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LE STORIE

Guido Ucelli

Esponente di spicco dell’imprenditoria milanese, brillante ingegnere e colto umanista attraverso le sue industrie collabora attivamente al recupero delle navi romane di Caligola dal lago di Nemi. Convinto assertore della necessità di creare nel paese una coscienza tecnico-scientifica coerente con i progressi della scienza e dell’industria moderne concepisce e fonda il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano.

Guido Ucelli nasce a Piacenza nel 1885. Studia nella città natale fino al liceo; in seguito si trasferisce a Milano dove frequenta il Politecnico, laureandosi in Ingegneria Elettrotecnica nel 1909. Inizia a lavorare alla Società costruzioni meccaniche Riva di Milano, specializzata nella produzione di turbine idrauliche, pompe ed impianti idroelettrici, dove raggiunge ben presto incarichi direttivi. Nel 1919 viene nominato Consigliere Delegato e Direttore Generale della A. Calzoni di Bologna, di cui la Riva ha nel frattempo assunto il controllo.
Dal 1928 al 1939 pone le risorse tecniche ed economiche della Riva al servizio del recupero delle due navi romane disperse sul fondo del lago di Nemi. L’impresa, coronata dal successo, permette l’allestimento del Museo delle Navi Romane a Nemi, in cui vengono esposte le due preziose imbarcazioni, insieme agli altri reperti recuperati. Un incendio, le cui cause non sono state mai chiarite, distrugge navi e Museo nel 1944.

L’impresa a cui Guido Ucelli dedica tutta la vita è la fondazione in Italia di un Museo tecnico-scientifico analogo a quelli già presenti negli altri Paesi europei.
In Italia, in particolare a Milano, il dibattito intorno alla necessità di un museo dedicato all’industria è vivace sin dagli inizi del Novecento. L’esigenza non risponde soltanto ad un’istanza di tipo intellettuale ma anche sociale ed economica. Scienza e tecnica hanno avviato una trasformazione vasta, profonda e duratura del modo di vivere e dei rapporti sociali; malgrado questo, non si è ancora sviluppata nel Paese una vera coscienza collettiva tecnico-scientifica#1 che permetterebbe di innestare il progresso sociale e economico necessario ad allineare la nazione ai Paesi più progrediti. Per raggiungere questo obbiettivo occorre un’azione organica da svolgersi sia a livello formativo che divulgativo: un’iniziativa come quella offerta dal Museo, che intende rivolgersi al più ampio pubblico possibile, assicurerebbe un contributo di grande valore a questo processo.
Si tratta di dar vita ad un organismo culturale unico nel suo genere: non un deposito di memorie bensì un organismo vivo in continuo divenire, capace di mettere a disposizione del pubblico le acquisizioni ed i progressi dell’industria, della tecnica, della scienza, in un’ottica di aggiornamento perpetuo; un ambiente attraente, capace di suscitare curiosità, desiderio e interesse per la cultura, una istituzione che diverta e appassioni. I criteri museologici sono innovativi per l’epoca e scelgono il Deutsches Museum di Monaco come riferimento dove sono presenti reperti al vero, modelli interattivi, ricostruzioni d’ambiente che, attraverso dimostrazioni pratiche, rendono facili e intuitivi i concetti scientifici. Il pubblico può interagire direttamente con le raccolte, attivando modelli e apparecchi; molti strumenti sono sezionati così da renderne immediatamente comprensibile il funzionamento. Didascalie, illustrazioni, plastici, riproduzioni completano le esposizioni.
Dopo una lunga gestazione, il 10 ottobre 1942#2 viene istituita la Fondazione Museo Nazionale della Tecnica e dell’Industria, che nel luglio 1943 assume personalità giuridica e la denominazione di Museo Nazionale della Tecnica. Il 15 novembre 1947 la Fondazione diviene Ente morale Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. La sede viene stabilita nel grandioso complesso dell’ex Monastero olivetano#3 di San Vittore al Corpo: semidistrutto durante la guerra, viene restaurato per l’occasione su progetto degli architetti Piero Portaluppi, Ferdinando Reggiori ed Enrico Griffini.
Il 15 febbraio 1953 viene inaugurato il Museo, intitolato a Leonardo da Vinci. In Leonardo, che più di ogni altro ha dimostrato l’universalità dello spirito umano e che incarna l’indagine inesausta delle leggi della natura, il Museo riconosce il proprio simbolo ideale.

PER SAPERNE DI PIU'

BIBLIOGRAFIA

Guido Ucelli, Della necessità di formare una coscienza scientifico-tecnica nel Paese, Milano, 1931 | MISC D 2259

Guido Ucelli, Il Museo Industriale di Milano. Milano, 1941 | MISC E 766

Guido Ucelli, Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica sede della mostra ordinata nel V centenario della nascita di Leonardo da Vinci. Roma, 1954 | LEO E 22

Guido Ucelli, Il Museo Nazionale della Tecnica e la sua funzione didattica. Milano, 1947 | MISC D 4461

Guido Ucelli, Il Museo Nazionale delle scienze e delle industrie. Roma, 1931 | MISC D 4499

Guido Ucelli, Origine realizzazioni e programmi del Museo Nazionale della Scienza e della tecnica “Leonardo da Vinci”. Milano, 1955. | MISC D 1568

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