la prima industria farmaceutica in Italia e viene fondata nel 1853 a Milano.

Negli anni seguenti i processi produttivi vengono perfezionati e dal laboratorio escono sostanze come l’acido lattico, il lattosio, la mannite, le capsule di taurina, la pepsina.
Il successo è tale che nel volgere di pochi anni il laboratorio si dimostra insufficiente, così nel 1860 Carlo Erba acquista in periferia l’area Medici, compresa fra le odierne vie Marsala, Moscova, Solferino e Milazzo e il 1 gennaio 1867 viene inaugurato il nuovo, grande stabilimento: una struttura all’avanguardia, dotata di apparecchiature moderne, in cui lavorano 80 operai, 4 contabili, 6 maestri in farmacia e 12 commessi.
Nel nuovo stabilimento si sperimentano e producono continuamente nuove molecole: già nel 1878 il listino conta oltre 1700 voci comprensive di prodotti chimici e farmaceutici, reagenti per analisi e per l’industria, alimenti zootecnici, prodotti dietetici per la prima infanzia.
Nel 1880 viene inaugurato lo stabilimento di Baranzate di Bollate, destinato alla produzione su vasta scala dei prodotti chimici per uso industriale: è il successo ed i prodotti Carlo Erba vengono spediti in tutto il mondo.

Carlo Erba muore il 6 aprile 1888 e la direzione dell’azienda passa nelle mani dei familiari che la sviluppano ulteriormente.
Dagli inizi degli anni Venti vengono creati i laboratori dedicati alla ricerca scientifica e vengono studiati i preparati industriali fino ad allora acquistati all’estero.
Possiamo vedere una pubblicità degli anni ’30#2 della ditta che illustra i vari prodotti in vendita.
Un catalogo speciale è riservato alle apparecchiature#3 e alla strumentazione scientifica#4 per il laboratorio.
Alla fine degli anni Venti i quattro stabilimenti funzionanti coprono un’area complessiva di 110.000 metri quadrati e impiegano 2000 dipendenti, fra ricercatori, impiegati e operai.

Nel secondo dopoguerra l’attività prosegue e nuovi stabilimenti si aggiungono a quelli già in attività. A partire dagli anni Settanta la Carlo Erba entra a far parte del gruppo Montedison.
La ricerca si concentra sulle malattie infettive, cardiovascolari e del sistema nervoso centrale, sulle biotecnologie, l’ingegneria genetica, l’immunologia e l’oncologia. E’ in campo oncologico che la Farmitalia Carlo Erba mette a punto l’Adriamicina, a lungo l’antitumorale più diffuso al mondo. Una bella storia italiana, come intitola una pubblicazione aziendale.
Nel 1983 Farmitalia Carlo Erba entra a far parte del gruppo Ferruzzi e da quel momento la sua storia ne seguirà le vicende.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

Marco Beretta, Il tesoro della salute. Dall’onnipotenza dei semplici all’atomizzazione del farmaco. Firenze, 1997 | E.1257.

Vittorio A. Sironi, Le officine della salute. Storia del farmaco e della sua industria in Italia. Roma-Bari, 1992 | D.12053

Ricettario fiorentino nuovamente compilato e ridotto all' uso moderno : Diviso in 2 parti. – Firenze, 1789 | VET E.49

Enciclopedia italiana Treccani, vol. 31

Enciclopedia italiana Treccani, vol. 34

Per una storia della farmacia e del farmacista in Italia. Emilia-Romagna. Vol. IV. Bologna, 1986.| F.181

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