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LE STORIE

Mostra di Leonardo da Vinci

Sai quando è stata allestita la prima mostra su Leonardo da Vinci in Italia? Nel 1939, a Milano.
Viene organizzata al Palazzo dell’Arte, oggi Triennale: in piena età fascista e a ridosso della guerra, Leonardo diviene il simbolo per celebrare l’autarchia e il primato del genio italico. Nell’articolo “La Leonardesca e la rinascita di Leonardo”#1, viene presentato come “nuovo Mosè con le tavole, egli ha segnato i comandamenti dell’arte e della scienza, assicurando all’Italia il primato della civiltà”. Un altro articolo del maggio del 1939 titola “Leonardo ‘Onore del genere umano’”#2. Accanto alla mostra dedicata a Leonardo vengono celebrati i grandi scienziati e inventori italiani dal Rinascimento all’età contemporanea ed esposte le principali novità della tecnologia italiana: le due mostre sono presentate quasi sempre insieme negli articoli#3 di giornale.
La mostra segue la linea vincente di molte altre esposizioni organizzate negli anni precedenti, da quella sulla storia della scienza italiana per l’Esposizione Universale di Chicago del 1933 alla Mostra dell’aeronautica del 1934, allestita nelle stesse sale del Palazzo dell’Arte#4, come si può vedere nella piantina.

Nonostante il clima celebrativo, la mostra segna una fase decisiva nello studio e soprattutto nella divulgazione dell’opera e del pensiero leonardesco.
La regia dell’allestimento, curata dall’architetto Giuseppe Pagano e l’approfondimento culturale presente cercano di stemperare gli eccessi retorici e i toni enfatici propri delle esposizioni del periodo fascista: grande attenzione viene data alla ricostruzione del contesto storico insieme a un uso sapiente e scenografico della fotografia.
Con uno sforzo organizzativo irripetibile giungono a Milano gran parte dei dipinti di Leonardo, degli allievi e di artisti a lui contemporanei, le raccolte di disegni di Windsor e i manoscritti dell’Institut de France. L’articolo “Undici codici che tornano dopo 142 anni”#5 ci ricorda la lunga assenza dei testi, dovuta a Napoleone.

Vengono esposti in originale anche molti documenti d’archivio allora conosciuti, relativi alla vita di Leonardo.
Dal punto di vista storico artistico la mostra viene molto criticata per il discutibile rigore scientifico, culminante con l’attribuzione a Leonardo di un falso, la cosiddetta “Madonna Noja”, tuttavia ottiene un grande successo di pubblico. Grande importanza viene data all’aspetto divulgativo con la realizzazione di brochure e materiali pubblicitari#6 che portino alla mostra nuove fasce di visitatori appartenenti ai ceti medi, con vere e proprie operazioni di marketing come “Treni popolari da tutta Italia”, “Gite dopolavoristiche” e “Agevolazioni di ingresso, di soggiorno, di svago”.
Sono soprattutto le novità delle soluzioni allestitive e scenografiche i punti di forza della mostra. Nelle spaziose sale del Palazzo dell’Arte vengono presentati anche un centinaio di modelli di macchine leonardesche costruite per l’occasione partendo dall’ interpretazione#7 dei disegni vinciani.

Il Comitato Esecutivo, coordinato da Giorgio Nicodemi, è costituito da una fitta schiera di studiosi e architetti, a ognuno dei quali viene affidato l’allestimento di una o più sale. Ad esempio, l’Atrio monumentale, è curato da Giovanni Muzio, la Sala del Verrocchio da Pietro Toesca e la Sala dei Leonardeschi allestita dallo studio BBPR (Gianluigi Banfi, Ludovico Barbiano di Belgioioso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, che nel dopoguerra avranno un ruolo chiave sulla scena museografica milanese).
La direzione dell’Ufficio Modelli è affidata all’ingegnere Arturo Uccelli, che insieme a vari studiosi si è dedicato allo studio e all’interpretazione dei manoscritti leonardeschi, alla realizzazione di disegni tecnici quotati e alla costruzione dei relativi modelli.
Nella mostra vengono presentati i risultati delle ricerche che ancora oggi, nonostante nuove e più aggiornate visioni, costituiscono episodi importanti nella divulgazione del pensiero e dell’attività scientifico-tecnica di Leonardo, quali l’ottica, il moto, le armi navali. Sono realizzate in questa prospettiva le sale dedicate ad Astronomia, Matematica, Cartografia, Idraulica, Marina, Anatomia, Botanica, Ottica, Meccanica e Volo, quest’ultima curata dallo stesso Raffaele Giacomelli, che dieci anni prima aveva presentato le sue prime interpretazioni a Firenze e che nel 1939 presenta il saggio “Macchine volanti e strumenti metereologici e di volo in Leonardo da Vinci”#8.
Il documento sulla sala dedicata all’Idraulica, cioè la Lettera di Giorgio Nicodemi#9 a Guido Ucelli del 1938 elenca ben 262 oggetti da esporre tra diapositive, tavole, plastici e modelli!

Anche se viene dato rilievo soprattutto alle macchine considerate “anticipatrici” di invenzioni moderne, il processo di studio e interpretazione nel complesso è stato serio e rigoroso e ha costituito una tappa fondamentale per la storia del modellismo leonardesco.
Molte macchine sono realizzate in grande scala e quasi tutte sono messe in movimento manualmente o grazie a motori elettrici, con evidenti forzature a livello interpretativo secondo una prospettiva di teatralità, di coinvolgimento del visitatore e di interattività, precorritrice dei tempi.
Ai modelli sono associati ingrandimenti fotografici dei manoscritti vinciani da cui sono stati tratti, in un accostamento tra disegno e modello che verrà mantenuto nella futura Galleria del Museo della scienza e della tecnica, nel 1953.

Dopo essere stata immagazzinata per alcuni mesi presso l’Ospedale Maggiore di Milano e presso il Castello, come ci ricorda la lettera di Sandro Piantanida#10 a Guido Ucelli, del novembre del 1939, l’esposizione dei modelli di macchine viene replicata negli Stati Uniti durante l’Esposizione Universale del 1940, al New York Museum of Science and Industry, oggi non più esistente.
Nel 1942, in viaggio verso Tokyo per un’ulteriore mostra, i modelli subiscono una triste sorte: vengono distrutti durante il bombardamento della nave che li trasporta. Fortunatamente gran parte dei disegni tecnici#11 realizzati per poterli costruire sono sopravvissuti alla distruzione e alla dispersione. Costituiranno negli anni seguenti un documento prezioso per poter concretizzare il sogno, solo prospettato nel 1939, di costituire un museo permanente dedicato a Leonardo da Vinci e alle sue opere tecniche: il Museo nazionale della scienza e della tecnica “Leonardo da Vinci” che attualmente li conserva nel suo Archivio Storico.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane : catalogo ufficiale della mostra delle invenzioni : Palazzo dell'arte, Milano, maggio-settembre XVII. Milano, 1939 | LEO.D.62

Mostra di Leonardo da Vinci. Catalogo. Milano 9 maggio – 20 ottobre 1939

Roberto Cara, Ricerche sulla mostra di Leonardo da Vinci (Milano, 9 maggio – 22 ottobre 1939), tesi di specializzazione, Università degli Studi di Milano, 2009 | E 1718

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Leonardo e la città ideale Leonardo da Vinci. Nature, Art and Science.

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