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LE STORIE

Storia di una didascalia

Come si prepara una didascalia per una mostra? Vediamo cosa è accaduto per l’Esposizione Universale di Chicago nel 1933.

A Century of Progress è il nome della Esposizione mondiale svoltasi a Chicago tra il 1933 e il 1934 per celebrare il centenario della città. Il tema della fiera è l'innovazione tecnologica, il suo motto: "Science Finds, Industry applies, Man Conforms", il suo simbolo architettonico lo Sky Ride, un ponte sospeso costruito per l’evento.
Nel Padiglione italiano dell’Esposizione Universale viene organizzata una grande mostra per celebrare il Genio Italico nel campo della storia della scienza.

Le mostre organizzate durante il Ventennio sono spesso caratterizzate dalle finalità di propaganda del governo fascista, in primis la celebrazione dell’autarchia, ovvero l’indipendenza dell’Italia da ogni contributo straniero, dalle materie prime all’industria. Ma al di là degli intenti propagandistici questa mostra ha il merito di aver fatto riflettere molto sulla mediazione dei contenuti e sul modo di presentarli al grande pubblico non specializzato.
Visto il numeroso gruppo di studiosi e industrie che avrebbero partecipato alla realizzazione delle sezioni, dei modelli e dei testi della mostra, il C.N.R., l’ente organizzatore, decide di pubblicare “Le norme per le didascalie”#1. Si tratta di linee guida molto aggiornate, in cui si fissa un limite di 250 parole per ogni testo, che dovrà essere chiaro e motivare la presenza dell’oggetto nell’esposizione.

Come si fa a scrivere una didascalia?
Innanzitutto si deve avere un oggetto da esporre, poi ci si deve documentare sulla sua storia, sul suo funzionamento, anche interpellando studiosi del ramo, infine si scrive un breve testo che possa spiegare con poche ma incisive parole tutto il fascino e il valore dell’oggetto stesso.

Nella mostra del padiglione italiano figurano oltre 300 oggetti, i più diversi tra loro: la bussola italiana, i planisferi, i cannocchiali, il galvanometro, l’acquedotto pugliese… tutti indicati con un numero identificativo. Svariati pannelli murali, accompagnati da fotografie o modellini ne illustrano la storia o il funzionamento. La documentazione raccolta sull’argomento e necessaria per redigere le didascalie e le spiegazioni viene raggruppata e conservata in apposite cartelline, che troviamo nel Documentario del CNR, contrassegnate dal numero identificativo dell’oggetto.

Proviamo a seguire le varie fasi occorse per la realizzazione delle didascalie del numero di catalogo 67: il modello di macchina per filare.
Costruito su un disegno di Leonardo da Vinci grazie all’interpretazione di Giovanni Strobino, esperto di storia della tessitura, si stratta di uno dei pochissimi modelli vinciani realizzati prima della mostra leonardesca del 1939, confluito poi nelle collezioni del Museo.
I documenti relativi alla preparazione delle didascalie li troviamo dunque nella cartellina 67#2: per ogni oggetto ne veniva creata una apposita per raccogliere il frutto delle ricerche effettuate: articoli di giornale, fotografie, testi di studiosi…
Grande importanza viene data allo studio della resa grafica dei pannelli#3 attraverso disegni in cui vengono posizionati immagini e testi.
Personalità esperte sono incaricate di redigere i testi delle varie didascalie#4 intervenendo anche con correzioni manoscritte per poi procedere alla traduzione in inglese#5 e ad altrettante aggiunte e correzioni.
Il passaggio finale è la stampa dei materiali#6 definitivi, sia per quanto riguarda i testi descrittivi veri e propri che per i semplici titoli degli oggetti#7 esposti, utilizzando due diversi stili di caratteri, che vengono mantenuti per tutti gli oggetti dell’esposizione.
La mostra del Padiglione italiano ha avuto un grande impatto sul pubblico dell’epoca.

Il successo del modello del guidafilo è tale che Strobino avrà modo di esporlo anche nella mostra leonardesca del 1939, come possiamo vedere in un ritaglio di articolo di giornale#8 .
Diversamente dalla quasi totalità dei modelli vinciani realizzati per la mostra del 1939, la macchina per filare si salva dalle distruzioni belliche e viene acquisita dal Museo nel 1956, dove verrà esposta in una mostra, per poi confluire nella collezione dei modelli.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane : catalogo ufficiale della mostra delle invenzioni : Palazzo dell'arte, Milano, maggio-settembre XVII. Milano, 1939 | LEO.D.62

Alessandro Andreini, La parola scritta nel museo : lingua, accesso, democrazia : atti del convegno ad Arezzo, 17 ottobre 2008. Firenze, 2009 | D.11995

Achille Castiglioni, Fredi Drugman, Progettare mostre : dieci lezioni di allestimento. Milano, 1991 | D.6819

Eric Kentley, Dick Negus, Ecrire sur les murs : un guide pour la presentation du texte dans une exposition. Dijon, 1993 | SALA M.6

Consulta il catalogo della Biblioteca del Museo >

NELLE COLLEZIONI DEL MUSEO

Macchina per filare con fuso ad aletta

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