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LE STORIE

Paolo Triulzi

Siamo di fronte ad una richiesta di brevetto#1: “Descrizione del trovato avente per titolo: Apparecchio per la visione indiretta nei battelli sottomarini denominato “Telops” del sig. Triulzi Paolo a Firenze”, datato 1902

Di cosa si tratta? Cos’è un Telops? Si può intuirlo guardando le fotografie#2 presenti nella cartella è un periscopio! Proprio come quello che puoi trovare nel sottomarino Toti, se ti accingi a fare una visita all’interno del sottomarino.

Paolo Triulzi nella dettagliata descrizione del suo “trovato” presenta anche un disegno con raffigurata la traiettoria dei raggi luminosi all’interno del Telops.

Una nota esplicativa, alla fine di tutta la descrizione, ci spiega l’origine del nome: “E’ stato dato all’apparecchio il nome di Telops perché si comporta come un occhio lontano; infatti in virtù di esso il punto di vista dell’osservatore si trasporta alla estremità superiore.”

Cos’è un periscopio?
Nella forma più semplice il periscopio è un tubo alle cui estremità vi sono degli specchi paralleli tra loro e posti ad un angolo di 45° rispetto alla linea passante per essi. In quelli più complessi è costituito da un insieme di prismi che riportano la visione su un piano diverso da quello iniziale, permettendo così una visione a giro d'orizzonte, mantenendo nascosto l'osservatore. Il periscopio fu utilizzato nei sommergibili, nei carri armati e nelle trincee durante la Prima guerra mondiale. In questa foto#3 è possibile vedere la parte terminale con gli oculari per la visione. La curiosità è che accanto alla fotografia troviamo un appunto che ce ne spiega la provenienza: “Fotografia di ‘rottami’ trovati a Pola di un ‘Periscopio Triulzi’ ordinato da Krupp di Kiel e fornito poi all’Austria”. Non è segnalata nessuna data: questo periscopio, descritto e visto come un’invenzione importante, una volta costruito è stato successivamente venduto come “rottame”; la fotografia testimonia la sua “vita” passata.

Ma percorriamo un po’ di storia: il primo utilizzo del periscopio sembra vada attribuito a Johann Gutenberg, l'inventore della stampa, che lo usò per consentire ai pellegrini di vedere sopra le teste della folla ad una festa religiosa svoltasi ad Aquisgrana nel XV secolo. Simon Lake utilizzò periscopi nei suoi sottomarini nel 1902. Uno sviluppo importante venne da Rudolf Gundlach, che produsse il periscopio girevole, permettendo ai comandanti dei carri armati di avere una visione a 360 gradi senza muoversi.

L’articolo#4 di giornale tratto da Il Popolo d’Italia del 29 settembre 1931 intitolato “L’inventore del periscopio è stato l’italiano Paolo Triulzi” rivendica la paternità al nostro connazionale contro Sir Howard Grubb che depositò un brevetto con decorrenza dal 13 dicembre 1901, mentre il Triulzi lo depositò con decorrenza 3 settembre 1901, quindi circa tre mesi prima. Ma in Italia esisteva anche un’altra invenzione: il cleptoscopio degli ingegneri Russo e Laurenti del Genio navale, che come quello del Triulzi è un periscopio panoramico, cioè a grandissimo campo ad immagini naturali e senza deformazioni.
L’articolo#5 del 1901 ci dà notizia che “di un cleptoscopio Russo-Laurenti verrà subito fornito il nostro sottomarino Delfino, il quale, se per ora, è l’unico sottomarino che possediamo, avrà per compenso un apparecchio superiore a quello di tutti i sottomarini esteri”.

Nella storia sono frequenti le rivendicazioni di paternità di invenzioni: la più conosciuta è quella per il telefono, che contrappone lo statunitense Alexander Graham Bell e l’italiano Antonio Meucci.

Se vuoi saperne di più sull’invenzione leggi: “Appunti circa la priorità dell’invenzione del periscopio per sommergibili”#6dalla rivista La Ricerca scientifica oppure il reclamo di un visitatore#7 del Museo navale del Castello Sforzesco che nel 1934 lamenta di aver visto esposto un periscopio tedesco Zeiss e nessun esemplare italiano nell’articolo del Corriere della sera.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

I nostri sommergibili durante la guerra 1915-18. Roma, 1933 | E.82

G.Russo, Manuale di architettura navale : ad uso degli Ufficiali di Marina, dei costruttori e Capitani mercantili e degli Istituti nautici : libro di testo per la R. Accademia navale di Livorno. Torino; Roma, 1905 | DEA 178

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