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LE STORIE

Ernesto Stassano

Ernesto Stassano#1 : chi è?

E’ l’inventore del forno elettrico per siderurgia, una macchina che trasforma energia elettrica in energia termica utilizzata per fondere del materiale o per far avvenire trasformazioni chimiche, per esempio la decarburazione dell'acciaio.

Possiamo ricostruire la storia della sua invenzione leggendo il dettagliato scritto del Professor Oscar Scarpa#2, docente del Politecnico alla fine degli anni ’30, da cui abbiamo tratto spunti integrandoli con vari approfondimenti.
Stassano inventa e realizza nel 1898 un forno elettrico ad arco indiretto, cioè un forno in cui il calore si ottiene grazie ad un arco elettrico che scocca tra due o tre elettrodi disposti in prossimità del metallo, che dunque si scalda per irraggiamento.

Il forno Stassano nasce a seguito di successive modifiche: dapprima Strassano svolge alcune esperienze nel 1896 a Pont Saint Martin (AO) su forni elettrici per la produzione di carburo di calcio e nel 1898 conduce esperimenti volti ad ottenere acciaio direttamente dai minerali di ferro, prima a Roma e poi a Darfo (BS).

Le prove eseguite e i problemi riscontrati portano Stassano a modificare la struttura del forno; ma la grande novità si ha quando l'ingegnere passa da una carica di minerali a una di rottame: in seguito a queste modifiche, nel 1899 riesce ad ottenere produzioni di acciaio di elevata qualità partendo da cariche costituite all'80% di rottame e al 20% di ghisa, a costi concorrenziali rispetto a quelli dell'acciaio di importazione.

Nel 1901 un forno derivato da quello di Darfo viene installato presso l'Arsenale di Torino: è questo il forno della configurazione definitiva.

Nel 1904 Stassano fonda la Società Forni Termoelettrici Stassano e avvia a Torino una fonderia di acciaio ottenuto elettricamente. L'officina inizia la sua attività nel 1905 con due forni da una tonnellata, due forni da due tonnellate e un forno da cinque. Nel 1906-07 entrano in funzione forni Stassano presso la Bonner Faserfabrik di Bonn (Germania), mentre nel 1907 è la volta di St. Polen (Austria) e, a seguire, di Dunston-on-Tyne e Newcastle (Gran Bretagna), Bridgeton e Redondo (USA). Intorno al 1910 vengono installati forni Stassano anche alle acciaierie Ansaldo di Genova e Vanzetti di Milano.

Tra il 1900 e il 1915 sono attivi in campo industriale tre tipi di forni elettrici ad arco: il forno ad arco indiretto di Stassano, quello a suola non conduttrice di Heroult e quello a suola conduttrice di Girod. Tra questi, il forno Heroult è di gran lunga il più adatto a grandi produzioni, tanto che già nel 1915 inizia il lento declino del forno Stassano.

La supremazia del forno Heroult, attualmente il forno elettrico per siderurgia più utilizzato al mondo, fa presto dimenticare il nome dell’inventore italiano nonostante i tanti brevetti realizzati.

Tra gli anni ’30 e ’40 si impone “la ferma volontà del Duce” per rivendicare “agli italiani il posto che ad essi spetta nel mondo”, come troviamo scritto in un articolo#3 pubblicato verso la fine degli anni ’30 a firma Oscar Scarpa e l’“opera tanto meritevole” del CNR di istituire un “museo delle rivendicazioni Italiane nel campo delle invenzioni”, al quale, sempre il prof. Scarpa scrive una lettera#4 per offrire materiale documentario relativo al “Maggiore Ernesto Stassano che fu il vero pioniere dell’Elettrosiderurgia”.

Ernesto Stassano muore povero, lottando fino all’ultimo per strappare ancora dei fondi per le sue ricerche volte a svincolare la siderurgia italiana dall’usare un minerale, quello di ferro, e un combustibile, il carbone, di cui il Paese è privo.
Anche oggi rimane sconosciuto ai più, nonostante il forno Stassano abbia ottenuto il prestigioso premio come Pietra Miliare nello sviluppo della metallurgia, assegnato dalla ASM (American Society for Materials) International, nel 1992.

Come spesso accade ai “geni incompresi”, però, Stassano aveva visto giusto: egli vedeva nell’elettrosiderurgia il mezzo per affrancare il nostro paese dai rifornimenti stranieri e, in qualche modo prevedeva l’utilizzazione razionale dei combustibili.

Grazie alle basi poste da Stassano oggi il 30% dell’acciaio prodotto nel mondo, e il 65% di quello prodotto in Italia, proviene da rottame lavorato al forno elettrico, mentre il restante continua ad derivare da minerale lavorato all’altoforno.

Produrre acciaio da rottame, però, permette di risparmiare sull’uso di materia prima vergine, minerale di ferro e carbone, e di energia. Per produrre una tonnellata di acciaio da minerale, infatti, servono 1400 kg di minerale di ferro, 770 kg di carbone, 150 kg di calcare, 120 kg di rottame e 33,31 GJ di energia, mentre per produrre la stessa quantità di acciaio da rottame si usano 880 kg di rottame, 150 kg di carbone, 43 kg di calcare e 10,8 GJ di energia. Per quel che riguarda le emissioni nocive, inoltre, produrre acciaio da rottame evita che quasi 1120 milioni di tonnellate di CO2 vengano emessi in atmosfera ogni anno. Produrre acciaio da rottame inoltre elimina completamente il dispendio energetico e l’emissione di gas legati all’approvvigionamento del minerale vergine.

Oggi l’interesse per l’elettrosiderurgia non è più solo economico ma anche ambientale e sociale, e non più limitato all’Italia ma al mondo intero.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

Leone Puccinelli, I forni elettrici nella siderurgia, Torino, 1914 | MISC D.3338

Carlo Federico Bonini, I processi termoelettrici della siderurgia moderna: forni elettrici, Milano, 1914 | D.7802

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